Merano oggi 29-7: decolla il “piano”.

di Giorgio Bergamaschi

Dunque, si riparte. Con il programma del piano, che un tempo avremmo definito la mini-stagione retta dal Jockey Club, definizione che in realtà mi piace molto di più. Anche perché agli Enti c’era professionalità e non solo burocrazia, e il comparto non doveva vivere (perché ora è così ed è costretto a farlo!) alla giornata.

Visi conosciuti, memoria che scorre in rapida successione, conforto che viene dalla consapevolezza che prima o poi ci si ritrova. Ecco in un flash la vibrazione, il sentimento, che si affacciano quando ai volti sopravvissuti del vecchio ostacolismo s’affacciano assieme a quelli altrettanto rassicuranti dei “pianisti” d’antica tradizione… Ecco, entrambi ti fanno sentire nuovamente a casa. Oggi le due specialità condividono convegno e montepremi, in un pomeriggio assolato e caldo, ma soprattutto festoso, dopo la convivialità andata in scena la sera del sabato, nel dopocorsa bagnato dal prosecco e insaporito dalle portate di pesce. Anche questo serve ad unire, a… “distribuire agli altri la gioia dei vincitori” ed a “consolare i mancati bersagli per chi ha solo partecipato o ‘cannato’ la scommessa su quello che credeva il vincitore annunciato”.

Dunque, si riparte. Con il programma del piano, che un tempo avremmo definito la mini-stagione retta dal Jockey Club, definizione che in realtà mi piace molto di più. Anche perché agli Enti c’era professionalità e non solo burocrazia, e il comparto non doveva vivere (perché ora è così ed è costretto a farlo!) alla giornata.

Anche oggi si vive sul mix riuscito ostacoli-piano. Nel Premio Imprezer (3ᵃ corsa) s’affacciano novizi mai vincitori, in cerca di un leader: tra questi Langfuhr (4), ora in proprietà targata “Alber”, riprofilato da Raf Romano, a seguito delle performances del primo semestre guarda al traguardo con fiducia ma deve guardarsi dal Favero Wootyhoot (7). E c’è l’interessante Tialine (6), espressione dei Vana e in cerca di riscatto dopo un debutto non propriamente piaciuto. Ma attenzione a Dzan Moritz (2), il rosa/glicine di Orfeo Bottura che per la forma di Trappolini e la sagacia del Kousek che la monterà potrebbe mettere tutti d’accordo.

Ed anche oggi c’è un cross. Ieri è andato a Romano, oggi in questo Fatal Mac sui nervosi 3500 Raf propone Kitano (2) sperando nel bis, ma noi gli anteponiamo Monte Pelmo (4) affidato al giovane Stefani, mentre la terza chance va obbligatoriamente data a Le Mulleau (3), che la nostra lettura vede (aldilà della simpatia per Pietro Stefani) il più diretto antagonista di Kitano.

Ed ora eccoci al piano, che Maia mette a disposizione con belle suggestioni: Qui Tenerani ha perso ad opera di Zambra dopo una stagione massacrante, all’epilogo di un percorso “falsamente tecnico, con una retta in discesa che dal suo imbocco al traguardo ha un dislivello di oltre 5 metri. Ed è una pista ideale per tenere ben ginnasticati anche i 2 anni con mire autunnali di vertice, in quanto Maia è l’unica pista in funzione, nel corso dell’estate, con il percorso da miglio con una sola curva. Ecco perché anche Merano merita un suo Criterium, gratificato dal “neretto”.

In apertura di convegno, nell’handicap Hotel Marlena sul miglio e mezzo Corral Canyon (5) può essere la scelta giusta, posto che Destination Aqlaam (3) non abbia in uggia il dover rendere oltre 4 kg. E poi c’è Burgrgraf (1) con l’alleato High Explosive (4) che tenteranno l’assalto nel rush ai più titolati.

Nel Premio Cortaccia, al quarto evento, ricompare sulla scena del suo debutto Fortissimo (5) affidato da Rohne a Fabio Branca, per volare il miglio senza le complicazioni (e la delusione) che gli sono venute a 3 anni, quando a Capannelle aveva persino tentato la via del Derby. Ma… attenzione: è sempre un terzo del Vittadini a Milano, sulla pista della verità… All’opposizione, Dream Up (3) Captain Cirdan (1), su cui Ivan Rossi sale con la consapevolezza di poter recitare ruolo di primissimo piano. Ancora, resta da dire dell’ handicap-masterTorna a Surriento (9), così come degli invader Hidden Flame (7) e Lagaro (8).

Al quinto evento, Premio Ramonti, in una vasta scala d’handicap il lievitante Dollar Exchange (2) pur gravato dai suoi 61,5 kg cercherà di misurarsi e di piegare il top weight Allimac (1) con 63 kg… ma soprattutto dovrà guardarsi da Fil Fede Xam (3) e Desire to Fire (4), ma anche Avamac (6) e Big Riot (8) vantano argomenti da porre sulla bilancia.

In conclusione di convegno, nell’handicap Blue Air Force sul miglio cercherà di mettere le ali Wake Gold (4) a confronto con lo scarico Acire Xam (12), Trivial Force (8) e Perfectly Frozen (2), ma la qualità di The Full Swipe (1) a dispetto dei 62,5 kg potrebbe mettere tutti d’accordo.
Resta bda dire infine dell’altra contesa sul miglio al sesto evento, con Mewat (3), Streetcore (6) e Autofocus (7) in grado di dire la loro. Da meranesi convinti, faremo il tifo per Passer Fritz (5), della locale (e brava) amazzone Evelin Poehl.

 

 

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