SCUDERIE DE MONTEL: IL PROGETTO DEL LICEO LEOPARDI e IL VIDEO DEGLI STUDENTI

ECCO LA RELAZIONE FINALE PRESENTATA AL FAI CON CUI GLI ALLIEVI DELLA SECONDA LICEO DEL LEOPARDI DI MILANO HANNO VINTO IL PRIMO PREMIO DEL TORNEO DEL PAESAGGIO 2018 DAVANTI AD ALTRE 5000 SCUOLE ITALIANE.

IN ALLEGATO IL VIDEO CHE HA ACCOMPAGNATO LA RELAZIONE.

Le ex scuderie De Montel sorgono a Milano in via Fetonte angolo via Achilli, in prossimità dello stadio di S. Siro. Un tempo rappresentavano il “fiore all’occhiello” dell’ippica milanese, in particolare negli anni ’20 e ’30 del Novecento, quando tutta l’area circostante l’attuale stadio calcistico era adibita all’allenamento e allevamento di cavalli purosangue da parte di noti allevatori e signori milanesi, appassionati a questo sport. Questo luogo, denominato la “little England” milanese, riproduceva, quanto a stile architettonico e usanze, le caratteristiche proprie delle grandi scuderie inglesi e di quelle del nord della Francia. In quegli anni c’era un continuo traffico di cavalli, agili, eleganti, slanciati condotti dai propri fantini, orgoglio dell’ippica cittadina, dai nomi altisonanti quali Nearco, Ribot, Ortello, Orsenigo…

L’ippodromo, progettato dall’architetto Vietti Violi, riecheggiava lo stile razionalista proprio dell’epoca, già presente in molte analoghe strutture europee, e le scuderie, sparse attorno ad esso per le campagne, presentavano uno stile nordico, da cottage inglese.
Anche le scuderie De Montel, fatte erigere dall’omonimo banchiere ebreo Giuseppe De Montel, su progetto dello stesso Vietti Violi, costituivano una sorta di “club house”, un elegante gioiello architettonico in stile liberty, frequentata da nomi illustri, punto di riferimento dei maggiori fantini e amanti dell’equitazione.

Ma dei fasti di quell’epoca oggi sopravvive ben poco: tutto ciò che resta è lo scheletro di un edificio che, nonostante il degrado e lo stato di abbandono nel quale versa, ancora conserva tracce della sua eleganza: un emiciclo a colonne, finestre sormontate da piccoli pinnacoli, volute e oculi che fiancheggiano le aperture della facciata, finestre sgangherate con cardini di raffinata fattura…il tutto avviluppato da una vegetazione selvaggia che ha preso il sopravvento.

Tutta l’area delle scuderie De Montel, circa 16.000 mq, è proprietà del Comune di Milano che, tuttavia, non ha effettuato interventi di recupero e restauro di questo bene se non a livello esclusivamente teorico, senza mai intervenire concretamente e lasciando, pertanto, la struttura in uno stato di completo abbandono. I vincoli architettonici e i costi elevati, che un eventuale restauro richiederebbe, non hanno favorito alcuna iniziativa di salvaguardia e tutela, oggi necessaria più che mai se si vuole salvare questo straordinario sito.

La nostra scelta di documentarci e di ideare un progetto di valorizzazione su di esso, nasce proprio da queste considerazioni e dalla speranza in un intervento sollecito, finalizzato alla preservazione di un pezzo di autentica storia milanese.
Sin dal primo sopralluogo ci siamo resi conto che il settore ippico a Milano, che aveva proprio in quest’area il suo cuore pulsante, non è del tutto scomparso: a parte l’ippodromo che ospita ancora, seppur saltuariamente, corse di cavalli, esistono alcune scuderie vicino alla De Montel, risalenti all’incirca alla stessa epoca, tuttora attive, che non possiedono tuttavia la sua bellezza e il suo fascino: ricordiamo, per citarne alcune, la scuderia Guarnieri, la Zanoletti/Marcialis, la Turner.

C’è dunque ancora “qualche scintilla sotto la cenere”, come ci ha testimoniato il direttore della rivista Chavalier, il giornalista Claudio Gobbi, da noi invitato a parlarci di questo argomento. Ci sono ancora, infatti, alcuni appassionati di ippica che hanno conosciuto quel volto della città, che da giovani andavano a cavallo e frequentavano le scuderie di San Siro e l’ippodromo, e oggi rievocano con rimpianto nei loro ricordi quei luoghi, quelle immagini, quei suoni. Alcuni ricordano anche le scuderie De Montel e non riescono a concepire come “ la più bella ed elegante delle scuderie milanesi non sia ancora stata ristrutturata e restituita alla sua primitiva funzione”.

Anche gli abitanti del quartiere continuano a invocare un tempestivo intervento da parte del Comune per risanare il complesso, divenuto oltretutto dimora di clandestini e sbandati.
A noi risulta incomprensibile che una città come Milano, generalmente sensibile agli interventi di recupero e valorizzazione di quelle che sono le aree vincolate di valore artistico-monumentale e museali come questa, non abbia trovato la volontà nè le risorse necessarie per intervenire.

Da queste ed altre constatazioni, è nata la nostra idea di valorizzazione.
Cosa abbiamo pensato di realizzare?
In realtà la nostra idea è di per sè semplice.
Siamo stati subito tutti d’accordo nel non “snaturare” il complesso cambiandone radicalmente la destinazione d’uso, ma nel trasformarlo in un centro di raccordo di tutte le attività che “ruotano” attorno a questo settore. La prima fase dell’intervento dovrebbe prevedere il totale restauro della scuderia così com’era in passato. Data l’ampia estensione del complesso, l’idea di creare un centro polifunzionale legato all’ippica ci è sembrata adeguata e risolutiva.

Una parte della struttura dovrebbe diventare un’area museale per documentare con filmati, foto, cimeli e oggetti la storia dell’ippica milanese dei primi del Novecento. Il centro dovrebbe accogliere un pubblico diversificato quanto ad età e interessi, e non esclusivamente gli appassionati di questo settore: ecco il motivo della scelta di creare un’area destinata alla ristorazione, un parco giochi a tema e uno spazio per la pet terapy, oggi tanto apprezzata, con alloggio per i cavalli e pista di allenamento.

Non dovrebbero mancare infine ambienti e spazi per gli appassionati e “gli addetti ai lavori”: una clinica specializzata nella cura dei cavalli, uno sportello presso il quale informarsi sulle corse in programma all’ippodromo, su eventuali lezioni di equitazione impartite in loco o nelle scuderie attive in zona, su incontri e conferenze inerenti questa attività sportiva.

Tale progetto dovrebbe coinvolgere in primo luogo il Comune di Milano, proprietario dell’area, che vedrebbe arricchita questa parte della città di un altro polo sportivo importante, oltre allo stadio di S. Siro. Anche lo Snai, ente gestore dell’Ippodromo, potrebbe trarre vantaggi dal rilancio di questo settore attualmente ben poco valorizzato, per non parlare delle scuderie presenti nelle vicinanze e ancora in attività.

Infine tutto ciò potrebbe rappresentare anche un’occasione per noi giovani di conoscere meglio questo sport, di poterlo praticare in città e di disporre di strutture funzionali ed adeguate a coltivarne la passione.

Istituto Leopardi, classe seconda liceo scientifico sportivoAlessandro Fiechter Alexja Xhafa Filippo Indinimeo

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