Aste Sga-Anac. Rivisitazione ragionata.

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Nella foto Massimo Parri presidente di ANAC

di Claudio Gobbi

Sono due le ragioni principali al di la dei numeri che fanno dire che queste aste sono andate bene malgrado una crisi devastante a cui il nuovo ministro deve mettere mano, come sta facendo sul fronte del pagamento dei premi.

In primo luogo la caparbietà con cui Sga e Anac hanno operato per tenere in piedi un sistema che in caso contrario, con la grave crisi dell’ippica sarebbe morto. Le aste pur con problematiche di varia natura sono li a dimostrare che il cavallo purosangue in Italia è vivo. Bene quindi la gestione di Massimo Parri che ha operano portando all’Ippodromo La maura tanti cavalli, di buona genealogia e di grande morfologia.

Bene quindi che gli allevatori italiani continuino ad operare. E’ merito loro e dei loro quattrini se possiamo ancora dire che un allevamento in Italia esiste. Un impegno non facile, visto anche il momento economico e politico generale.

Ma queste aste meritano certo di più, ovvero un ampia operazione di promozione che non si limiti al contingente, ma sia capace di operare in prospettiva su più anni in modo da portare alle aste linfa nuovi, nuovi proprietari con i denari necessari per acquistare cavalli e così facendo rimpolpare le corse italiane che oggi purtroppo vivono in regime di monopolio. Meglio questo naturalmente, che il nulla.

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