Riflessioni per una riforma dell’#ippica: prima il pubblico, poi le #scommesse.

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Nelle foto la tribuna proprietari dell’ippodromo nel 1920.

Avevamo già scritto della proposta relativa all’introduzione in Italia di corse sul modello dei point-to-point irlandesi. Ecco una parte del contesto in cui dovrebbero essere inserite le proposte..

Le proposte da considerare devono in primo luogo operare con una sequenza che preveda il ritorno del pubblico alle corse, e solo successivamente una campagna promozionale sulle scommesse ippiche. Perché da un lato è più facile ricostruire il pubblico stesso, che operare su un rilancio delle scommesse ippiche, che da sempre sono demonizzate.

Nel 2012, ebbi modo di organizzare una manifestazione a San Siro, pesantemente boicottata dai vertici di Snai di allora, ma che ebbe un successo straordinario portando a San siro nelle tre giornate del GP Milano, circa 20.000 persone di cui 15.000 nella sola giornata del GP.

Ecco i due principali criteri su cui si operò e che valgono di esempio per riportare il pubblico a San Siro.

  1. Riprendendo ancora il modello irlandese, fu opportuno creare una manifestazione su modelli collaudati. Per questo l’iniziativa venne chiamata MILANO HORSE SHOW.
  2. Con questa terminologia si volle sottolineare che era il cavallo al centro dell’attenzione, che il pubblico doveva e venne, a vedere i cavalli. E che la corsa, il GP di Milano era un primus inter pares, elemento clou della manifestazione, ma che la stessa aveva altri attori sullo stesso piano.
  3. L’altro punto fermo fu la promozione che avvenne attraverso la cartellonistica stradale, e una conferenza stampa affidata a una agenzia di primaria importanza, quella di Federica Delachi.
  4. I costi. A differenza di similari manifestazioni su cui enti, agenzie, committenti di varia natura sono in grado di lucrare e speculare ai massimi, l’iniziativa ebbe un costo di circa 35.000 €.

L’obbiettivo era quello di ripetere l’iniziativa. Cambiarono i vertici di Snai una prima volta con Giorgio Sandi, poi con del Torchio, infine con Schiavolin. Non venne più ripetuta. I milanesi sono ancora tenuti distanti non solo dalle corse e dall’ippodromo, ma anche dal mondo del cavallo, dato che neppure la Fise nazionale e lombarda sono mai state in grado di organizzare una iniziativa che lo riportasse nelle abitudini dei milanese, perché nel cuore c’è sempre stato

 

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