A Maia osservando un grigio, ricordando altri due grigi.

di Giorgio Bergamaschi

Champ de Bataille verso la “Siepi”, sfida in “grigio” elegante e suadente.

Il Premio Azienda di Soggiorno in siepi è occasione per spolverare memoria ed emozioni (in… monocromo) dell’ultimo mezzo secolo.

Il tempo corre veloce: ora, di domenica in domenica, sarà un’entusiasmante successione di appuntamenti d’élite, momenti di “rifinitura” in vista dei top event di fine settembre, occasione per “farsi l’idea di campione” che tra qualche settimana vorremmo vedere vincitore sui più classici traguardi dell’Italia che salta e galoppa”… Già, siamo tutti “alla ricerca” del nostro preferito, del nostro prospetto di campione.

Apri il programma di corse, e t’accorgi che domenica 9 settembre a Maia il cartellone s’apre con il Premio Azienda di Soggiorno… una prova in siepi che fa da rodaggio alla Gran Corsa di Siepi. Un tempo, quasi una “semiclassica”, di certo un appuntamento importante. Scorri il campo dei partenti, e con meraviglia trovi un grigio, Champ de Bataille, che ti riporta indietro di decenni. E ti fa pensare ad altri due grigi, ad altre battaglie, ad altre gran Siepi di Merano. Il primo che mi sovviene è un cavallo della Scuderia Giocri, Tell my Why. I Boffa avevano pochi cavalli in scuderia, ma sempre di notevole qualità. Tell my Why (ed oggi gli vorrei chiedere, se fosse vivo e umano, “Dimmi perché”? Perché non vincevi, tu che avevi classe, i traguardi che Fernando d’Uva ti proponeva?…). Tekll my Why, in realtà, era un semiclassico ma con i… metri contati: un leone fino ai 3500, ma poi restava sul passo. Come nel 1977, quando in un campo di 9 partenti pareva destinato a fare un boccone degli avversari, quando entrava con la sua azione plastica, radente, nell’ultima piegata. Ma, di lì a qualche centinaio di metri, ecco il Cieffedì Shelanu farsi piccolo piccolo e rispondere come una macchina da guerra all’incalzare delle braccia e delle gambe di Alberto Baseggio, che lo pilotava ad una vittoria voluta e conquistata, a dispetto del grigio montato da Tonino Colleo, il “re” della Gran Siepi di Merano, conquistata due voltre con Ciuffagni, altrettante con Maddalena Natali, e poi ancore con Pinchow (altro Cieffedì) e con Sawt, della Sagam, e di lì a poco con Heurtevent della Lomellina e poi con Blaze Key della Razza la Tesa di Santo Franchini, successore di Oddino Pietra che avevamo conosciuto come l’uomo di Sirlad. Avevoi detto di “altri due grigi”. Il primo Tell my Why, l’altro il suo esatto opposto: Sawt (vincitore dio un “Città di Varese”), che Tonino Colleo nel 1981 aveva lasciato scaldare ben bene lungo le diagonali, attendendo che carburasse la sua gran macchina apparentemente un po’ macchinosa per poi portarlo ad una sapiente risalita lungo l’ultimo giro, in circolare curando le traiettorie come solo Colleo sapeva fare ed oggi nessuno più fa… Ma eccolo, a metà della piegata finale: là dove Tell My Why cominciava ad illegnosirsi, Sawt iniziava a sciogliersi, a farsi plastico ed elegante, minaccioso fin poco prima dell’ultima siepe. Infine, devastante e demolitore degli avversari dall’ultima al traguardo, cancellando sia i sogni di Boccanegra ghe di Prince Pamir.

Ecco, domani a Maia vedremo se questo Champ de Bataille per i colori giallo-nero della Scud. Aichner saprà entrare nell’immaginario collettivo ed a far suo questo Premio Azienda di Soggiorno, in cui se la dovrà vedere con 5 avversari, tra cui Aztek e A Pigalle, compagni di training ai quali (così come al resto degli incursori), renderà qualcosa come 3 kg. Sono pochi? Per noi umani, il rapporto è questo: prendiamo un sacchetto del peso di 300 grammi e portiamolo per 500 metri. Non ci può affaticare… Ma portiamolo per 35oo metri, peraltro sotto sforzo: e la differenza, siatene certi, si farà sentire: è a quel punto che emergono la quaiità (genealogia e… mistero genetico)e la specificità del training.

 

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