Well Time farà il Vermeille.

di Giorgio Bergamaschi

A 24 ore di distanza, la domanda che sorge spontanea è questa: “Se Filip Minarick, invece di contenere agli ultimi 50 metri l’azione della splendida Well Timed, l’avesse accompagnata con braccia generosamente protese in avanti e stantuffanti su quel collo un po’ maschio ma anche tanto elegante, quale tempo avrebbero segnato le lancette del Grafenberg, lassù a Düsseldorf”?

Non sembri assolutamente una domanda pleonastica, un interrogativo ozioso, questo. Perché l’abbiamo già scritto ieri che Filip, ormai certo che la prima delle avversarie era più che domata, aveva raccolto il ponte per contenere ogni altro, residuo slancio della figlia di Holy Roman Emperor, dominatrice assoluta del Preis der Diana – German Oaks. L’interrogativo, insomma, nasce dal fatto che il record della classica sui 2.200 metri resisteva dall’ormai lontano 1977. Ieri, Well Timed ha fermato le lancette sui2:12,63. Jean Pierre Carvalho, dopo le espressioni lusinghiere sul “modo” in cui la sua campionessa ha vinto, ha anche ammesso che “La vittoria ottenuta in questo modo dà una certa dimensione alla mia allieva. Sicché, ritengo che dopo averne parlato con il  barone von Ullmann, potrebbe scaturire la decisione sul prossimo obbiettivo della 3 anni. Un obbiettivo che, a mio modo di vedere, meriterebbe la platea di Longchamp e, in particolare, il Prix Vermeille”.

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