Merano: vince il “Favero” Imperial Red.

Foto Press Arigossi

di Giorgio Bergamaschi

A Maia è stato appena doppiato il giro di boa del mese di Giugno, e però la sensazione era quella d’essersi tuffati nel più torrido dei Ferragosto, con temperatura ben sopra i 30 gradi con le cravatte ligie a perfezionare un dress, nell’occasione più da maledizione che eleganza obbligata… In pista lo spettacolo c’è stato, eccome. Tra le sette corse in cartellone, un buon discendente in siepi ed una condizionata d’élite sempre sul tema delle siepi, riservata alla nuova generazione.

Binocoli perciò subito orientati sui nati nel 2015, in cui c’era da rivedere il Favero Imperial Red, sauro dorato di belle fattezze che, ben conscio del proprio potenziale, dapprima se n’è stato a guardare Starman e Watching Spirit sempre in avanguardia fin dal via, poi gradatamente ha poi iniziato la sua progressione sull’avanguardia del drappello, per porsi in scia alla coppia di testa alla siepe del travone, dove arrivava in carburazione perfetta e da lì iniziava la sua progressione, dosata alla perfezione dal Boemo Volante. Già, Big Jo Bartos a metà della retta di fronte allentava progressivamente le redini al figlio di Zoffany che si produceva in azione assai ficcante, comunque attendendo la retta per spiccare il volo e dimenticare la pattuglia di avversari dietro di sé. Imperial Red dopo l’ultima siepe si stendeva in promenade e lasciava a 5 lunghezze Starman, seguito a mezza da Leonardo da Vinci con Watching Spirits quarto a 2 ¾ lunghezze, davanti agli altri del drappello, confusi in scia.

La stoffa di questo Imperial Red, alla ricomparsa meranese, è dunque tutt’altro che promettente lusinga, perché questo allievo di Favero è molto piaciuto ed agli avversari ha… “comminato” lunghezze che vanno lette come categorie. Punto.

Venendo alle siepi del Glorenza, il portacolori del meranese Ghiotti nel discendente ha dimostrato d’essere teatrante perfetto, onorando il proprio nome siglando proprio all’insegna dello Spettacolo un successo che lo ha visto dosato sapientemente da Jan Faltejsek lungo il tracciato dei 3300 metri, sempre in scia prudente di Desertmore Hill, Archangel Raphael  e il dormelliano  Dalton, con il Martone Desperados e l’Aichner Kazoo  che iniziavano a muovere lungo la seconda diagonale. Ma il clima e la fatica nelle gambe che sulla retta di fronte iniziava a farsi sentire, così come il terreno scorrevole che martirizzava i sesamoidei,già prima della piegata conclusiva diventavano elementi che pesavano in modo negativo. Nel senso che Dalton precipitoso se avesse risparmiato forze e temperamentosità (che qui si chiama fretta del fantino), non sarebbe arrivato in retta con la paletta verde alzata verso Spettacolo, cui non va tolto nulla e però certi avversari gli hanno reso l’impegno anzi lo Spettacolo ancora più… divertente. Seppure solo terzo, era da ammirare la tattica di Kazoo che nel rush riusciva a non crearsi complessi ad opera di Desèperados, assegnandosi la terza moneta.

Nel Val d’Isarco, in steeple, Gondaro del locale Aichner faceva promenade su Company of Ring ed Icarum, mentre nel cross sui 4100 intestato all’indimenticato Giulio Coccia  Opaleo-Raf Romano dettavano la loro leggeall’ospite All About Cossio demarrato con gioia divertita dalla coppia vincitrice, mentre il Vana Secret Sinner era terzo davanti a Bull Ride.

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