Merano: inizia il grande volo verso il Gran Premio. Settembre si apre nel nome dei #Richard con la prima sfida di vertice.

Troger sfida Aichner, Romano è contro Vana, Favero in tribuna osserva

di Giorgio Bergamaschi

Nella vita di un giovane, la liaison tra memoria, scuola e cavalli è un intreccio costante. Sicché, mentre da ragazzino sogni di poggiare le mani sul collo del cavallo per accompagnarlo in un galoppo radente, libero e leggero, contemporaneamente devi imparare che… “Settembre, andiamo, è tempo di migrare”… Una poesia che intristisce, perché da un lato vivi il settembre con tutte le emozioni legate al cavallo e alle corse; dall’altro, invece, la poesia sulla transumanza ti suggerisce subliminalmente che la gioia – e con essa la grande festa- sta per volgere ormai al termine.

Questa prima domenica di settembre, con cui si apre il grande ciclo-classico di Maia, offre un cartellone vario e divertente, ma soprattutto di profilo “classico” in quanto sta per andare in scena il “Piero e Franco Richard”. In altra parte di questo giornale telematico affrontiamo con il cuore ed i sentimenti il ricordo di padre e figlio, qui ci lanciamo invece nella disamina del big event, che andrà in scena fra poco più di un giorno e mezzo.

La ex Coppa d’Oro, accompagnata dalla bella e argentea fusione opera di Aligi Sassu, attende di fare bella mostra di sé in qualche bel salone di appassionati proprietari d’ostacoli, fra i quali da poco sono entrati -bellamente in lizza e senza risparmio di colpi a chichessia – i locali Troger ed Aichner, che puntano alla conquista del “Piero e Franco Richard”, impegno per saltatori di 4 anni e per i novizi dello steeple, Gr. III sul percorso grosso che prevede rails ditch e fence, oltre a riviera ed oxer grande.

Il Richard riporta sulla ribalta di Maia l’ex transalpino Piton des Neiges, “pas mal” in occasione del suo esordio italiano e da attendere in crescendo anche per via delle recenti piogge, che hanno allentato il terreno di gara. Ovviamente, Piton è un neo-Aichner e presumibilmente, per quanto potra avvalersi dei servizi dell’alleato Martello, non avrà presumibilmente vita facile. Perché Dusigrosz è sì compagno di training ma anche soggetto per eccellenza in costante crescendo, conosce bene Maia e fin dal debutto ha vinto, seppure poi abbia mancato la replica. E gli è avversario! Jozef Vana lo affida ancora a Jan Kratochvil, non un “adone” in sella (come del resto tanti professionisti dell’ex Est), ma come tutti loro forte di un grande senso pratico e di valenze atletiche significative.
Altro allievo del team Vana che alza la mira sulla Coppa d’Oro è Saxo Sol, che dopo aver saggiato anche qualche test Oltralpe, punta a proporsi come “riferimento” qui a Maia . Ed eccoci a Martello più da vicino: soggetto certo in grado di dire la sua, e però almeno per quanto visto sin qui del poker che fa scendere in pista Vana appare il meno… ficcante.

Ed eccoci a Big Raf, il bravo Romano da Brescia che schiera Giacalmarbar e Mesa Arch, coppia di pesantisti che finalmente potranno muovere le leve e disporre dei volumi da affrontare con un fondo pista confacente alle loro attitudini. Il lavoro atletico compiuto da Romano è di quelli importanti: come importante è “sentire” a che punto è la condizione di un soggetto, di un ostacolista in particolare. Questa è una… virtù autentica di Romano ed i fatti lo stanno dimostrando traguardo dopo traguardo.

Insomma, questo Piero e Franco Richard si sintetizza in questo match a due, con sperequazione di forze in favore di Vana: 4 contro 2… E però, accade sovente che la pista sortisca effetti differenti da quelli pronosticati. No?

Ora ricordiamo un monumentale protagonista di Gran Corsa Siepi di Merano, il saurone Valgano che batteva le insegne fucsia-azzurro di Giulio Tomanin in società con Astrid Giambertone, che ne era anche l’abilissima trainer. La poule (quindi, per definizione, stiamo parlando di 3 anni) intestata a Valgano che ci fa ancora ansimare per la leggiadra interpretazione di Luca Demaria in sella, vede al via Prince d’Orage che avrà però una tonnellata sulla schiena, mentre più lieve appare l’impegno di Ventotene, che arriva all’impegno ben carburato e con l’occhio svelto di chi chiede solo di saltare e girare, per poi fiondarsi a traguardo in retta d’arrivo. Ma ci stanno anche altri a contendere il premio, vedansi i vari Pelice, Sopran Dylan, Duarte ma forse più di loro Absolute Belter.

Ancora sul tema delle siepi, ma a “vendere” e alla memoria del “polaccotto” Ocean mattatore di un “Merano” sul fango, in cui con grinta sua, genialità e malizia di Moretti ad ingigantire il peccato veniale di PIeux sulla grigia Frappeuse, il Gran Premio andava a Benno Singer ed al bravo trainer Giancarlo Pugnotti. Qui, è chiamato a faticare ancora l’elegante Sol Invictus, opposto a Giannettoni, Spin a Disc e Rio Apache, che sarà sostenuto verosimilmente da tanti scommettitori.
Da dire, ancora, la prevedibilkmente movimentata la maratona del cross intestato all’Associazione Arma di Cavalleria: 5.000 metri lungo i quali potremo finalmente verificare se distanza e specialità possono costituire un’alternativa compiutamente professionale per Silver Tango, contro cui Jurg Langmeier si ripresenta in sella a Manolo, in un campo che si completa con Star Maker e Catalaunian Fileds.

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