Ippica: ippodromi e Mipaf responsabili del disastro. Idee progettuali per la ricostruzione.

Premettiamo che un progetto per ricostruire nn può prescindere da una rotate sburocratizzazione del settore. Cosa significa? È necessario al massimo limitare l’intervento sul settore del Mipaf. La burocrazia che lo governa da sempre e in particolare dai tempi del famigerato Decreto Tremonti è un insieme di gangli che operano per un proprio specifico interesse.

Questa situazione nn è più tollerabile. Un esempio su tutti quello rappresentato dall’ex direttore generale del Mipaf, Gatto che nel 2015 fece fallire la sponsorizzazione Dell Arabia Saudita su tutta l’ippica italiana.

Un’operazione che è stata tentata anche dall’attuale direttore generale del Mipaf e che è stata scongiurata solo per la caparbia azione dell’ippica sarda.

L’ippica italiana, come abbiamo detto, ha la necesseta di essere sburocratizzata. È parzialmente tolta dalle mani dello Stato.

GLI IPPODROMI TRA I RESPONSABILI DEL DISASTRO IPPICO.

Prendere amo le mosse dalla recente Classificazione. La quale è fallita con l’accoglimento di tutti i ricorsi. Una vergogna per il Mipaf e soprattutto per lo Stato che scende a patti con gli ippodromi che sono una delle principale causa del disastro dell’ippica.

LINEE GUIDA

La classificazione aveva un difetto importante. Negli ippodromi esclusi nn avrebbero potuto disputare corse e conseguentemente nn avrebbero goduto di alcun contributo.

Un progetto per l’ippica invece dovrebbe prevedere:

-1 una nuova classificazione

-2 agli gli ippodromi esclusi deve essere consentito di tenere giornate da corse secondo in proprio calendario.

-3 gli ippodromi esclusi devono provvedere al monte premi attraverso sponsor

-4 agli ippodromi esclusi deve essere consentito tenere banco.

-5 il ricavato delle sponsorizzazioni e delle scommesse deve essere ripartito tra Stato, ippodromo, montepremi in percentuali da definire.

-6 secondo parametri prestabiliti gli ippodromi esclusi potranno rientrare nella classificazione e godere del contributo dello Stato.

SEGUE

Nella foto una corsa negli Usa: un esempio da seguire.

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