Ipotesi per la ricostruzione dell’#ippica italiana.

Ecco alcune ipotesi su cui lavorare per la ricostruzione del settore, abbandonato dalle istituzioni a se stesso da decenni, a cui una classe dirigente ippica ha dato il suo contributo allo sfacelo.

Dopo anni in cui le istituzioni non hanno fatto nulla per un suo sviluppo, l’ippica che ci lascia l’attuale ministro dell’agricoltura Martina, è in macerie. Premi non pagati o pagati con mesi di ritardo con tanto di sanzioni dell’Europa, una programmazione confusa che non fa selezione, società di gestione degli ippodromi l’una contro l’altra. Le corse italiane declassare dal comitato pattern internazionale con conseguente depressione del nostro allevamento che è costretto a vendere i puledri alle aste europee. Finisce così un mondo che ha fatto la storia dell’ippica internazionale con allevatori che si chiamavano Testo e De Montel e cavalli come Ribot, Nearco e Orsenigo. Un settore che ancora per poco, goderà dei contributi dello Stato agli ippodromi, nella stragrande maggioranza di proprietà comunale, dove il programma delle corse viene addirittura fatto dal Mipaf, il ministero da cui dipende l’ippica. Un mondo In cui un cavallo purosangue può solo partecipare a corse negli ippodromi riconosciuti dallo stesso Mipaf. E in cui oggi non va più nessuno.

Il sottosegretario Castiglioni con delega all’ippica, prima di lasciare ha finalmente promulgato la classificazione degli ippodromi, che definisce quelli che godranno del contributo statale, e quelli che invece dovranno arrangiarsi da soli. E che naturalmente ha fatto partire tanti ricorsi al tar. All’ippica doveva essere inoltre applicata una riforma che dopo continui rinvii si è arenata dopo che i decreti attuativi non sono stati approvati. Responsabili principali gli operatori del settore.

 Il problema principale per lo sviluppo del settore evidentemente è la promozione del mondo ippico che gli ippodromi classificati e quelli al di fuori dalla classificazione sono oggi obbligati a fare per sopravvivere. Da qui discende che a maggior numero di spettatori corrisponde anche un maggior gettito delle scommesse, con riversamento sul monterei e sull’allevamento.

 É necessario quindi un progetto che ricostruisca il settore. A fronte di ippodromi che godranno del contributo statale, gli altri devono contare sulle proprie forze o chiudere i battenti. A questi ippodromi dovrebbe essere consentita una propria raccolta delle scommesse, secondo modalità da stabilire, che sopperirebbe alla mancanza del contributo dello Stato. A cui verrebbero aggiunti contributi degli sponsor.

 Per un progetto di ricostruzione sarebbe opportuno inoltre prendere a prestito alcuni modelli già consolidati in altre nazioni, prime fra tutte Irlanda e Francia. Questi due paesi hanno individuato nell’ippica diffusa sul territorio, un sistema in cui il mondo delle corse può essere alla portata di tutti e non rimanere chiuso solo negli ippodromi. In Irlanda in particolare vengono effettuate quelle corse che sono chiamata poin-to-point. Si tratta di corse in campagna da un punto prestabilito a un altro. Sono ufficiali e vi possono partecipare tutti i cavalli purosangue. Questo modello dovrebbe prevedere un’organizzazione come quella dei contorsi ippici, con tanto di segreteria che raccoglie le iscrizioni e le stesse vengono poi messe a montepremi. Dovrebbe essere consentito il gioco. Un ente statale, verificherà lo stato del terreno di corse e la loro regolarità.

 Gli ippodromi, sia quelli classificati sia quelli fuori dalla classificazione dovrebbero essere periodicamente verificati su alcuni criteri tra cui il numero di presenze e il volume di gioco sarebbero quelli principali e in base ai quali definire i contributi ed eventualmente l’inserimento nella classificazione o la loro esclusione.

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Nelle foto: il box del vincitore a San Siro – L’ippodromo nel 1920 – Il rientro del vincitore. (foto C.Gobb)i

3 comments

  1. Claudio i modelli da copiare non sono Francia ed Irlanda, ma Hong Kong,Giappone ed Australia, non solo come organizzazione di corse e scommesse, e fiscalita’ di ammortamentp per acquisti cavalli, ad Hong Kong si corre 2 volte la settimana con 8 corse per giornata, ogni settimana vengono giocati 200 milioni di dollari USA al totalizzatore!,L’Europa e’ vecchia , guardate al Sol Levante.

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  2. Poin-to-point in Italia organizzati dalla Fise o dalla Fite Trec-Ante? Nelle campagne Italiane, magari nelle struppie di mais? Ma siamo su scherzi a parte? Ma chi ha scritto l’articolo sa di cosa parla?

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