IPPODROMO DI SAN SIRO: PATRIMONIO DELL’UMANITA’: LA PROPOSTA

Ippodromo di San Siro patrimonio dell’Unesco: mancano 2 anni ai 100 dalla inaugurazione avvenuta il 25 aprile 1920. La proposta del giornalista Claudio Gobbi attraverso Liberoquotidiano: “Questo è un modo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica l’ippica italiana”

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IL TESTO COMPLETO

Mancano solo due anni al centesimo compleanno di uno dei monumenti storici della città di Milano, l’ippodromo di San Siro. Un gioiello che il Mondo ippico e non solo, ci invidia, paragonabile per prestigio e importanza internazionale, alla Scala. Palcoscenico delle gesta di campioni che si chiamavano Nearco, Ribot, Donatello II e più recentemente Sirlad e Toni Bin. Luogo simbolo della borghesia milanese dei Bocconi, del Cicogna, dei Trivulzio, e ancora: dei Melzi d’Eril, dei Piero Pirelli. Per le sue peculiarità proponiamo che sia riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

 

San Siro è un ippodromo unico nel suo genere sia per la vastità degli spazi sia per Ia coesistenza di valori ambientali, architettonici. É già stato dichiarato monumento di interesse nazionale nel 2004. Venne inaugurato il 25 luglio 1920.

 

La sua storia ha inizio nel 1913 quando la società Trenno, salotto buono della borghesia milanese, incaricava due architetti Paolo Vietti Violi e Arrigo Cantoni vincitori di un concorso indetto nel 1911, per la realizzazione di un nuovo ippodromo. L’odierno San Siro, nasceva sulle ceneri di un altro complesso realizzato nel 1888 dall’architetto Giulio Valerio, e celebrato da Ernest Hemingway in Addio alle Armi durante la convalescenza a Milano nell’ospedale militare americano dopo essere stato colpito da un colpo di mortaio austriaco. L’opera venne termina solo sette anni dopo, a causa della Prima Guerra Mondiale che ne interruppe i lavori. L’area disponeva già di una pista di allenamento, scuderie, un tondino di 500 mt di lunghezza per il trotto, uno più piccolo per passeggiare i cavalli e un terzo per la doma dei puledri, strutture tutt’ora esistenti. San Siro nasceva ufficialmente il 25 aprile 1920, giorno della prima riunione di corse. Con l’ippodromo, Milano celebrava il suo status di città faro del Paese.

L’ippodromo nella sua struttura risente della scuola neo classica francese sul modello delle scuderie del duca di Condé a Chantilly, e del Liberty milanese che già erano presenti in un altro complesso ippico adiacente, le Scuderie de Montel, nobile milanese con opifici a ridosso del centro città.

Per la sua realizzazione, venne utilizzato ampiamente il cemento armato che era già stato impiegato in altri complessi ippici. Le tribuna del peso è una felice trasposizione di opere di Ernesto Basile, mentre l’abitazione del custode ricorda una costruzione nordica. La tribuna riprende i motivi di una serra di grandi dimensioni con torri, strutture in legno a graticcio e grandi vetrate. Il primo conflitto mondiale costrinse Vietti Violi a ritardare i lavori. L’architetto pose in essere infine alcune varianti utilizzando, per il lato pista, gli ultimi ritrovati della tecnica con coperture e forte sbalzo senza sostegni intermedi. Riservando alle scuderie lo stile rurale con struttura a graticcio che rivelano un modello dell’architettura tradizionale alsaziana. I risultati furono eccellenti e Vietti Violi fu successivamente incaricato di realizzare in sud America strutture ippiche di questo genere. Sua anche la realizzazione dell’ippodromo di Istambul.

L’area complessiva ricopre una superficie di circa 610.000 mq. Curato da Francesco Cottarelli, l’ippodromo ospita un parco botanico di eccellenza, con oltre 72 specie provenienti da diversi continenti. Oltre a un laghetto al centro meta di diverse uccelli acquatici migratori.

La struttura nel suo complesso comprende la palazzina del peso, luogo esclusivo riservato a proprietari, allevatori, allenatori e fantini. Due grandi tribune. La prima posta tra la grande fontana e l’ingresso, la seconda, detta secondaria, ospita il cavallo di Leonardo. La parte cavalli comprende un tondino di insellaggio, e uno di presentazione. Le piste sono tra le più belle e selettive d’Europa con quella regina per il percorso dei 2400 metri che comprende una dirittura unica al mondo di 800. Il tracciato delle corse in pista dritta può ospitare competizioni di 1400 metri.

L’ippodromo nel tempo ha subito più tentativi di smantellamento per far posto alla speculazione edilizia. L’area fa gola a molti. Un tempo sui terreni adiacenti venivano a far esercitazione gli squadroni di Savoia Cavalleria. Tuttavia anche grazie a una intrepida appassionata, la scomparsa Maria Sacco, che ricordiamo oggetto di un sequestro, il complesso di viale Caprilli, è tutt’ora li a simboleggiare l’amore per i cavalli e le corse dei milanesi.

Pio Bruni, presidente onorario della Sire: <bene chiedere che l’ippodromo diventi patrimonio dell’umanità>.

<Sono molto favorevole alla proposta di chiedere all’Unesco che l’ippodromo di San Siro diventi Patrimonio dell’Umanità – ci dice Pio Bruni – presidente onorario della Sire, la prima società di corse italiana -. Un riconoscimento che testimonia il valore di questo complesso che è tra quelli di maggiore importanza in Europa e nel Mondo per le sue qualità architettoniche e per il valore che ha per l’ippica internazionale>.

 

 

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