Merano domenica. Il “gran colpo di nella “deb” per 3 anni, intestata a Pasqualino Mazzoni. Campione del #Burgraviato#” è il #ComunediSanMartino.

Veduta aerea di Merano (Fotopress Arigossi)

Nella foto veduta aerea dell’ipodromo

di Giorgio Bergamaschi

Il Palio di Merano, ricamato con le “trine” del Burgraviato, suggella un successo annunciato e consegna ai 4.000 presenti corse avvincenti in siepi e steeple, con la complementarietà delle vicende legate all’Haflinger ed alla “gara delle botti”.

Merano – Definirla oceanica è iperbole, anzi menzogna. Ma – spalle alla pista – osservando le tribune e il parterre di Maia poco prima del terzo evento, il colpo d’occhio era davvero appagante… Una piccola folla, questo sì: sicuramente, almeno 4.000 persone, attirate dalla passione per il purosangue e per la particolarità di un convegno vissuto all’insegna della kermesse sportivo-folkloristica, con una brezza leggera che spazzava via i rimasugli del caldo afoso d’agosto e salutava la prima giornata del ciclo aureo dell’estate-autunno di Maia. E poi, nelle pieghe della kermesse, tra siepi e steeple c’era davvero da divertirsi, al punto da… “entrare nel vivo delle corse” tanto l’aria era tersa così da rendere il palcoscenico di Maia posto subito aldilà di una provvidenziale lente d’ingrandimento del meteo propizio e dunque perfettamente vivibile in prima… persona.

Nel Pasqualino Mazzoni vince Edef Xam, un New Approach di importante genealogia, stretto consanguineo di un certo Talismanic.

La prova di centro era offerta dal Premio Pasqualino Mazzoni, poule per debuttanti in siepi di 3 anni con nove aspiranti al via, tra cui un poker di aspiranti, divisi in pariglia fra il training di Raf Romano e della “sua” Ilaria Saggiomo, ed a misurare il poker di casa un sontuoso allievo di Vana imparentato col facoltoso Talismanic. Prima della corsa, un’osservazione, l’ennesima. Ancora una volta, il Programmatore individua la partenza ideale per i deb all’imbocco della retta interna. Noi non ci stancheremo mai di criticare questa scelta inopportuna e pericolosa, che subito, appena calata la bandiera del controstarter, “scatena in avanti” i cavalli sbilanciandone l’assetto, favorendo l’impiego della muscolatura antagonista, complicando l’assetto e la parabola della schiena sulle prime siepi sbilanciando in avanti la macchina animale, che invece dovrebbe essere perfettamente equilibrata grazie ad un’incollatura da impiegare (come da definizione) come “bilanciere”.

Ed infatti, anche in questa occasione, della pattuglia dei nove puledri così scatenati in avanti fin dal via, non un solo cavallo è stato indenne da errore sulle prime due siepi… Quindi, lo ribadiamo: portando la partenza ai 3300, i cavalli all’imbocco della prima curva debbono cambiare azione, necessariamente rallentano e scurvano senza “gravame” sulla spalla interna, sono facilmente alla mano e quindi “eccoli finalmente all’imbocco della prima dirittura” (che abbiamo appena incriminato come punto di partenza) con i soggetti perfettamente alla mano: e la corsa prende fin dall’avvio un assetto più regolare e meno ardimentoso anzi spericolato, specie nel caso dei debuttanti giovanissimi…

Edef Xam, rimessosi in sesto dopo erroraccio alla prima siepe (riunito in pochi tempi d’azione da Jan Kratochvil) dunque non impeccabile come il resto del plotone, si adeguava in scia a Big Riot, poi gradualmente s’affacciava Mandachal con Melandro e Rocket Ball a ridosso. La corsa iniziava a prendere la sua vera fisionomìa solo dopo le diagonali quando, a metà della retta di fronte, a frotta sostanzialmente riunita si cominciava ad apprezzare più di qualche individualità interessante. Melandro lusingava, generosamente in allungo e docilmente alla mano, Sopran Duilio lì ad alitare sui primissimi, Edef Xam stazionava benissimo in quota attendendo il momento migliore per sferrare l’attacco, così come Banjo’s Boy.

In retta le soluzioni potevano essere le più diverse, sino a quando il portacolori di Casa Montanari allenato da Vana non ha detto basta!, e con stacco perentorio s’è lanciato a traguardo col solo Sopran Duilio capace di tenergli dietro e avvicinarlo in zona traguardo. Edef Xam, con un ultimo guizzo guadagnava una mezza lunghezza e rinsaldava la sua pretesa leadership, mentre Sopran Duilio era agevole secondo mai insidiato da Melandro, peraltro rimasto sul passo dopo un acuto sparato dall’apice della piegata conslusiva fino all’ultima siepe. Quarto Banjo’s Voice su Rocket Ball.

Nel dopocorsa, così Jan Kratochvil, jockey del vincitore: “È un cavallo di qualità, possiede mezzi importanti ma è ancora acerbo e poi oggi era solo 80 % della condizione. Di certo, può essere un prospetto di leader della generazione 2015”. Così Silvain Mastain sul Sopran di Luca Aliprandi, finalmente a Maia con una nuova squadriglia di saltatori (suo anche Rocket Ball): “Era un debutto, il cavallo è andato bene ma deve ovviamente crescere. Insomma, è presto per stilarne un profilo attendibile: certo, possiede margini importanti e andrà rivisto più avanti. Per ora, deve affinare il mestiere sulle parabole”.

Non solo grande fantino, Raf Romano è anche “uomo consapevole e coscienzioso”.

Nel convegno, sullo steeple “piccolo” la corsa era intestata al magnifico grigio di Remì Cottin Something Special. Dopo le diagonali, superato il muro di fronte iniziava a carburare passo seducente l’Aichner Gondaro, lanciato all’inseguimento del leader Mesa Arch, mentre Sbarazzino occhieggiava divertito perché il passaggio del verticale di Gondaro gli faceva presagire qualcosa di appetitoso… Ed infatti, all’arginello seguente il giovane Vana non traccheggiava dolcemente su Gondaro ma restava coraggiosamente (incoscientemente!!!) a tre quarti di lunghezza dal leader che all’arginello partiva grande, così istigando Gondaro a seguirlo istintualmente in parabola… “Mai saltare a tre quarti di lunghezza in piena velocità, perché quello davanti si riceve bene di sicuro, mentre l’inseguitore di sicuro finisce a terra”, insegnavano i vecchi maestri dell’ostacolismo… Ed infatti Gondaro crollava, dopo essersi ricevuto di punta sull’anteriore destro. Mesa Arch resisteva ancora per qualche frazione, poi con fare… Sbarazzino il suo compagno di training in retta prendeva la meglio e coglieva franca vittoria su Mesa Arch (con il sella Gabriele Agus al suo secondo steeple in carriera), che precedeva l’altro Vana Mushrae dietro il quale era quarto Silver Tango. Il portacolori di Elia Tanghetti ci ha fatto gustare uno spettacolo nello spettacolo, ovvero Raf Romano – che oggi compie 42 anni – in sella alla terza forza, per far crescere – e incitare da vicino – i suoi giovani fantini. Romano sa che l’ostacolismo è pane duro e polvere da masticare insieme e, siccome non ha nulla da dimostrare né agli altri né a se stesso, sta dimostrando una maturità ed un senso della professione non comuni, e di cui andiamo fieri!

Le altre corse e qualche dato sul Palio del Burgraviato.

Al secondo evento, il Premio RTTR in siepi, Axel Lauteix risaliva gradualmente, poi Chappy Bros dopo bella diluizione verso l’avanguardia guadagnava la testa del gruppo e nel rush si rendeva imprendibile al diretto avversario che lasciava al terzo posto Spettacolo sull’altro Romano, Lagfuhr, che precedeva Relco Sud Ovest.

Fotogrammi del Palio: “Campione del Burgraviato” è il Comune di San Martino.

In quest’ultimo convegno di agosto abbiamo apprezzato molto i risvolti della kermesse sportivo-popolare, applauditissimi dal popolo di Maia.
Al Comune di Merano, mattatore della Gara delle Botti, aveva l’occasione ideale iscrivere il suo nome per la prima volta nell’albo d’oro dell’evento giunto alla sesta edizione, ma l’urlo dei meranesi è rimasto in gola, assolutamente smorzato da Sindy e Sara Moser, il binomio che ha regalato a San Martino in Passiria l’ambito “palio”.
Dopo le due spettacolari eliminatorie Haflinger, l’altro paio di eventi dei purosangue e la divertente e combattuta Gara delle Botti, la finale ha mantenuto le promesse con un combattutissimo epilogo tra Sindy e l’attesa Riki-B, infine classificate nell’ordine con Merano andato non oltre il posto d’onore, davanti a The Beauty .
Grande allegria in premiazione, con i rappresentanti delle istituzioni locali, gli organizzatori, la Scuola Ippica Italiana, gli atleti e gli addetti ai lavori, coinvolti nell’euforia della festa e della sportività.
Le batterie avevano visto emergere Riki-B ed Evelyn Poehl e Sindy con Sara Moser (qualità quindi confermata poi in finale), mentre le eliminatorie per purosangue avevano visto primeggiare Passito con Alberto Berton e Apelle Fan con Lena Mattuzzi.

Nelle foto la giornata di domenica con la premiazione del #Burgraviato in cui si è imposto il #ComunediSanMartino.

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