Vigilia di passione. L’Aztek di Cekia nella Siepi, il Nazioni appannaggio di All About Cossio (Pol).

di Giorgio Bergamaschi

Aztek torna a Maia e conquista la Gran Corsa Siepi di Merano col piglio del soggetto superiore – Sembra quasi giocare di fronte, al momento di allungare verso l’avanguardia, sorprende il suo allungo in curva ed in retta con due cambi di velocità ”sdraia” la concorrenza. Il Premio delle Nazioni con esito a sorpresa: dominato fino alla triplice da Silver Tango poi arrestatosi alla “triplice”, in corsa restano solo Billy Silver e All About Cossio che sembra prevalere, poi Billy si stende con rabbia e l’arrivo è in foto

 Merano – Agli inizi di settembre avevamo accolto e salutato un inviato di Jiri Charvat, Aztek appena sceso dalla Cekia, con un motto imperiale, “cesareo”, e però questa volta inneggiato dal… “barbaro” e non da Giulio Cesare, ricordate? “Veni, vidi, vici”. E questo, al debutto qui, a Maia, dove un soggetto decisamente di mezzi e dall’azione che sviluppa folate notevoli può anche restare intrappolato dai suoi stessi, imponenti mezzi. Così non è stato e oggi, alla replica, il possente Aztek – dopo aver un po’ cincischiato in scia a Brog Deas e Taupin Rochelais fino in curva, si lasciava alle spalle Champ de Bataille e appena in retta veniva lanciato da Jiri Kopusek in un affondo tremendo, implacabile, con cui lasciava di sale Taupin Rochelais che nelle battute finali s’era liberato dalla stretta di Brog Deas.

Solo in 5 dopo il ritiro di Capivari, la siepi riesce bella corsa ma non entusiasma

E’ stata un capolavoro di semplicità questa Gran Corsa Siepi di Merano, in cui – ritirato Capivari – al via si presentavano in soli 5 specialisti. Appena partiti, nell’affrontare il primo giro in circolare, pur controvoglia andava a condurre Brog Deas, che però garantiva un ritmo poco più che blando, che nei tratti in cui erano… “patìbili” le differenze del fondo pista, finivano per influire nella stessa scorrevolezza dell’azione (ad esempio, lungo la piegata della curva di Marlengo).

Nessuna scossa particolare fino all’imbocco della piegata finale – se si eccettua uno strappo in avanti di Brog Deas sulla prima diagonale ascendente e il tentativo di avvicinamento alla testa del gruppo di Cross Way sulla seconda -, dove Brog Deas con il francese arrivavano già in pieno battibecco, durato fino a quando Kousek l’ha concesso: perché a metà retta Aztek, sollecitato dal suo energico jockey, prima dell’ultima siepe ha piazzato un primo cambio di rapporto, ha profilato la sua ombra sui due in avanguardia e, dopo l’ultima siepe, ha spostato su corsia esterna, per effettuare il cambio di rapporto conclusivo volando la coppia in un amen e conquistando la 64ma edizione della Siepi di Merano. Una vittoria in assoluta souplesse, lasciando ad una lunghezza e ¾ Taupin Rochelais, che nelle battute finali lasciava ad analogo distacco Brog Deas.

Quarto Champ de Bataille, il cui fantino nel dopocorsa lamentava “un terreno troppo diverso, con i vcavalli impegnati a cambiare azione dove il fondo, da quasi consistente, diventava addirittura pesante”.

È stato un Gr. I, d’accordo, ma a nostro modo di vedere non così entusiasmante: vuoi per un’andatura in alcune frazioni un po’… blanda, vuoi per via del campo stringato, che ha fatto venir meno la combattività e le scelte tattiche nelle diverse fasi della corsa.

Serafico, Jiri Kousek incassava i complimenti a pioggia e, prima di uscire per raggiungere il gazebo delle premiazioni, assicurava che “Aztek è un cavallo che non finisce mai di sorprendere. Credi che ti abbia dato tutto, lo sostieni magari un po’ e lui allunga ancora, e allunga, e allunga ancora… una macchina da guerra terrificante, davvero sorprendente… Anche perché rende necessari al minimo gli input del jockey”.

 Un Nazioni pieno di sorprese

Il Premio delle Nazioni è stato corsa bellissima, che lungo i suoi articolatissimi e in certe fasi ingannevoli passaggi, ha visto sortire di scena alcuni attesi protagonisti. Raf Romano, ancora una volta, s’è dimostrato professionalmente fantino, ma “vocazionalmente” cavaliere. Poco dopo il via, per non rimanere intrappolato in qualche arresto, Romano ha deciso di andare in avanti, cadenzando un’andatura di campagna da manuale, manco Maia fosse in brughiera. Dalla strada incassata alla montagnola del tennis, valicando prima un fosso e poi un bell’oxer di tavole, Romano ha sempre cincischiato ed anzi è rimasto sul passo quando al suo esterno s’è profilato il francese Star Rochelais, che pareva non volerlo mollare, per trovare la strada di casa senza affanni e far valere la punta di speed a quello che si stava rivelando l’avversario da battere.

Romano accettava di buon grado la compagnia, ma al momento di saltare la banchina, col francese in pariglia, il geniale bresciano d’improvviso allungava la gittata di Silver Tango che si lasciava a ¾ di lunghezza Star Rochelais… ed era fatta! Perché così poneva l’ospite nella condizione d’emulare lo scattante Silver partendo grande e… finendo fatalmente a terra. Sempre lì, all’oxer, andava a terra anche il compagno del francese Brise de Kerker, mentre Raf Romano, ineffabile, proseguiva la sua corsa già pregustando la promenade in retta d’arrivo.

Sì, sembrava cosa fatta, ma le insidie di Maia colpiscono anche i giganti ed infatti, dopo la marrana all’apparentemente scorrevole doppia gtabbia di siepi Silver Tango appoggiava un po’ sulla sinistra e d’improvviso, nell’affrontare il terzo e conclusivo elemento della triplice, s’arrestava. Incomprensibilmente, irrimediabilmente. Alla fine, in una corsa decimata dalle cadute o dagli arresti, restavano in piedi e ben vitali solo All About Cossio e Billy Silver. Billy era il più determinato dei due e s’incaricava di fare sttr5ada fino in retta, dove il polacco però in un estremo slancio lo passava, all’interno però Billy Silver allungava la sua ombra grigia sull’avversario rimontando lo quasi completamente ed i due in lotta aspra e implacabile piombavano sul traguardo quasi simultaneamente, richiedendo l’intervento del mezzo meccanico. Ma l’esito della foto dava ragione all’ospite,e per Alessio Pollioni era soltanto un secondo posto… ma nel Nazioni!. Fa nulla, arrivare secondi avencdo montato benissimo è bello e te lo porti nel cuore finchè vivi, e però gloria, denaro ed Albo d’Oro spettano solo al numero 1: come quello di All About Cossio, il numero 1 di copertino ma anche la valenza a traguardo.

Eravamo certi, nel convegno, di poter salutare nuovamente un assolo di Dalton, nel Sierbenfoercher sui 3300 in siepi Gr. Ma purtroppo nelle corse amatoriali in Gr il partner del cavallo viene scelto per estrazione, e Dalton è toccato certo Noel, cavaliere inglese dalla mano incantevole, di velluto… E però al dormelliano ha fatto fare almeno 200 metri di corsa in più: sempre su corsia esterna, veleggiando in testa e talvolta persino allo steccato opposto, Noel è stato davvero una sorta di Babbo Natale per la spigliata amazzone francese Beatrice Guenet, che in sella ad Au Pied Leve in retta ha letteralmente giustiziato dopo aver… giocato con lui, avversario d’Oltremanica che noi non avremmo voluto mai l’attraversasse. Anche perché ad Ilenia Nero il recupero di Dalton è costato mesi di fatiche e dedizione; ed oggi, davvero, anche con un allievo (se diligente), non avrebbe mancato l’appuntamento con la vittoria.

Ed ora, tutti verso il Gran Premio.

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