Ippica: questo il progetto di ristrutturazione elaborato da Chavalier.net e inviato al ministro #GianMarcoCentinaio.

Claudio Gobbi

Con il cambio al Mipaf, è sembrato opportuno a noi di Chavalier, di proporre una bozza di progetto per un cambiameneto radicale del settore ippico. Al di la degli ostacoli, degli interessi particolari rintracciabili in tutte le componenti del settore. Drammaticamente capaci di impedire qualsiasi riforma/ristrutturazione.

BOZZA PROGETTO RIFORMA IPPICA

Premettiamo che le principali difficoltà per una riforma dell’ippica italiana, sono derivare dal suo essere fortemente dipendente dai comuni in cui sono inseriti, in quanto questi, tranne rare eccezioni, tra cui quello di Milano e Montecatini (leggi proprietà di Snai), sono i proprietari delle strutture.

I questa dimensione va letta l’incapacità del Mipaf di intervenire, dato che ogni qual volta si avvia una processo di riforma, l’intervento dei comuni con i loro rappresentanti in parlamento, blocca qualsiasi progetto.

Detto questo a mio personale parere la ristrutturazione del settore non può prescindere da 3 capisaldi assoluti che sono lo strumento per far rientrare proprietari e portarne di nuovi

1- una significativa deduzione fiscale a chi acquista e mantiene cavalli da corsa e da sport (leggi concorso ippico e discipline olimpiche)

2- conseguentemente un celere pagamento dei premi: max 30 gg ottemperando all direttiva europea che, tra l’altro, mi risulta ci abbuia già sanzionato, come del resti ha sanzionato l’Italia, per la mancata messa in regola degli ippodromi.

3- Fondamentale un operazione promozionale importante. Nel passato era stato istituito un fondo per la promozione del settore a cui dovevano partecipare tutti i principali attori ippici. Questo fondo non è mai stato implementato, dal momento che gli ippodromi nella maggior parte dei casi, hanno accuratamente evitato di inerirai risorse.

4- L’esistenza di una Tv ippica, potrebbe essere uno strumento importante per la promozione che potrebbe essere alimentata da un gettito pubblicitario.

IPOTESI PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL SETTORE

Obbiettivi

  • Riportare il pubblico negli ippodromi
  • Conseguentemente si renderebbe appetitile il gioco sui cavalli con evidenti maggiori entrate per lo Stato.

Parte economica

L’operazione dovrebbe passare attraverso la gestione del contributo agli ippodromi

1- contributo in percentuale su presenza spettatori e racconta gioco

2- finalizzare l’aumento del contributo in funzione di maggiori presenze e di maggior gettito raccolta scommesse.

Cosa deve fare il Mipaf

  • Operare in termini promozionali ristrutturando Teleippica in modo che diventi appetitile alla pubblicità
  • Favorire sponsor che acquistino pagine sui principali quotidiani nazionali.
  • Riportare l’ippica nella in Rai all’interno dei palinsesti sportivi, come avveniva nel passato in cui veniva trasmessa la corsa principiale della domenica (o della giornata)

Le Corse

La confusione nella programmazione è totale con giornate negli ippodromi in cui vengono addirittura programmate 4 corse sui 1000 metri, senza nessuna visione che favorisca da un lato la raccolta delle scommesse, dall’altro la selezione.

É necessario riportare il calendario alle corse alla fine del 1960 programmando due meeting per ippodromo all’anno, sul modello inglese, francese o tedesco.

In termini di spettacolo sarebbe opportuno introdurre negli ippodromi del galoppo le corse al trotto, ma da svolgersi esclusivamente sui tracciati in erba, come avviene in Francia.

Allevamento

Cavallo trottatore

  • Premettiamo che l’allevamento del cavallo trottatore ha minori implicazioni e richiede una minore manutenzione, in quanto i tassi di monta degli stalloni – tutti a monta artificiale – sono assolutamente minori di quelli del galoppo. Inoltre in Europa siamo leader davanti alla Francia e ai paesi scanditavi, proponendo una qualità decisamente superiore.
  • Detto questo i francesi, non hanno del tutto liberalizzato sia il loro allevamento, sia le loro corse impedendo il ricorso dei loro allevatori a sangue del trottatore americano di cui noi siamo leader. Inoltre una gran parte delle loro corse cono riservate solo ai prodotti francesi derivati dalla loro razza
  • In termini di produzione, seppure molto calata rispetto al passato, attira compratori da tutta Europa permettendo alle aste annuali di fare fatturati record.

Cavallo purosangue

A tutto il 1970 eravamo in grado di produrre soggetti di calibro internazionale come Sirlad, vincitore in Usa. Poi i depauperamento dell’allevamento nazionale con il continuo ricorso a stalloni inglesi ha ridato l’allevamento nazionale alla completa merce di quelli europei.

Oggi la crisi del settore è assolutamente evidente, con una produzione che alle recenti aste ha raggiunto il milione. Mezzo di venduto, contro fatturati inimmaginabili delle aste inglesi e francesi.

Il risultato è che sul campo non siamo competitivi. I nostri cavalli sono regolarmente battuti da soggetti di terza o quarta categoria esteri.

La crisi del settore ha portato anche a minori acquisti e di bassa qualità alle aste e sui mercati internazionali.

PROPOSTE

  • Incentivare la costituzione di allevamenti  con fondi Europei.
  • Detassare l’acquisto di prodotti nati e allevati inItalia alle aste.
  • Perdurare con premi al traguardo maggiorati per prodotti nati e allevati in Italia.
  • Creare uno stud italiano sul modello del National studi Irlandese che disponga delle risorse necessarie per acquisto di stalloni di pregio.

Proposta di sviluppo

Introduzione anche in Italia dei point-to-point inglesi e irlandesi e conseguente eliminazione o limitazione delle corse clandestine

Point-to-point

C’è solo da copiare, potrebbe essere questo lo slogan per far risorgere l’ippica italiana. O, almeno contribuire alla sua rinascita con questa proposta che qui formuliamo.

L’esempio ci viene dall’Irlanda, con i cosiddetti point-to-point, le corse andata e ritorno da un campanile all’altro.

A questo meccanismo, aggiungiamo una struttura agile, sul modello di quella dei concorsi ippici. Ovvero con una segreteria che raccolga le iscrizioni che andrebbero a montepremi. Come avviene per il mondo del equestre, queste manifestazioni dovrebbero avvenire sotto l’egida di un ente, associazione (ministero?) che ne approvi le strutture e i terreni in cui si svolgono e stabilisca i criteri di svolgimento.

Questo sistema dovrebbe essere limitato a piccoli proprietari e allenatori con pochi cavalli, siano essi purosangue o trottatori. In modo da un lato da favorire un ritorni economico interessante in un momento di grave crisi dell’ippica, dall’altro sarebbe uno strumento formidabile di propaganda per il settore dato che queste cose si svolgerebbe in campagna.

Infine, verrebbe seppur in parte risolto il problema delle corse clandestine.

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