Oppenheim Union-Rennen: vince alla grande Weltstar della storica Gestüt Rőttgen.

Nella foto la vittoria di Weltstar

di Giorgio Bergamaschi

La storica scuderia si aggiudica l’importante prova.

Colonia- Al Weidenpescher Park è nata una stella di grandezza mondiale… Una dimensione che il freschissimo vincitore delle “Oppenheim Union Rennen” reca già nel nome: Weltstar. Il puledro allevato e in proprietà del Gestüt Rőttgen –  una delle più classiche formazioni tedesche (voluta, realizzata e mantenuta in vita dalla fondazione creata dalla proprietaria, Maria Mehl Mühlens) – ha fatto il bello e il cattivo tempo in questo gruppo 2, che ora lo proietta senza se e senza ma in cattedra alla generazione 2015. Il puledro allenato dal capace e sagace Markus Klug (offerto a 35:10) ha letteralmente affascinato gli 11.000 paganti accorsi all’ippodromo di Colonia (dono di uno dei capostipiti della Famiglia von Oppenheim alla città), per assistere a questa che nel tempo diviene sempre più la “corsa della verità” sulla via del Derby di Amburgo. Ad ogni buon conto, se cuore e ricordi possono axxardare un’impressione a caldo, direi che quello scatto risolutore di Weltstar è stato prodotto in perfetto… “stile Manduro”.

Quella di Weltstar è stata una vittoria voluta e conquistata con classe, cuore e polmoni: per… “accordare queste tre virtù, è bastato che l’Olandese Volante desse il “la”… ed ecco che, con il guizzo estremo richìestogli da Adrie de Vries, Weltstar s’è steso in un amen in un’azione devastante, che ha lasciato di sale il portacolori di Helmut von Fink e la punta di Manfred Hellwig. Già,  il modo in cui Weltstar ha preso quella lunghezza e tre quarti di vantaggio, ha disorientato i due diretti avversari. Ed anche questa volta Weltstar, superbo prodotto di Soldier Hollow, ha avuto qualche intralcio così come nelle Mehl-Mülhens-Rennen (le 2000 Ghinee tedesche), che poi lo avevano costretto al quarto posto. Ma il cavallo è cresciuto, qui ha dimostrato freddezza importante, al punto da saper evitare la bagarre senza rimanere affogato in una distanza per lui troppo stretta, come quella delle Ghinee… Nel momento in cui s’è trattato di demarrare il più audace degli avversari, Weltstar l’ha fatto con un secco, repentino cambio di rapporto. Un uno-due travolgente proprio in prossimità del traguardo, dove l’altro figlio di Soldier Hollow, Destino, costituiva la seconda punta di Klug in corsa. Ma, pur sotto la pressione imposta dalle braccia di Martin Seidl, il portacolori del  Gestüt Park Wiedingen ha alzato un po’ la testa e strizzato le orecchie, finendo staccato di una lunghezza e tre quarti da Weltstar. Il portacolori di Helmut von Fink manteneva però un margine sicuro su Salve del Rio (nipote di Salve Regina, di cui rappresenta il medesimo team), finito all’esterno dei due. In realtà, Salve a 40 metri dal traguardo era rimasto con l’azione sì ancora plastica, e però incapace di fornire l’estremo guizzo. Così, per Micky Cadeddu s’è trattato di tenere sveglio Salve del Rio accompagnando con robustezza il baio di Manfred Hellwig, ché già  il terzo posto in queste Union costituisce un valore importante.

Nel dopocorsa, va annotato che Markus Klug, come detto sopra preparatore di entrambi i primi due arrivati, ha dichiarato che “Weltstar e Destino hanno dato vita ad un duello entusiasmante, che mi ha ripagato dell’impegno messo nella preparazione di questi due 3 ann.iNelle battute finali ammetto che m’è usito in grido d’entusiasmo, perché portare la tua selezione in cattedra qui al Weidenpescher Park significa preparare consapeviolmente una trasferta alla volta di Amburgo, avendo in prospettiva un esito confortato da una pesante ipoteca. E per Weltstar quei 200 metri in più che lo attendono all’Horner Moor sono un ulteriore trampolino di lancio”. Dal canto suo, Jean-Pierre Carvalhos su Salve Del Rio s’è detto soddisfatto: “Lo svolgimento della corsa ed il suo epilogo li avevo previsti proprio così, quindi per il portacolori dello Stall Hőni Hof s’è trattato della preparazione più vera e più comoda in prospettiva del Derby”.

Per la cronaca, il quarto posto è andato al co-favorito Jimmu, allenato da Mark Grewe e affidato a Marc Lerner, che nel momento in cui la corsa ha visto produrre lo scatto bruciante e imparabile di Starwelt era rimasto imbottigliato, ed ha preferito concludere la corsa come il più serio dei test. Dei battuti, va ricordato che quinto è giunto Valajani (Markus Klug/Maxim Pecheur), e sesto Ecco, punta di Schiergen, affidata ad Andrasch Starke. Il quale, al rientro, non mascherava il disappunto somigliando più a quella “sfinge” di Greville Starkey (lo ricordate, dopo il… Derby svanito su Dancing Brave?) che non a se stesso. Le Oppenheim Union Rennen hanno avuto anche un risvolto doloroso, quando il leader della corsa, Puccini, era stato costretto a fermare perché vittima di un drammatico incidente.

 

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