Gran Premio di Merano 4. Gran Corsa Siepi e Premio delle Nazioni, i due “cuori” della vigilia.

di Giorgio Bergamaschi

Nella “Siepi” tre soggetti grigi in un campo di 6 soli partenti: torna a Merano Jannick Fertillet, il trainer fiammingo che con il suo Nommeo aveva piegato sua Maestà Or Jack nel 1997 e punta all’alloro con il suo Cross Way. Ma la pattuglia di Vana è terribile e l’ambizione di Aichner insuperabile.

 

Merano – La luce s’è fatta rossastra, l’autunno ormai è già avanzato e giorno dopo giorno si fa d’obbligo l’abbigliamento da mezza stagione. L’aria è pungente al mattino e, dopo il tramonto, s’accappona la pelle. Una manna per i cavalli, che gradiscono la coperta leggera in box ed il training lo vivono in… frescura, senza più rischiare la riserva d’ossigeno, dopo il canter. Già, il cielo di Maia è più terso che mai e fino al completamento della seconda uscita non si accusa neppure un alito di tepore, se non quelle volute leggere di sudore che si levano dal manto dei cavalli, prima che il loro cavaliere srotoli da sotto la sella la mantella di sacco.

Vana occupa metà campo e c’è il tentativo di Fertillet, mentre Romano siede in tribuna.

Anche la città del Passirio è scossa da qualche brivido, ma non per il freddo: la gente quassù è abituata a ben altro: il brivido è quello dato dall’amarezza di non vedere un fantino italiano in sella in questo Gr. I di vigilia… Ed è data dall’attesa del del Gran Premio Merano-South Tyrol, preceduto domani dalla 634o la memoria corre all’indietro e compie una scelta… Perché a quel punto si fa avanti il ricordo, ben strutturato anzi emotivamente legato alle vicende che ci hanno rapìto la mente e catturato il cuore. Ho un vago ricordo di Spegasso, ero in età prescolare ma già sentivo parlare dell’elegante Guido Zibellini, del burbero-benefico Nello Coccia e del sapiente Armando Carangio, mentre la grande scuola italiana stava cesellando i gli astri emergenti Peppo Morazzoni, la “meteora” Carlo Ferrari, Luigi Celli e poi Sandro Mattei, Pellegrini e Passarini, anche Capasso e Bini, mentre erano in erba i Tonino Colleo, gli Alberto Baseggio e Orlando Pacifici, già stupendi cadetti in piano, per poi accingersi alla nobilissima arte degli ostacoli.

Questa Siepi (Gruppo 1 m.4000) è strutturata in modo stringato. Qui voglio riaffermare quanto già detto due settimane fa: nel ricordo di Sawt, la scelta di Chavalier s’orienta – e si fissa – su Champ de Bataille ha mirato da tempo questo obiettivo. Questa classica è nel suo mirino da tempo, le sue caratteristiche già note e la conferma è venuta nel dopocorsa proprio da Vana jr, anche domani suo interprete: “Se non ci avessero anticipato e se non avessimo dovuto pigiare sul pedale del gas più di tanto, la vittoria sarebbe già stata nostra. Ma è questa “Siepi” la vera Bataille del mio Champ e sabato dimostreremo come, dai 3500 metri in poi, lui sa farsi agile e suadente, come sa aprirsi in un’azione importante… no “devastante”, perché noi dell’Est siamo un po’ reputati dei… “risolutori con le maniere forti”. Ma bisogna pensare che un’espressione atletica deeve essere fondata “anche” sulla forza pura. E poi, il nostro Champ de Bataille è l’arma grigia e lucente che può permettere allo schieramento italiano di imporre l’alt allo straniero, intendo i francesi di Quinton e di Fertillet. Aztek di Jiri Charvat ed il montenegrino Brog Deas non me la sento proprio di definirli stranieri a Merano”.

C’è un altro grigio in corsa, ed è compagno di Champ de Bataille, come lui nato in Francia e “disposto” a militare in più d’una specialità, scorrendo tra siepi e steeple in virtù d’una duttilità spesso apprezzabile. Capivari è reduce da un tentativo non vincente in Francia, e si darà da fare per aiutare il più titolato compagno ad arginare l’incursione di Tapin Rochelais, indubbiamente in possesso di crismi importanti. Lui è l’eroe di : saltatore eclettico, sulla ribalta da anni e mai domo… E pooi gli altri: quelli dell’Est che il giovane Vana considera di casa anche quaggiù. Sì, sono due soggetti pericolosi Brog Deas e l’ultimo grido Aztek che potrebbe mettere tutti d’accordo, nella memoria d’una giubba già a segno con l’elegante e possente Royal Muigins. Il francese Cross Way cercherà la via della retta d’arrivo, per mettere a segno il suo parziale che non è davvero male, ma arriverà solo dopo 3600 metri di corsa, quando l’atleta avrà dovuto saltare e girare senza fallo, e rifiatare al momento giusto per buttare il cuore oltre l’ultima siepe e sfoderare un ultimo, bruciante parziale. Per questo ribadiamo la scelta di Champ de Bataille, Aztek e Brog Deas.

Il Premio delle Nazioni ci farà cercare in tribuna il profilo caro e sorridente di Marco Rocca

Sempre alla vigilia del “Merano”, a fianco della Siepi si disputa la 74.a edizione del Premio delle Nazioni, memorial Marco Rocca. La corsa è abbinata alla Crystal Cup European Cross Country Challenge, e ci ripropone l’assalto della campionessa uscente Brise de Kerser, che punto di riferimento della corsa, oltretutto con l’avallo del compagno Star Rochelais, come Taupin espressione allevatoria dellEcurie des Dunes. Una nostra carta significativa è Silver Tango, sul quale magari incombe lo spettro della distanza (6000 metri!) severissima, mai affrontata dal Tanghetti. E però Raf Romano proprio con il bagliore argenteo del Silver ci ha dimostrato che giocando sui cambi d’azione, sugli elastici brevi ma importanti per rifiatare e infine su una sgommata a secco quando gli avversari non se l’attendono, ecco che al portacolori del simpatico Elìa Tanghetti questa corsa non sarà troppo larga ma verosimilmente tagliata su misura.

Vanta buona condizione All Abaout Cossio, in gran forma, i 6000 metri potrebbero costituire uno dei rari dubbi sul suo conto, mentre non ha problemi di distanza Mighy Mambo , il vincitore dell’edizione 2016, che Massimo Berra porta a Maia per i colori di Rosanna Ralli.

Il Nazioni vivrà anche grazie alle… soprese: Catalaunian Fileds e Billy Silver. Qualcuno magari si rarebbe atteso il”sì” di Nils, ma l’anziano dopo l’ultima vittoria ha incassato gioioso la pacca sul collo del suo proprietario, ed ora l’attende una pensione dorata fatta di passeggiate, pastone e fieno a volontà. Nils, per il quale la lunghissima carriera agonistica si è conclusa, con una ultima vittoria, è tempo di godersi il meritato riposo del guerriero.

E come contorno, una siepi GR e alcune piane


Sulle siepi amatoriali del Max Siebenförcher, da seguire il francese Au Pied Leve in coppia con la fida amazzone Barbara Guenet qui a segno lo scorso anno. Ma noi saremo per la coppia di Dormello – soprattutto per Dalton -. Dalton viene da una meritata pausa, è accompagnato da Nelly Darrier qui al rientro. Invece, proprio Relco Sud Ovest (vincitore dell’ultima edizione) fingerà di essere al rientro (la prova è per gentlemen e amazzoni…) e in impegno non duramente atletico la buona condizione gli può valere un ulteriore successo. Scenario in cui anche Spettaclo è pronto ad intervenire.
Il convegno si apre con la chance di Chicago che si butta a vendere e perciò potenzialmente vincitore, ed è sicuramente un serio candidato alla vittoria, anche in virtù della sua maggiore attitudine in questo scorcio stagionale. Azamourday vale una piazza, mentre Bella senz’Anima ben più d’una sorpresa.

Nelle altre piane i nomi più attendibili sono quelli di Third Strike e Silent Arrow nel Betflag-Quota Fissa, opposti a Ragner. Raccoglierà consensi poi la giovane di Romano (colori di Tamara Tanghetti) Grace Tango sul miglio del Premio Auror,a dove sarà misurata da George Rooke e Clever Bend che meritano attenzione, msenza trascurare il top weight Poolstock

 

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