Nella domenica che introduce al weekend del Gran Premio Maia saluta l’acuto di Il Superstite.

di Giorgio Bergamaschi

La domenica di Maia è vissuta attorno allo steeple sui 3800 intestato al Premio Fotopress, e l’istantanea che ne è uscita ha salutato il successo de Il Superstite, colori quelli giallonero di Sepp Aichner, ha imposto la legge del più forte sul traguardo che ne ha visto esordi e crescita, e che qui gli ha consegnato l’ultimo possibile lasciapassare per il “Merano”. Dietro l’allievo di Vana, il Troger Sbarazzino su Home Please.

Fra i 3 anni aspiranti al Rotary Club, non c’è stato uno solo dei partenti che abbia saputo rubare ochio e fantasia: a partire da Mensch capace di litigare con qualche siepe, e lla resa dei conti incapace di risalire sul leader Banjo’s Voice. Terzo Ventotene che sul terreno odierno non ha faticato a contenere Absolute Belter, a disagio sui fondi consistenti.

Nella siepi per 4 anni, dopo aver messo in campo lo schema preferito della corsa d’attesa in avanguardia, Musique de La Nuit e Mesa Arch si sono dovuti arrendere a Spin a Disc e Lord E, per l’en plaine firmato da Paolo Favero, che ha lasciato alla frotta di Raf Romano la terza, quarta e quinta piazza, grazie a Sassopiano.

In piano, successo di Golden Guepard su McEnroe in apertura di convegno, poi Poolstock ha contenuto Troppo Forte e Bakelor nella disputa sui 1500 ed in chiusura di pomeriggio Mission of Peace ha staccatoApelle Fan, finito in lotta con Peruke N Perwig e Lord Sholokhov, terzetto separato al ritmo d’incollatura.

(vice)

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