Merano: sarà la capitale della Mitteleuropa ippica.

Nelle foto da sx Il dr. Andreas Jacobs e la signora Natalie. Il dr. Andreas Jacobs con Lomitas, padre di Danedream, la miglior femmina tedesca di sempre.

Con un salto nel futuro Maia torna all’antico: Merano guida l’Italia. Alla riunione i più bei nomi dell’ippica tedesca tra cui Dietrich von Boetticher (Gestüt Ammerland) e Andreas Jacobs (Stiftung Gestüt Fährhof).

Il ruolo della pista meranese dev’essere di valenza “diplomatica” in termini di “promozione e spettacolo”: come ai suoi albori, 80 anni fa. Merano va eletta Borsa Valori dell’ippica” internazionale che reclama un punto d’incontro di tradizione mitteleuropea per richiamare gli stranieri. 

di Giorgio Bergamaschi

Merano – Se, di questi tempi, in opposizione alla desertificazione degli ippodromi italiani apprezziamo che Maia, in piena controtendenza, richiama pubblico folto ed entusiasta anche nelle giornate di minima, qualcosa dovrà pur significare. Vi siete mai chiesti perché Maia è nata una seconda volta, dopo essere stata attiva fin dalla prima metà dell’800? Bisogna sapere che a Maia l’Imperatrice Sissi aveva premiato il baron von Ludwigsdorf, vincitore della prima edizione dello Steeple Chase Internazionale nel tardo ‘800; e quando dopo la Grande Guerra – nel 1933 – era stato assassinato il Canceliere austriaco Dolfuβ, Hitler aveva ammassato alcune divisioni Oltrebrennero, vietando tassativamente l’esportazione di valuta pregiata.

Per questa provincia era cominciato un calvario fatto di anemia turistica, la grande risorsa dell’Alto Adige che ha da sempre in Merano la sua “perla”. Per uscire dall’impasse, uomini capaci e lungimiranti, essendo necessario in Italia un ippodromo votato agli ostacoli ma non volendo impegnare troppe risorse in un momento storicamente pericoloso, proprio a Merano – da sempre legata al cavallo sportivo – veniva individuata la sede per realizzare un magnifico ippodromo da ostacoli e una “lotteria”, per garantire il suo sostentamento: ed il Gran Premio Merano aveva una dotazione di un milione di lire, quando il Derby Reale disponeva di 400.000 lire di montepremi. Ed era il successo, l’apoteosi di uno sport! Fin dalla prima edizione. E Merano veniva ad affiancarsi a pieno titolo con Deauville e Baden Baden, condividendo con loro la vocazione termale, il punto d’incontro dell’ippica elitaria ed anche il profilo ludico, con operativo il più bel casinò del mondo, il Kurhaus progettato dall’architetto viennese Ohmann.

Spazi verdi, cavalli e bella gente

Chi ne ha la passione, la curiosità ed il piacere, se fruga negli annali dell’Azienda autonoma di Soggiorno e Cura (seconda al mondo, dopo quella di Karklsbad, in Cekia) ed in quelli della società di gestione, che credo ancora attenda la restituzione di materiali – libri, quadri e raccolte di riviste – sottratti in un momento disgraziato per Maia e per i meranesi, può farsi un’idea di quale incredibile crocevia di celebrità e di turismo elitario sia stata Merano per lunghissimi decenni. Ed oggi, soprattutto oggi!, reclama questa sua leadership che, anche a livello capitolino, fino agli anni Ottanta la vedeva come “ago della bilancia” nella difficile gestione ippico-politica tra Milano e Roma.

In questa settimana si spargono i primi allori stagionali. Ed è un’occasione unica, perché questa rinnovata attenzione tedesca verso la “città-giardino” trovi voci importanti per allargare il profilo di Merano e di Maia attraverso straordinari personaggi quali Dietrich von Boetticher (Gestüt Ammerland) e Andreas Jacobs (Stiftung Gestüt Fährhof), due cattedrali nel mondo economico-finanziario non solo continentale. Una loro parola può fare di Merano una sorta di angolo vacanziero da privilegiare e di pista d’elezione di cui profittare, anche in prospettiva Baden Baden. Non è poca cosa. È un ritorno all’antico, quando le grandi scuderie europee dalla Côte Fleury (Deauville) si spostavano a Baden Baden, per poi fare rotta su Merano… Dove ad esempio Noel Pelat (grande trainer francese) in casa sua era chiamato “le merannées”.

Oggi più che mai, riteniamo che Giovanni Martone abbia imboccato non la strada giusta, ma l’autostrada migliore fra tutte, per arrivare a destinazione: fare di Merano “La Mecca” dell’ippica italiana come #BadenBaden lo è per la Germania; e, al contempo, strutturare questo “smeraldo” preziosissimo con un calendario adeguato, affinché Maia possa trasformare Merano nella “#Deauville italiana”. Sapete tutti, vero, cosa ha fatto per Deauville la contessa di Ornano, sindaca della città balneare attorniata dalle grandi griffe che sponsorizzano già con la loro presenza sia #LaToque (piano) che #Clairfontaine (ostacoli)? Lì nei loro favolosi punti vendita si muovono realtà planetarie quali #Vuitton, #Cartier, #SaintLaurent, #Dior; come a Baden Baden Betty Barclay e dintorni…

A Merano, a Maia, non manca nulla se non le giuste attenzioni e la fierezza di appartenenza per compiere “la svolta”: tornare alla tradizione migliore, per saltare nel futuro attraverso lo Stargate dell’intelligenza e della passione.

Nelle foto Vedute di Merano

 

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