Tutto sul #DeutschesDerby di #Weltstar.

Nostro servizio

di Giorgio Bergamaschi

Amburgo – È stata la “giornata perfetta”. Per una festa infinita del cavallo da corsa e del suo popolo. E perfetta per Markus Klug e il suo fantino Adrie de Vries, ma perfetta soprattutto per il Gestüt Röttgen. Già, si potrebbe definire addirittura una “giornata segnata dal Destino” e anzi capace di ribaltarlo pure, questo Destino, che il portacolori del Gestüt Röttgen ha piegato con il coraggio e la forza, con il cuore ma soprattutto con la testa, quando negli ultimi tempi d’azione i due compagni di training piombavano pressoché simultaneamente sul traguardo, lasciandosi all’esterno il favorito Royal Youmzain. C’è voluta tutta la maturità agonistica e la caparbia volontà dell’Olandese Volante (De Vries), che dopo essersi liberato un po’ bruscamente di un doppio attacco sferratogli da qualche concorrente che ormai già obliquava ai 200 finali, mulinava di braccia alla… Mario Massimi, letteralmente alzando da terra Weltstar, solo pizzicato due-tre volte con la cravache, fino all’epilogo.

Il favorito non aggancia i due in lotta, poi il cambio di rapporto risolutivo

Quando, ormai fuori gioco il favorito Royal Youmzain (che non trovava lo scatto risolutore), “lo spazio in corda diventava palcoscenico” ed era tutto per i due primattori di Klug, che davano vita ad uno sparring spettacolare ed entusiasmante, dalle tribune si levava un boato. Sempre pressoché su di una linea, Weltstar in corda e Destino incollato al suo esterno, animavano un duetto tecnico e rapinoso…le due galoppate differenti nella loro plasticità, con quella di Weltstar forse più elegante e suggestiva all’occhio, ma certo che le ultime folate di Destino stupìvano davvero: perché è singolare vedere due figli del medesimo stallone – Soldier Hollow, campione di Helmuth von Fink – piombare sul traguardo del Derby esaltando il medesimo riproduttore e la medesima tipologia di training, solo differenziata dalle esigenze differenti dei due forti atleti in piena contesa.

Benedetto il cambio di marcia estremo del Röttgen, tanto violento e ispirato, così da consentire di portare ad Heumar un alloro conquistato sì l’anno scorso ( perché era mancato dal castello di Maria Mehl Muelhens dal lontano 1959), ma che con questa replica garantisce al team guidato dall’avvocato Guenther Paul di siglare quell’uno-due nel Derby, che mancava alle scuderie tedesche da ben 33 anni. Subito dopo il traguardo, a fantini rialzati sulle staffe, era pronta la stretta di mano fra De Vries ed il pur bravissimo Martin Seidl. E Seidl è sicuramente stato il primo tedesco ad essersi complimentato con il collega, che finalmente – dopo una carriera trascorsa in Germania – è riuscito a conquistare il suo primo Derby.

Il favorito Royal Youmzain, non è mai riuscito ad interferire fra i due di Klug. Al quarto posto s’è piazzato Salve del Rio montato dal nostro Micky Cadeddu, ribadendo la buona impressione rilasciata nelle Oppenheim Union Rennen.

Dietro l’alfiere del Gestüt Hőni Hof, concludeva sul passo il leader della corsa, Aldenham del Gestüt Brümmerhof (l’allevatore di Danedream), mentre a 4 lunghezze seguiva Sweet Man. Fin dall’avvio, Aldenham aveva imposto una bella cadenza, progressiva e vivace, seguito da Jimmu su cui Andrea Atzeni cercava di giocare d’anticipo su tutti (ma in retta mollava la presa), all’interno di Salve del Rio dietro il quale proiettava la sua ombra Weltstar, impegnato a percepire segni di vitalità da parte del Royal di Wőhler che ne seguiva la scia. L’ampia curva finale era il primo punto di lancio, così ampia, dopo la salita affrontata di fronte. A metà piegata un primo scatto per verificare chi fosse il più pronto a dare l’assalto al leader di Gregor Baum, e poi ecco la fucilata sparata all’imbocco della retta, quando Weltstar e Destino che lo seguiva “volavano” verso la testa della frotta anticipando Royal Youmzain e riducendo il Derby ad un meraviglioso fatto a due, ad una faida familiare, ad un’impennata d’orgoglio per conquistare la storia in quell’ultimo furlong.

Prémière di de Vries, soddisfatto comunque il giovane Seidl
Così Adrie De Vries, fantino del vincitore: „Ero molto fiducioso perché conosco il valore di Weltstar, ma certo temevo la cattiveria con cui Destino sa andare a traguardo, e nel rush l’ha pur dimostrato… Ma in quest’annata “perfetta” le cose stanno andando a meraviglia, e dalle Union sin qui è stato tutto meraviglioso, perché sono anni che inseguo il Derby e finalmente l’ho conquistato. Grazie al team tutto, ed a Markus (Klug, ndr) in particolare. Fino al momento in cui il mio non ha variato passo, Destino per qualche frazione ci aveva superato, ma poi quell’estremo guizzo ha fatto la differenza”.

Martin Seidl è un eccellente professionista, un vero uomo di sport: „Il nostro risultato è qualcosa di notevole. Siamo in due su di una linea, esprimendo con due soggetti diversi la creatività del trainer… Non è poca cosa. Per una frazione mi sono trovato un po’ avanti a Weltstar, poi quello è rientrato ed ha vinto meritatamente”.

Markus Klug, il trainer “furbo”, travolto da un vortice di emozioni

Markus Klug (il cognome in italiano significa “furbo, scaltro”) dopo questo notevole successo nel Derby si lascia trasportare dalla gioia: non nasconde la ridda di emozioni che lo sta travolgendo: „Provo sensazioni che non riesco a descrivere. Quasi non riesco a capacitarmi d’aver bissato questo traguardo nello spazio di 12 mesi. Sono strafelice, perché vincere è sempre bello, ma doppiare “la corsa delle corse” e poi per una “bandiera” del galoppo tedesco, il Gestüt Röttgen, mi rinserra il petto e mozza il fiato. Non sono un emotivo… Ma oggi abbiamo compiuto in équipe un’impresa storica. Quello che provo in questo momento è anche un senso di pace, che mi fa dire che, almeno nel breve termine, non correremo contro il mezzo fratello Windstoß né contro Dschingis Secret”.

Nel convegno, anche una corsa intestata al #GestütRöttgen, una condizionata sulla distanza. Chi l’ha vinta? Ma naturalmente Adrie De Vries e, naturalmente, con i colori di Maria Mehl Muelhens: giubba azzurro, maniche oro e toque rosso ciliegia del Röttgen. Che giornata indimenticabile… Anzi, che “giornata perfetta”.

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