#Merano: un grande weekend: 4 corse di gruppo e 1 listed.

Nella foto sopra fashion a Maia.

Venerdì i nostri favoriti del fine settimana meranese.

Maia prepara una due giorni straordinaria. Quattro corse di gruppo e una listed, per un grande weekend  di cavalli e corse.

di Giorgio Bergamaschi

Fare di conto oggi è pratica assai diversa da quando i bimbi usavano il pallottoliere. Siamo nell’epoca dell’informatica, i bimbi giocano col computer ed un quarantenne può prendere lezioni da un ragazzino della prima elementare, sull’uso proprio del telefono. Siamo invasi dalla tecnologia, ma cerchiamo di restare umani per quanto ci è concesso e, di più, lo siamo se restiamo fedeli alle passioni e alla tradizione. Accade così anche nell’ippica.

Orde, pletore di iscritti ai big event, dall’Italia e dalla Cekia, entrambe vs la Francia, che invia Lo “spettro” di Macaire

Un’invasione… un’autentica invasione. Questo non è un modo di dire, ma il risultato di una scorsa meticolosa ai campi degli iscritti del prossimo weekend meranese, che sabato manderà in scena la Gran Corsa Siepi d’Italia con valletto d’eccezione dato dal Criterium di Primavera. Domenica, poi, sparerà i fuochi d’artificio con un poker d’eventi quali in passato era difficile poter assistere, nel medesimo convegno. Siamo solo al martedì sera , e la calma a Borgo Andreina regna solo nelle scuderie. Gli uffici sono invece in fibrillazione: il Patron di Merano Galoppo, Gianni Martone, ha allertato i Suoi e pretende un quadro decisamente prefigurato già per il mercoledì. Nulla viene lasciato al caso, e la prima bomba brilla già dalla vicina Francia, da dove Guillaume Macaire annuncia d’essere in arrivo con una coppia di soggetti molto interessanti: il mattatore della scorsa edizione del Vanoni, Defit D’Estruval, che 12 mesi dopo tenta – con eccellenti possibilità – l’attacco al Gr. 1 che costituisce il “faro” del convegno domenicale: il Grande Steeple Chase d’Europa. E per il Vanoni, sempre Macaire, s’affida ad una nuova lama, Sharock, che affronta la trasferta non certo per motivi legati all’aria salubre della conca meranese perché, volendo, a casa sua potrebbe fermarsi a Vichy…

Quando si parla di Macaire, il trainer ricciuto e robusto che sorride poco e dai suoi – sia uomini che cavalli – pretende sempre il massimo, generalmente si stende una cortina di rispettoso silenzio. Ma il silenzio è diventato una sorta di abito nell’ambiente dell’ostacolismo, che sta sì vivendo una fase di crisi profonda, ma a Merano probabilmente assai meno che non Milano Pisa. Perché? Semplicemente perché, come detto sopra, dando una veloce scorsa ai tabulati degli iscritti emerge chiaro un fattore che lascia sbalorditi!

Nell’ultimo mezzo secolo, e così via fino alla fine degli anni Novanta, le scuderie da ostacoli in Italia erano decisamente numerose, forti di qualche realtà tipo Lady M di Giancarlo Gorrini, la Sagam VW di Walter Dainotto e Mister G di Giulio Caccia, sempre con l’immancabile Tagliabue. Queste formazioni, all’interno delle loro truppe avevano sempre una quarantina di saltatori per team, che regolarmente affrontavano la trasferta meranese (meno quelli che amavano piste più… selettive quale è Milano, e che sul salta-e-gira di Maia non potevano rendere al meglio).

La owner new generation: Aichner, Troger, Alber, eredi degli apripista sudtirolesi Trenkwalder, Waldthaler, Vulkan

Bene, a quei tempi i saltatori appartenenti a formazioni altoatesine erano si e no una quindicina, frammentati tra vari proprietari. Oggi prendo in mano il foglio degli iscritti del Grande Steeple Chase d’Europa (per steepler di 5 anni e oltre), e dopo aver scorso il nome di Defit D’Estruval mi scappa l’occhio verso gli effettivi dell’altoatesino Aichner. Impressionante: perché la maggioranza dei cavalli di Herr Aichner è di stanza a Karlovi Vary, in Repubblica Ceka (in lingua tedesca si chiama Karlsbad, prima città al mondo a fregiarsi del titolo di “Città di Cura”, mentre la seconda è stata proprio Merano…). Il trainer è Jozeph Vana e gli iscritti del proprietario altoatesino sono ben 19 su 49. Una bella rosa, per scegliere i soggetti migliori.

Nel Vanoni, su 30 iscritti Aichner ne ha 7, mentre il suo “collega “ Christian Troger si ferma a quota 3… ma accampa 5 iscritti nel Premio dei Giovani, dove Aichner ne ha “solo”3. Però rifacendosi con 19 prospetti anche nella Gran Corsa Siepi d’Italia. D’accordo, stiamo parlando di soggetti iscritti e non partenti. E però, queste elencazioni la dicono lunga su un fatto: decenni or sono, ogni tanto qualche meranese e qualche altoatesino s’affacciavano con le loro “corvette”, per contrastare le portaerei di Caccia, Dainotto, Gorrini, Tagliabue ed altri. Oggi, da soli, Troger ed Aichner fanno davvero di Merano la capitale dell’ostacolismo nazionale e non solo in termini di quantità. Guardando a mezzo secolo fa, quando Creme Anglaise vinse il “Merano” per Paul Trenkwalder, seguita lustri dopo da Guidsun, Amado e Ryan’s Daughter, se qualcuno avesse azzardato fare una proiezione con i numeri sopra esposti, sarebbe stato internato con provvedimento di “Tso” (trattamento sanitario obbligatorio, ndr)…

La rinascita dell’ippica la si dovrà a Merano e alla sua tradizione

E invece no, non sarebbe mai stato un azzardo quel lontano pensiero. Proprio perché “La Scala” degli ostacoli prospera soprattutto per la passione straripante di Herr Aichner e di Herr Troger, ma anche Herr Alber sta affilando a dovere le armi. E poi non dimentichiamo l’inventore della prima “carica dei 101” in salsa meranese, Paolo Favero. Facendo di necessità virtù, il Rampante da Sinigo aveva iniziato un trend che oggi è servito d’esempio a più d’uno: guarda caso, al suo straordinario “ex” fantino, Raffaele Romano, che per Favero ha “siglato” ben tre edizioni del “Merano”, iniziando con Halling Joy per poi replicare per ben due volte con Sharstar. il ragazzo di Bedizzole (il paese del Bresciano dove era attiva la Scuderia Aurora di Cogne, Realmonte e tanti altri saltatori, con l’eminenza Weimar imbattibile in piano, negli anni in cui per la Famiglia di Celeste Citterio allenava Enrico Camici, l’Uomo di Ribot, ha onorato l’ostacolismo anche con Romano: eccellente gentleman rider prima, fantino sagace dopo, ora nella duplice veste di jockey e trainer.

Davvero, oggi mi premeva consegnarvi questa carrellata di nomi e di cifre, perché è partendo da questi uomini e da questi “contingenti” che Gianni Martone potrà guidare alla rinascita del settore degli ostacoli. Che alcuni personaggi hanno tentato di demolire, negli anni, ma quando la passione è ferma e forte, anzi feroce, la spunta sempre. Soprattutto se, accanto alla ricostruzione in generale, viene affiancata quella, insostituibile, di carattere culturale. Domani vi racconteremo di Raffaele Romano, mattatore come detto di tre edizioni del Gran Premio Merano: “Raf” da oltre 10 anni vive con l’eterna fidanzata, Ilaria Saggiomo, felice “donna” di cavalli sulla scorta di papà Tonino, “l’uomo di Trapezio”. Il concetto base di allevamento, o stud che dir si voglia, quando vede famiglie ippiche (umane) che s’intrecciano come nella vicenda sportivo-sentimentale-professionale di Ilaria e Raffaele, non può che far parlare di “famiglie, come dinastie”.

 

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