Merano: un “Richard” in tono minore nella domenica del cross dedicato a Savoia Cavalleria.

Nelle foto la giornata meranese (Foto press Arigossi)

Una grigia malinconia autunnale come cornice ad uno scialbo Piero e Franco Richard. Vince Dusigrosz, saltatore più forte che non di classe. Il campo già sparuto in pista è falcidiato. Vana perde una punta per incidente, Dusigroz è un panzer e Piton buon secondo. Il convegno meranese esaltato più dal cross che non dall’attesissimo steeple.

di Giorgio Bergamaschi

La domenica di Maia vive il suo primo momento magico all’esordio di settembre, ma non c’è il “ritorno del Santo”. No, non c’entra Roger Moore;qui diciamo di Santo Cerro che poteva essere il novice dell’appuntamento con il Richard e invece ha passato la mano. Greg Wroblewski ha fatto la sua scelta e deciso d’impostare la preparazione per la sua “macchina d’oro” in prospettiva Gran Premio Merano. Ma c’è stata anche la defezione di Martello (seconda punta di Aichner) e poi in prossimità della corsa, anche quella di Saxo Sol, che rimediava una “briscola” dallo steccato del tondino per un suo movimento inconsulto: ferita all’arcata sopraccigliare ed al labbro, con conseguente epistassi e ritiro obbligato…

A quel punto, al via si presentava un poker di saltatori con una coppia di Vana cui corrispondevano i due di Romano, Giacalmalbar e Mesa Arch. Piton des Neiges si incaricava di fare l’andatura, che il giovane Vana impostava senza sforare, comunque proponendo il ritmo giusto, anche per via del terreno che si presentava un po’ allentato. Alle spalle del pacemaker si piazzava Dusigrosz, macchina possente dalla forza straordinaria che compensa una certa materialità esecutiva.

La pariglia di Romano fin dal via era alle spalle dei compagni di training di Casa Vana, ma all’oxer Mesa Arch si riceveva male e disarcionava il suo jockey, lasciando solo Giacalmarbar che, in palese deficit rispetto all’accoppiata di testa, profittava della situazione per fare un gran buon percorso, solo confidando in qualche guaio degli avversari. Dopo la diagonale di muro e talus, il terzetto andava sulla retta di fronte dove Piton des Neiges allungava sensibilmente incalzato da Dusigrosz, e così – volati muro e verticale -, con Piton allo steccato e il compagno al di fuori, la partita a due pareva risolversi prima dell’arginello grande di curva, dove una svista di Piton poteva costare la caduta di Vana: un’appoggiata verso l’interno (o forse un leggero scarto) comunque contenuta poteva causare la presa di petto di Piton des Neiges contr un folto cespuglio… Ma Vana lo riprendeva, non in tempo però per impedire l’allungo guizzante di Dusigrosz. L’incertezza dell’ex francese era sufficiente al polaccone per prendere il largo ed entrare in retta da dominatore, facendo promenade dal primo all’ultimo metro, con il jockey rialzato sulle staffe in zona-traguardo, impegnato a mandare un bacio in direzione delle tribune.

Sui 5000 metri del Premio Associazione Arma di Cavalleria, cross molto vario snodato lungo un percorso assai divertente, si è visto un concentratissimo Silver Tango su cui Raf Romano sta compiendo un gran lavoro (di autoconsapevolezza e autostima del cavallo). Il saltatore del signor Elìa Tanghetti (poniamo la “i” accentata in soccorso di un microfonista, che ha dato plauso alla signora Èlia…) sempre nelle eprime posizioni, prima di affrontare la piegata conclusica è stato lanciato da Romano in un allungo progressivo, disorientando gli avversari: i quali, quando hanno deciso di andare a prendere il fuggitivo, sono stati presi in contropiede da Raf, che intanto aveva fatto rifiatare il suo Silver che rispondeva all’estrema sollecitazione del suo cavaliere lanciandosi a traguardo così da lasciare gli avversari a distacco industriale. Dietro di lui, snocciolati, Billy Silver Star Maker.

Di scena – e qui andiamo sul tema delle siepi – i 3 anni in apertura di convegno: con il calo di Prince d’Orage ed il chute patito da Ventotene, per Absolute Belter s’apriva il palcoscenico del traguardo e finalmente sul fondo attaccaticcio era tempo di vittoria. Con Lord E ad imitarlo poco dopo, ligio agli ordini del puntuale Kousek. Alle spalle del Lord, Rio Apache davanti a Spin a Disc e Giannettoni.

Troppo Forte è piaciuto anche oggi, ma sulla distanza e su questo fondo la fatica si moltiplica, così al momento di piazzare il decisivo cambio di rapporto, nel finale è rimasto beffato dall’attendista Adler, che sìè trovato una pappa bella calda… e soprattutto pronta.

In chiusura di convegno, Contra s’è fatto un baffo degli avversari, controllando sul palo l’ultimo tentativo di Twilight Zone, salvatosi per una testa dal serrate di Mission of Peace.

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