Grande Maia: montepremi a 1.700.000 €. Ci sono anche due importanti corse per ps arabi.

di Giorgio Bergamaschi

Maia riparte con “la  più grande tradizione ostacolistica dell’Italia che salta e galoppa”

A Merano 15 convegni e ricchi meeting Novità: due prove per arabi nelle “piane per prof” Montepremi di 1.700.000 € per 98 corse, “clou” dati dal Gran Premio Merano (30 settembre) e vigilia incentrata su Gran Corsa Siepi e Premio delle Nazioni – Memorial Marco Rocca

Eccoci ancora di nuovo qui, a varcare gli imponenti cancelli di Maia che s’aprono dal 22 luglio al 7 ottobre con un montepremi complessivo di 1.700.000 €, per una stagione assai densa che si diluirà nell’arco di 15 convegni, presentando sulla sua prestigiosa scena meranese un centinaio di corse (98 per l’esattezza) tra piane per professionisti e per gentleman rider, siepi, steeple-chase e cross country. Delle 28 prove riservate ai siepisti, 10 sono riservate ai puledri di 3 anni, 6 ai 4 anni e 12 ai 4 anni ed oltre.

Complessivamente, le corse in steeple saranno 11, con 2 soli eventi (di vertice assoluto) riservati ai 4 anni (i memorial Piero e Franco Richard nonché il Generale Mario Argenton) e i restanti 9 confronti incentrati soprattutto sul Gran Premio Merano del 30 settembre. I cross saranno 9, con “faro” offerto dal Premio delle Nazioni (29 settembre).

A ridosso di Ferragosto, si concentrano le prove piane per professionisti, 20 in tutto, che s’arricchiscono anche della novità del cavallo arabo (2 eventi), piatti forti comunque saranno i soliti Premio delle Alpi e la listed per femmine di 3 anni ed oltre, il Premio Ebf sugli 11 furlong, mentre scompare (come intestazione) quel Criterium di Merano per 2 anni che meriterebbe il rango di listed, in quanto preparazione eccellente per la new generation sull’unica pista italiana dotata di percorso sul miglio con una curva sola.

Probabilmente gli accorgimenti tecnici e gli accordi capitolini in questo senso verranno ripresi più avanti. Intanto resta la speranza che il nuovo corso politico guardi a questa straordinaria realtà ippico-turistica con occhi nuovi, perché Merano ed il suo ippodromo di Maia in particolare così come l’Alto Adige in generale oggi più che mai costituiscono la “anticamera dell’Europa per chi sale da Sud”, così come il “salotto buono dell’Italia, per chi vi scende da Nord”.

Essendo ormai tradizione consolidata, nel corso dell’estate-autunno vivranno anche gli episodi legati al cavallo Haflinger, con 9 episodi legate al singolare cavallo dell’altipiano voluto dalla Hofburg quando i moti insurrezionali scuotevano l’impero e necessitava il reperimento di una terra tranquilla ed amica, dove allevare un cavallo poliedrico (adatto alle quote ed alla pianura, al lavoro dei campi ed al servizio degli ufficiali).

I motivi di centro della domenica meranese

Si parte con piede cauto, la stagione è molto lunga ed il convegno inaugurale propone non già fuochi d’artificio ma sicuramente un agile e divertente discendente in steeple per 4 anni ed oltre, dotato di 16.000 euro sui 3.800 metri, intestato a Present Blue, mattatore di un “Merano” montato con intelligenza, scaltrezza e gran senso del traguardo da Benoit Delo. Al via, 6 soggetti con il cèko Roman contrastato dai compagni di training Ole Caballero e Mushrae, che passeranno l’esame di Company of Ring e Sbarazzino.

Al secondo evento, il Premio Dolomiti Patrimonio Unesco, dopo lunga assenza si potrà riapplaudire il redivivo Sol Invictus che si riaffaccia sulla scena che gli aveva dato davvero squarci… “solari” e fama di… invincibile. All’opposizione, Rio Apache e Limpert, con Bukhari a tentare lo sgambetto, ma tante attenzioni della punta andranno anche al Vana Martello, un soggetto “targato” Aichner.

Ci sarà anche un’altra siepi intestata ad un vincitore di “Merano”: chi non ricorda Tatti Jacopo che – – impegnato su Cogne Sandrino Mattei -, pur con mille problemi agli anteriori, avrebbe vinto il Gran Premio trottando all’infinito su-e-giù in corridoio limitandosi solo a fare un po’ di ginnastica sempre lì, sui volumi più potabili che costeggiano le piste da corsa… Infine consegnando al mitico Pasqualino, a Grazia d’Assiano ed a Capasso un “oro” costruito a tavolino con un “mestiere impagabile”… Ecco, in questa siepi a vendere assisteremo al tentativo di un “tridente” di Raf Romano capeggiato dai due Troger Musique de la Nuit e Mesa Arch, opposti al terzetto di Favero che poggia su Lord E, Spin a Disc e Stick Around.

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