Tra le bellezze di Merano e le corse di Maia, per un Ferragosto da favola.

Veduta aerea di Merano (Fotopress Arigossi)

Nella foto veduta dall’altro dell’ippodromo di Maia

 

di Giorgio Bergamaschi

Un cartellone variegato e divertente: tra le lusinghe del parterre con offerte eno-gastronomiche, in pista appuntamenti in piano, siepi, steeple ma anche in cross: attrazioni per tutti i gusti a Maia, l’unica pista italiana che sintetizza tutta l’ippica nell’arco di un convegno internazionale

Merano – La scommessa è una ricerca scientifica del vincitore. Quante volte, sulle piste, vediamo un soggetto che ruba l’occhio e ci diciamo: “Questo è un soggetto vincente”. In base al nostro sapere, alla nostra capacità di valutazione, di analisi, vinciamo. Oppure perdiamo. Contenti, perché il nostro non è stato un gioco, un azzardo, ma una scelta fatta in base alla nostra conoscenza. Ecco, dunque, la ragione che ci spinge ad una veloce analisi di questo evento meraviglioso che va in scena il giorno dell’Assunta, al secolo… Ferragosto. Siamo all’EBF Terme di Merano, “corsa faro” del calendario meranese da piano, che ci induce da tempo immemore a reclamare per la città, per il suo ippodromo, per il suo calendario e per la vivacità che il luogo sempre esprime, il rango di Gr. 3. E, per la valletta stagionale, il “Gran Premio” dei puledri di 2 anni, la soglia di “listed”: così si potrà arrivare a fare di Merano la Deauville ai piedi delle Alpi, oppure la… “risposta italiana” a Baden Baden. E le tre “ex sorelle” torneranno a guardarsi legittimamente negli occhi.

Maia oggi propone un cartellone stupendo tra piano e ostacoli mixato molto bene

Sappiamo che alcuni storceranno il naso, ma tant’è. Abbiamo le nostre convinzioni, apprezziamo certi metodi, abbiamo nel cuore la serietà e la capacità di certe realtà. Ed allora, sul traguardo di questa corsa che raccoglie femmine di 3 anni ed oltre, ci affidiamo alla portacolori di Casa Jacobs, Conscious (3), per un’attrazione non certo fatale ma ragionata. Chi ha vinto le Oaks italiane? E come s’è districata nelle Henkel Rennen-Preis der Diana, ovvero le German Oaks questa Sand Zabeel allenata da Andreas Wőhler? Ha vinto a Milano, ha fatto acqua al Grafenberg di Düsseldorf. La giovane figlia di Maxios non è un soggetto molto duttile, è un po’ legnosa in partenza e s’è scrollata di dosso l’etichetta di maiden soltanto all’ultima uscita, montata con delicatezza da una jockette. E prima? Prima, s’è resa autrice di un risultato sul quale poggiamo la nostra fiducia. Correva il 29 aprile e la cavalla – cresciuta a 70 km da Johannesburg nel favoloso Maine Chance Farm di Casa Jacobs – dopo la sgabbiata ha fatto lavorare Adrie De Vries non volendo saperne di stendersi e di prendere posizione; dopo 30 metri, in avanti hanno accelerato e Conscious ha iniziato a stendersi, assieme alle ultime ma sfoggiando un’azione sempre più seducente, col passare dei metri.

Affrontata e superata la curva finale dopo la salita, la morella di Jacobs ha preso una corsia esterna bevendosi la retta in saliscendi, per finire con azione molto piacevole a ridosso (mezza lunghezza scarsa), inpegnandola, di una certa Well Timed, poi vincitrice per dispersione delle German Oaks ed ora in procinto di battere la rotta di Longchamp, per il Vermeille. La prepara Mark Klug, uomo gentile e determinato, trainer capace e… defilato: un uomo di successo e questo ve l’abbiamo già raccontato. Nelle rimanenti corse, Conscious ha sempre dimostrato di essere da corsa. Qui, a Maia, dalla sua ha l’andatura assicurata, una retta lunga 600 metri in cui presentarsi ben calda per piazzare il suo allungo progressivo e il cambio di rapporto finale. Di certo, correrà meglio a Maia che non sulle piste di casa.

Poi, con una carriera e le sensazioni accumulate in sella, siamo istintivamente portati a vedere nell’allieva di Andy Suborics, Son Macia (11), di cui sappiamo (e sapete) tutto: è soggetto di qualità, “Subi” ama montarla personalmente e la dice prontissima: ma anche l’ultima tranche di carriera Oltrereno l’ha impegnata non poco, e forse l’impegno meranese viene troppo presto, per lei. Ma ha grinta e la monta Fabio Branca, un “Sottile”: e dall’andatura che ci sarà (contrariamente ai “trasferimenti” fino in retta come usa fare in Francia…) saprà come nasconderla, per metterla in corsa solo a metà retta, da dove poi sparare la sua fucilata.

E tanto bene può fare la portacolori di Luciano Salice, Sladina (10), che dopo il secondo posto in condizionata ha centrato la sua maiden replicando ai primi di maggio in condizionata, sempre a Milano, per poi conquistare l’Incisa arrivando quindi alle Oaks, terza di Sand Zabeel, seguendo ad oltre due lunghe Flower Party. La nipote di Machiavellian ha riposato, la vigilia a Merano il caldo è stato ventilato da una brezza leggera ed anche il Ferragosto dovrebbe essere tale, da non disturbarne i meccanismi emotivi.

Passando al Premio delle Alpi, l’Handicap principale di bella riuscita – variegato nelle possibilità e dunque aperto e sicuramente spettacolare -, ecco che anche qui troviamo 11 soggetti al via, Sun Devil (3) con peso non proibitivo in assoluto vanta qualità e mezzi per imporre i valori della sua New Age, anche in considerazione che riceve dal compagno di training Dulciboy (1) , top weight con 62,5 kg, un vantaggio di 3 chili. More solito, salito da Pisa come ogni anno, non manca Marco Gasparini con la voglia di dare un gran Ceffone (8) alla compagnia, ed anche all’indisponenza del suo più attrezzato accompagnatore, lo scaricoTrump Magic (11). A metà strada del tabellone individuiamo infine il Vitabile So You Zen (6), soggetto fresco capace di mirabilie al momento di sparare la sua fucilata nel rush che chiude questa retta veloce, anzi in discesa.

Maia è teatro spettacolare: c’è il piano, ma è soprattutto La Scala del jumping-set

Qualche attenzione ora per gli ostacoli, che già parlano di grandi eventi in prospettiva. Lo steeple intestato a Creme Anglaise è una listed che ricorda Gilberto Giottoli, i 3800 metri dicono di un impegno potabile e giusto, per portarsi avanti di condizione. Alla caccia dei 10.000 euro scarsi, si presentano in 7 fra cui un poker di Vana.Che affida al figlio Jozeph jr. Martinstar (4), con le stimmate scavate nel vittorioso impegno del Grande Steeple di Milano, per ripartire da qui e prepararsi gradualmente verso il big event di fine settembre. Per il quale Sepp Aichner deve solo scegliere chi lo accompagnerà della frotta dei suoi 60 saltatori. Incontra Monsieur Bachir (5) litigioso con l’oxer nell’Assi, al punto da preferire lo chute, piuttosto che dimostrare adattatività… Un anno (quasi) dopo, con più saggezza, si può pensare che una maggiore duttilità gli conferirà crescenti soddisfazioni. A pararne la bordata eventuale, ci penserà un altro Aichner – perfino assonante col campione meneghino -: Morning Star, affidato al sagace Kousek, probabilmente uno dei fantini più adatti per trasformare in steepler convinto questo siepista d’elezione.

Subito dopo lo steeple, al settimo evento del convegno, il Premio Sittnerhof in siepi raccoglie 7 speciaslisti capeggiati da Capivari (1)che si presenta col fido Treizor du Pilori (7), ai quali Raf Romano cercherà di fare sgambettto tattico con Chateaudemalmaison 82), e Favero con Relco Sudovest (4) che alterna siepi e steeple con nonchalance. E seguiremo con simpatia l’irlandese Santos, che ha battagliato a Pardubice facendo un po’ di cassetta nella suggestiva ed architettonicamente raffinata Karlovy Vary (Karlsbad), verosimilmente l’unica città della Cekia dove i russi sono accettati, in virtù del loro portafoglio. Ma la simpatia (o meglio, l’idiosincrasia) resta quella del passato (“Noi con San Venceslao, voi col vostro materialismo ideologico”)…

Tra le 8 corse in programma per questo festoso Ferragosto, non solo un cross in cui Opaleo (4) viene testato da All About Cossio (1), ma sarà soprattutto opposto ai Vana Secret Sinner (5) e Star Maker (6). Resta da dire di una buona condizionata in siepi posta al quarto evento, riservata ai 4 anni. Tra gli 8 al via, il magnifico Live Your Life (4) beniamino di Maia e pupillo di Christian Troger, che lo vizia con gli occhi di nascosto da Romano… Timeli Arrival (8) è il Favero di punta, e siccome non è giusto parlare di Greg Wroblewski solo se scende in pista Santo Cerro, diciamo che qui il trainer polacco schiera Kools Brother (3), decoroso tedesco da Soldier Hollow che ha bazzicato le piste di Francia in piano ed ora debutta in questa siepi per fare un salto importante, e non solo di specialità: suo padre dà soggetti di buon temperamento, tutti (o quasi) lottatori e, dote di fondo, un buon quoziente di intelligenza. Che per un corridore, ed un futuro siepista in particolare, non è poca cosa.

Ed ora, cari Lettori appassionati di cavalli e corse, Buon divertimento a Maia e “Felice Merano a tutti”.

 

 

 

 

 

 

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