1.800.000 € di investimenti: Così rinasce l’ippica, poche parole, molti fatti. La grande stagione dell’ippodromo di Maia Bassa ha inizio. .

Di Giorgio Bergamaschi

Inizia da oggi la collaborazione settimanale di Giorgio Bergamaschi sulle corse e sull’ippodromo di Maia Bassa

La lunga attesa è finita. Maia indossa uno dei suoi abiti più belli, quello della Valle dell’Adige in fiore attorno alla città-giardino, e riparte. Da lunedì. Perché il lunedì di Pentecoste? Perché questa terra rimasta fedele alle sue tradizioni più care, le perpetua anche nei suoi appuntamenti più… “sentiti”. E ne va fiera. Ieri mattina, nell’arco di una sobria ma “sentita” conferenza stampa, affollata come poche volte in passato, il presidente di Merano Galoppo, Gianni Martone, assieme alla presidente dell’Azienda di Soggiorno e Cura, l’albergatrice Ingrid Hofer, ed al polivalente assessore comunale Nerio Zaccaria, hanno presentato novità interessanti, a conclusione di una mattinata salutata da un caldo sole, con le piste in eccellente stato ed i segni evidenti di nuove sinergie in atto: bastava guardarsi attorno, e molti punti un tempo fatiscenti già strizzano l’occhio al visitatore, per esibire la nuova veste. Merano dunque riparte, si aprono gli imponenti cancelli di Maia ed il count-down inizia il suo cammino a ritroso, in attesa della prima corsa delle stagioni 2018.

Gianni Martone

Gianni Martone sa bene cos’è la tradizione… Mai girarle le spalle, sarebbe colpa grave! Perché onorando il proprio passato, si certifica la floridità di un futuro garantito e allora, “Come preludio della prémière, ecco un’ouverture contrassegnata da una nota agreste che profuma di ippica e di folclore, con due batterie per cavalli avelignesi (13.20 la prima, 13.40 la seconda, con i cancelli aperti già alle 12…) che daranno il “la” al convegno inaugurale, il cui decollo è previsto per le 14.15.

Gianni Martone – che non ha nascosto neppure per un attimo il grande impegno con cui la sua équipe di appassionati collaboratori si prodiga “gratis et amore Dei” – ha detto tutto ciò che in una conferenza stampa va detto… A partire dal fatto che a Maia guardano con estrema sensibilità tanto il Comune (proprietario dell’areale) retto dal sindaco Roesch quanto la Provincia, capitanata dall’entusiasta Arno Kompatcher, che stanno cercando i termini di perfezionamento di una “liaison” di grande produttività sia per l’incremento che per l’immagine di un’ippica “meranese, nazionale e internazionale” capace di aprirsi in un ruolo di… ambasciatore di settore e al contempo di punto polivalente d’attrazione per l’intero Alto Adige-Suedtirol”.

Cammelli e Purosangue Arabi

A Maia ‘torneranno i cammelli, questa volta di un’espressione qualitativa superiore, e sempre ad animare il “polmone” verde di Merano si prevede anche l’approdo del cavallo arabo: una novità assoluta a questa latitudine, che nasce da una vacanza invernale di Gianni Martone e di sua figlia Clara nel Dubai.

Un entusiasta Ingrid Hofer

Dopo Martone, la signora Ingrid Hofer non ha nascosto affatto il suo entusiasmo reale per la struttura di Maia Bassa, dicendo a chiare lettere di come l’Azienda di Soggiorno abbia “cara l’ippica e insieme l’indotto che promuove e produce, in termini d’immagine e di movimento”, al punto che “è ormai in piena attuazione un progetto di collaborazioni e convenzioni particolari, in favore dei fruitori di Maia da un lato, e dei frequentatori dell’Hotellerie altoatesina dall’altro”. L’assessore Nerio Zaccaria, dal canto suo, con fare molto asciutto ha sintetizzato il fattivo trend in fase avanzata di realizzo tra Comune e Provincia, ma anche lo sblocco di contributi che porteranno in riva al Passirio già una prima tranche (sicura) di 1.800.000 euro, mentre la seconda prevista per l’anno prossimo deve ancora essere formalizzata. E questo è stato un altro punto che ha caratterizzato la simpatia per l’ippica da parte dell’ex senatore Svp Karl Zeller, come ultimo acuto della sua attività parlamentare.

Il fenomeno Merano

Ma è ancora troppo presto per parlare di dati e cifre con entusiasmo, così come di denari in arrivo: quello che oggi importa, mentre assistiamo all’asfissia del panorama ippico nazionale, è il “fenomeno Merano”, che sta recuperando un adagio “classico di Franco Richard: “La libertà ed il successo sono valori dinamici. E, in quanto tali, vanno conquistati quotidianamente”. Una conferma della “migliore tradizione liberale che ha sempre animato l’ippica meranese, fatta salva quella parentesi troppo municipalizzata, che aveva tarpato il volo all’intraprendenza imprenditoriale ed al respiro eminentemente ippico”.

Nel salotto della tribuna peso si è parlato anche di riclassificazione degli ippodromi, di prospettive inerenti il Decreto Castiglione che, qualora confermate, potrebbero costituire le premesse di  un incremento delle giornate di corse e del relativo montepremi. Di fondamentale importanza, come dai dettami recitati da questo Decreto, i parametri che prevedono l’organizzazione di eventi di respiro internazionale, il numero di frequentatori della struttura, il numero dei cavalli partecipanti alle competizioni, la qualità delle infrastrutture e delle offerte ricettive. Insomma, qui a Maia abbiamo assistito ad un passaggio storico di notevole importanza. Chi mi conosce sa che non ne ho mai fatto mistero, quando l’Italia tutta ha taciuto questo fatto, che non è né mai sarà uno slogan. E lo dobbiamo tutti a Stefano Meli. Il quale, pochi giorni prima di morire, qui a Maia aveva dichiarato: “L’unico punto ‘reale’ di ripartenza dell’ippica italiana è costituito da Merano. Maia riveste per moltissimi aspetti un ruolo-chiave, con il suo appeal fondato sul turismo internazionale, la cultura, le tantissime bellezze ambientali che fanno di questo gioiello smeraldino incastonato nel cuore della città-giardino un autentico “unicum” europeo”. E così, dopo un poker d’anni vissuti in fase di rodaggio, per il gioiello affidato a Gianni Martone ed alla sua équipe ora si apre l’anno 1° di una nuova era. Abbiamo visto finalmente ciò che altrove non succede: persone appassionate, ippici sia di vecchia data che di fresco approdo, che non lesinano ore quotidiane d’impegno, rimboccandosi le maniche e sostenendosi a vicenda. Un po’ come accadeva nell’Italia del Dopoguerra. È così che erano stati seminati gli anni del boom, che sarebbero giunti di lì a poco. È un fatto non genetico, ma di valori: qui “a Merano, a Maia, quello che unisce è l’umiltà”. Per la modestia non c’è posto.

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Nella foto. veduta dall’alto dell’ippodromo di Maia Bassa

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