#Zuccoli scrive a #Travaglio: “Ofelè fa el to mesté”, pasticciere (rivolto a #Travaglio) fa il tuo mestiere.

Da www.nelrossodelluovo.com

Lettera aperta di Carlo Zuccoli al Dr. Marco Travaglio, Direttore responsabile de Il Fatto Quotidiano.

Lei, scusi il mio Francese, ha pisciato fuori dal vaso a proposito di quanto ha scritto in materia di gambling (betting & gaming) nel Suo quotidiano articolo di fondo sul giornale da Lei diretto.

(03/07/2018 – 17:55)

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Egregio Dr. #Travaglio,

da anni sono un Suo fedele lettore, ma oggi, Martedì 03 Luglio 2018, Lei, scusi il mio Francese, ha pisciato fuori dal vaso a proposito di quanto ha scritto in materia di gambling (betting & gaming) nel Suo quotidiano articolo di fondo sul giornale da Lei diretto.

Lei scrive di piaga della ludopatia, di lobbies del gioco d’azzardo, della mega – evasione da 98 Miliardi di Euro dei concessionari delle slot – machines, della piovra dei biscazzieri che fino all’altro ieri faceva il bello e il cattivo tempo in Parlamento sotto ogni maggioranza, ottenendo licenze a go-go, sgravi fiscali, e poi il delirio continua.
Lei è un grande giornalista (lo ripeteva continuamente il Suo Maestro Cilindro detto Indro Montanelli), ma ha un gravissimo difetto, è supponente, molto supponente, è arrogante, molto arrogante, e non è capace di ascoltare, quando non conosce la materia, ma devo riconoscere che sono poche le materie che Lei ammette di non conoscere.
Cali le arie e legga quanto Le scrivo.
La premessa è un detto Milanese che probabilmente scriverò male: “Ofelè fa el to mesté”, pasticciere fa il tuo mestiere.
Vado con ordine e cerco di essere il più conciso possibile.

1) piaga delle Ludopatie

1) Piaga delle ludopatie. Le sfugge un concetto molto importante, Egregio Signor Pasticciere, e cioè che le ludopatie le ha create e le crea (se esistono) lo “Stato strozzino”, che impone il 31% di prelievo per la scommessa Vincente per il Totalizzatore Nazionale per le corse dei cavalli, quando la media mondiale è del 15% / 16%, che impone che le slot – machines restituiscano al giocatore il 70% dell’ingurgitato e che le VLT restituiscano al giocatore, causa i rotti rigiocati, tra il 60% e il 70% dell’ingurgitato, quando la media mondiale supera il 90% (nelle sperdute Isole Caraibiche si arriva anche al 95% e più e nessuno si “ammala”). Anni fa ho partecipato, in qualità di relatore, a una Conferenza organizzata dal Mef alla Scuola Superiore di Economia e di Finanza: era relatore anche Monsignor Hillary Franco, allora Capo della Diocesi di New York, che fece un intervento che è per me un faro, anzi il faro: “La Chiesa non è contraria al gambling (betting & gaming) se è fair, se è equo, se cioè lo Stato non “strozza” scommettitori e giocatori, per poi curarli nelle cliniche da € 1.000 al dì (altro vero scandalo). Le ultime parole le ho aggiunte io ora.

2) Le Lobbies del gioco d’azzardo.

2) Lobbies del gioco d’azzardo. Immagino si riferisca, in ordine alfabetico, a Lottomatica, Sisal e Snaitech, le prime due quotate in Borsa, una a New York e una a Milano: sa a quanto ammontano i debiti di questi concessionari? A oltre 12 Miliardi di Euro? E come hanno accumulato questi debiti? Elementare Watson (anzi Signor Pasticciere), partecipando ai Bandi per le concessioni proposte, in continuazione, dallo “Stato strozzino”.
Evasione da 98 Miliardi di Euro da parte dei concessionari delle slot – machines, condonata. Lei è al corrente di come lo Stato arrivò a quella cifra? Glielo spiego io con un esempio che riguarda le scommesse. Nel 2000 lo Stato, il Mef, decise d’incrementare il numero di sale corse da 329 (che facevano 10 o 20 volte il movimento che fanno ora in 10.000 e nessuno si “ammalava”), e i concessionari si “picchiarono” per partecipare a quel Bando, ma la Sogei, Società tremenda, la vera piaga del gambling (betting & gaming) in Italia, non fu in grado di collegare le 1.000 sale corse che, dopo aver pagato somme enormi per le concessioni, non potevano lavorare. Cause, arbitrati, lodi e perdita da parte dello Stato di centinaia di Milioni di Euro quali danni causati ai concessionari. Per le slot – machines è successa la stessa, identica, cosa. La Sogei doveva collegare, in un amen, da zero, 400.000 slot – machines. Ritardi pazzeschi e alcuni concessionari hanno lavorato non collegati, frodando lo Stato, per recuperare le cifre folli spese per assicurarsi le concessioni. Ma la frode non era di 98 Miliardi di Euro, perché c’è stato concorso dello Stato (Sogei) nel creare il danno come per le 1.000 sale corse. Lei è una persona intelligente: come avrebbero fatto quei 10 concessionari a pagare 9 Miliardi e 800 Milioni di Euro a testa? È come se lo Stato, per ipotetiche frodi del Suo giornale (è solo un esempio), dovute anche ai comportamenti dello Stato stesso, condannasse la Società editrice a pagare 9 Miliardi e 800 Milioni di Euro di multe: sareste in grado di adempiere all’obbligazione?

3) Licenze

3) Licenze a go – go. Trovo molto strano che Lei, che ha una cultura giuridica di primissimo ordine, confonda le licenze con le concessioni. Lo “Stato strozzino” ha obbligato e obbliga le Società, indebitate come Le ho spiegato più sopra, indebitandosi ulteriormente, a partecipare a quei Bandi “carissimi”, invitando “fortemente” le Banche creditrici a fare ulteriori esborsi, 4) E lo “Stato strozzino” o, meglio molti Comuni, “istigati” dallo “Stato strozzino”, impediscono ai concessionari di lavorare: è al corrente che in molte città d’Italia le sale corse, durante la disputa delle corse dei cavalli e delle partite di calcio, devono restare chiuse? Altri danni pesantissimi ai concessionari, che per le concessioni, hanno pagate cifre folli, sempre “istigati” dallo “Stato strozzino”.

Ha capito, egregio ed illustre Ofelè, dove sta il problema?
Non faccia come l’altro Ofelè, il Dr. Beppe Severgnini, insopportabile, che una volta a Otto e Mezzo, non contrastato da nessuno, ha affermato che gli Italiani hanno giocato e scommesso nell’anno 2016 una cifra spaventosa, che poteva essere utilizzata per scuole, ospedali e altre opere pubbliche.
Dimenticava il Dr. Severgnini, ripeto, insopportabile, per supponenze e arroganza, che esiste l’effetto churn, volano, e che gli Italiani non hanno tirato fuori dalle loro tasche quelle cifre, ma solo una minima parte di esse.
Si dia da fare, Lei che in TV può tutto o quasi, per organizzare un bel dibattito in materia di gambling (betting & gaming), però m’inviti e gli Italiani incominceranno a capire chi “ciurla nel manico” (si faccia spiegare questa espressione Comasca).
Se lo desidera Le posso mandare il mio CV e Le assicuro che nel mondo intero in pochi quel CV lo eguagliano e forse nessuno lo supera: scusi la modestia.
Suo

Carlo Zuccoli

P. S. Si ricordi che in tutti gli stadi del mondo i bookmakers fanno pubblicità, ma le quote che i loro analisti e odds – compilers propongono agli scommettitori sono fair e nessuno si “ammala”.
E il mercato delle scommesse a quota fissa per le corse dei cavalli non è regolamentato da nessuna Sogei, che a nome e per conto dello “Stato strozzino” affama gli scommettitori, vietando di applicare le regole del mercato mobiliare e la contrattualistica, che da quel mercato mutua il tutto.
Lei, che ripeto è un insigne giurista, studi la materia e poi ne riparliamo.
Le ho già scritto, senza ottenere risposta, of course, circa la pratica “Parnasi – Roma Calcio – Stadio – Unicredito – Di Benedetto – Pallotta”: quando vuole, ma deve calare le arie anche per questa occasione, ne parliamo diffusamente, anche in TV e anche lì gli Italiani capiranno chi “ciurla nel manico”.

 

 

 

 

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