Merano: arrivederci al 2019. Nell'”Argenton” respinta la minaccia francese. Vince Saxo Sol.

La minaccia francese scivola e si sdraia, mancando l’Argenton: ne approfitta Saxo Sol che, sotto un impeccabile Jo Bartos in giornata di grazia, conquista la semiclassica di fine-stagione mentre il suo jockey inanella un trittico tutto da incorniciareSpazi verdi, cavalli e bella gente per salutare l’ultimo convegno al profumo del mosto, gradevole pendant di una ricca castagnata.

Merano – Finale di stagione a Maia, 23° atto di una stagione difficile per tutta l’Italia che salta e galoppa, ma felicemente in controtendenza quassù, dove i timonieri di Merano Galoppo con la loro azione iniziata con il porta a porta e proseguita nelle piazze e nelle feste, nei contatti personali e, alla fine, diventando un fattore nientemeno che… Provinciale: già, con la “P” maiusscola, proprio quella istituzionale, che finalmente – unitamente all’amministrazione locale – guarda a Maia ed alle corse con fiducia, concretezza e simpatia. Alla faccia del passato, dei falsi amici e delle Cassandre che non mancano di lanciare strali, chiusi nella loro insensibile cecità.

Dunque, l’inviato di Macaire ha mancato l’appuntamento. Ma cosìè accaduto? Nulla di trascendentale, solo che nel Premio degli Steeple Chase d’Italia-Memorial Mario Argenton, un transalpino sceso per farsi un sol boccone di 4 anni e 5 anni Novices è stata la pista scivolosa a farsi un sol boccone di Soufflenheim dopo che in mattinata era stato ritirato il pericoloso Dusigrosz. Insomma, è accaduto che Soufflenheim nell’affrontare il voluminoso ma non difficile salto dell’oxer ha fatto una pattinata e così ha mandato per le terre il suo cavaliere. Beh, dopo aver siglato il quinto successo nel “Merano”, nonostante l’impegno, la fatica della trasferta ed il costo del viaggio, ci sta tutta un po’ di delusione (condita di amaro in bocca), per la terribile coppia James Reveley – Guillame MacaireEravamo riimasti al “chute” del francese, alla diagonale dell’oxer. Bene, a quel punto Piton de Neiges, da passista qual è ha provato in avanti con Saxo Sol in scia e Giacalarbar dietro.Ma, appena intravista la retta d’arrivo, si è capito subito che la sperequazione di classe e capacità di imprimere signifgicativa accelerazione avrebbero finito per premiare Saxo Sol. E così è stato: con Jo Bartos festante in sella al baio dello Stall Grimminger (team capace di vincere nel 2005 il Gran Premio Merano con Rosenbrief per distanziamento di altri avversari, per la gioia di Christian von der Recke) mentre Piton s’avvolgeva triste nelle sue spire essendo senza cambio di marcia, comunque secondo dinanzi a Giacalmarbar. Giusto premio per Saxo Sol, che aveva dovuto rinunciare al Richard per un noioso contrattempo, quando già era in pista. Oggi, dunque, questo traguardo l’ha ripagato della rinuncia di allora.

Nelle altre prove, apprezzabile la crescita di Moved tra siepisti della generazione 2015, con Jo Bartos partito col piede giusto nel convegno, facile e pimpante col suo Moved giunto a traguardo in perfetta souplesse per la gioia di Favero. Per lo stesso trainer, il Boemo proseguiva e conseguiva la triplète nel Nello Coccia con dosata risalita dalle retrovie in sella al redivivo Padrinho: ed era, come ddetto, apprezzatissima tripletta.

Nel Premio Guidsun Memorial Francesco Scaglione, due scivoloni provocavano l’eliminazione di Silver Tango e Le Moulleau. Tutto facile, a quel punto, per Mushrae allungare a traguardo e sottraendosi ai tentativi di Catalaunian Fields, mentre le due prove in piano premiavano le apprezzabili intuizioni di Tony Ferramosca che, in sagace fuga che disorientava la muta degli inseguitori, portava a traguardo prima Mission of Peace e poi, in chiusura di convegno, il buon Adler che, dopo rimonta calibrata, volteggiava sull’avanguardia per poi ghermìre gli avversari appena in vista del traguardo.
(Vice)