Il meeting di ferragosto. Merano galoppa e salta tra la folla di successo in successo.

di Giorgio Bergamaschi

All’oro del sole Maia ha risposto con il rosa, tra belle signore e cavalle bellicose, in un convegno bellamente al femminile. Sun Macia sigla l’EBF, e solo la “Fährhoferin” Conscious cerca l’aggancio Nell’Alpi un’amazzone dolce e terribile gabba i fantini e fa esplodere il suo Mychoon   Raf Romano accusa contrattura, è comunque successo per i Troger in siepi mentre sullo steeple la risposta di Casa Aichner è secca, tassativa e perentoria

Ferragosto rovente. Ma non di fuoco, nel senso del sole cocente. Caldo, sì, ma non insopportabile. Il primo, grande appuntamento di Maia è stato fin dall’avvio piacevole, scorrevole, rinfrescante: lo spirito. Che s’è giovato tantissimo delle note caratteristiche del contorno tirolese, di panorami incantati e incantevoli. E di tante donne belle ed eleganti su e giù per il parterre, al tondino, sulle tribune stipate (unica nota stonata, qualche… signore in bermuda, calzante l’infradito: orrendi!). Ma Voi, girate pure qua e là, da sud a nord, gli ippodromi della penisola, e ben difficilmente troverete convegni affollati come qui, a Maia, crocevia divertito e divertente di internazionalità fra turisti, protagonisti a quattro zampe oppure a due gambe. Quassù, le frequentazioni meranesi sono sempre internazionali e splendide. Appunto come lo è il genere femminile, che sempre ci travolge per bellezza, fascino, aura… Non per nulla “Qualcuno” ha reso tutto – o quasi – maschio e femmina . E Ferragosto non ha solo mostrato “la bellezza al femminile”, ma anche “i valori, la tenacia, la capacità”: sempre al femminile. Soprattutto in pista!

Puntuale lezione delle germaniche, con Sol Macia che fila in avanti e semina Conscious

Al centro del convegno c’era la listed intestata all’EBF, con buona rappresentanza tedesca (ha dato forfait solo la portacolori di Dietrich von Bőtticher) e le nostre con la Botti targata Rencati a sventolare il… verde di una giustificata speranza. È andata secondo il nostro pronostico, solo a posizioni invertite. Già, ancora una volta Conscious ha perso la partenza, mentre in sella a Son Macia “Il Sottile”, Fabio Branca, ha assunto l’iniziativa fin dalla sgabbiata, ha compiuto un breve elastico, quindi ha raccolto la femmina di Suborics e l’ha fatta galoppare in mano, pur trattandosi di una corsa di testa. L’inganno perpetrato ha sortito effetto, perché ben presto Dario Vargiu in sella a Sladina s’è accorto della falsa andatura imposta dalla leader, ma – imprigionato nelle maglie del gruppo – non ha deciso subito di prendere iniziativa andando a scandirsi lui il tempo migliore per la terza delle nostre Oaks manovrando per altre linee (interne od esterne…), ed ha lasciato fare, attendendo che si giungesse in retta d’arrivo.

Martin Seidl finalmente iniziava ad avere sotto la sella la Conscious capace di sfoderare classe e azione, ma appena dritta Sun Macia rispondendo a Branca che s’era fatto impercettibilmente sfilare le redini dalle dita allungava, e allungava, e allungava ancora per poi essere ripresa in mano poco dopo l’intersezione delle piste, così potendo rifiatare mentre Conscious – unica del drappello – inseguiva tenace però già anticipando un primo spunto. Ai 200 finali la bella ospite, rifiatato a dovere, appena pungolata da Branca ripartiva manco avesse ancora un bottone supplementare del turbo… che, inserito, faceva il vuoto con Conscious unica a saper tenere botta… Sì, ma a rispettosa distanza. E l’EBF terminava in promenade. Dietro Sun Macia e la portacolori di Jacobs, terza era Miss England, per un terzetto targato “De”.

“È una buona femmina, davvero molto buona “, commentava nel dopocorsa Fabio Branca, “che ha praticamente ripetuto il refrain che lei preferisce: prendere posizione immediatamente, viaggiare sul morso senza strafare, poi appena in retta – con occhi e cuore già sul traguardo – iniziare una oprogressione alternata ad elastici come punte di speed: è capace di farne anche tre, in splendida successione. Insomma, ho fatto il gentleman, in questa listed: perché mi sono proprio divertito!”.

Martin Seidl, dal canto suo, ha detto che “contro la vincitrice non c’era nulla da fare: è stata la migliore del campo e ci ha dominato con una classe che, sul terreno pesante, fa di lei un soggetto che può militare anche in Gr. I senza complessi. Conscious è stata un po’ lenta nelle fasi iniziali, in retta ha piazzato una buona progressione e mi è piaciuta, ma… Ma son Macia era imbattibile”. Sladina ha pagato pegno per non essersi liberata dalle maglie del gruppo, finendo dietro l’altra tedesca, quella meno titolata, Miss England, capace di arginare dietro di sé il resto di una compagnia incapace di arrembare sulle prime.

Il Premio delle Alpi pone sul trono una bella svizzera, Claudia Wendel

Ed eccoci al Premio delle Alpi, l’Handicap principale che promette – e sempre mantiene – un volatone mozzafiato sul miglio, in cui spesso agguerrite cravaches debbono mettersi il cuore in pace e rendere omaggio all’avversario di turno. Ma questa volta, tra i dieci contendenti in sella, tutti rigorosamente… “maschi”, s’è inserita una graziosa amazzone svizzera, Claudia Wendel, in sella al Mychoon di famiglia (lo allena il suo compagno, Jürg Langmeyer, bravissimo cavaliere e sagace preparatore.

Ebbene, in sella a questo “torello a lei ubbidiente come un… “mycho”, l’amazzone svizzera (ormai meranese d’adozione) in retta s’è districata fra le maglie del gruppo tenendo caricato a molla il suo morello che, dopo l’intersezione delle piste, ha sfoggiato un mezzo allungo, per poi esplodere nelle battute conclusive una fucilata che ha lasciato di sale gli avversari, tra i quali So You Zen arrivava appena alla sella di Mychoon, con Matey terzo per un collo, mentre ad oltre due lunghezze concludeva Trump’s Magic, il più scarico dei Gasparini ed anche il più vitale ed abile, a scrollarsi di dosso gli avversari, al momento di tentare l’arrembaggio ai primi.

Il pomeriggio iniziato con l’impegno degli amatori sui 1900 in pista piccola, e l’entusiasmo del pubblico subito esprimeva tifo acceso, incoraggiando il rush di bella fattura messo in campo da Davide Migliore in sella a Titanic Blond, fermo nel respingere il tentativo d’aggancio operato da Dream Spirit, che si lasciava in scia Mc Enro e Oak Bluffs.

Nessuna scossa particolare, se non la gioia in tutti, per dipiù allo stato puro, fino al quarto evento quando nel cross Raf Romano, dopo il secondo posto in sella ad Opaleo incapace di reagire al ritorno di All About Cossio, in retta non ha produceva accelerazione alcuna e s’adeguava in scia al vincitore che, sino in curva, aveva faticato a mettere in campo l’azione giusta, per raggiungere e demarrare Opaleo.

Subito dopo, Raf Romano a cavalli già in pista doveva abbandonare la sella di Live Your Life per una dolorosa contrattura dorso-lombare, così il favorito era affidato al giovane Pollioni. Al via della siepi dei 4 anni, Solar Walker compagno del Live da umile gregario se ne andava in avanti, seguito da Sternkranz ben tenuto d’occhio da Live Your Life lungo tutto il percorso…. Ma, usciti dalla seconda diagonale, il “gregario” proseguiva obbediente: di fronte effettuando un paio di allunghi per poi tornare ligio alla mano di Jiri Kousek; poi, quando il “capitano” rompeva gli indugi per accampare i suoi diritti di “numero 1”, Solar Walker già in curva… accusava improvvisa sordità e allungava, e allungava … rendendosi imprendibile al famiglio inseguitore. Doppietta sul traguardo per Christian Troger e Raf Romano, dunque, ma a ruoli invertiti, col primattore annunciato in ruolo di valletto. Al terzo posto Aeneas, quindi Sternkranz che aveva sempre mediato le parti, lungo il percorso, facendo da “ufficiale di collegamento” tra l’avanguardia e le retrovie: infine premiato dalla quarta moneta.

Nello steeple intestato a Crème Anglais, applaudita rinascita di Quick Davier, vincitore a 4 anni del Vanoni (Macaire il suo mèntore di allora) con tripudio ovvio del team, espanso per tutto il parterre e su per le tribune. È sempre molto bello poter applaudire un soggetto che si era perso di vista, ed ora riammirarlo in spolvero assoluto. Èstato un doppio d’entusiasmo per Troger e la sua équipe, in una corsa che aveva predetto… Martinstar, e invece ha rilanciato il Quick affidato a Dominik Pastuszka. Nulla da fareb per la torma d’avversari. Dalla piegata conclusiva, con lancio avviato all’arginello di curva, l’ex francese è esploso in bellezza e potenza, lasciando gli avversari a distacchi industriali, con il solo Morning Star impegnato a cercare forze e orgoglio residui, per guardare la lontano la fuga del prim’attore.

Sulle siepi del Sittnerhof, però, un po’ di dolce anche per i Troger, che grazie a Capivari e Treizor du Pilori imponevano con indiscussa autorità l’alt aglai avversari. Terzo Thaini, davanti a Chateudemailmaison.

S’archivia così un meraviglioso Ferragosto, e già si guarda alla prossima domenica, che dell’Assunta è splendente e interessante coda.

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Tutte le foto del meeting di Ferragosto

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