Il Foglio. Di Paola: il Ministero ha fatto tutto da solo. l’intervista al presidente della Fise sul trasporto cavalli.

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IL SERVIZIO di Claudio Gobbi su IL FOGLIO . oggi 24-11-2018

Vermezzo (Milano) domenica 18 novembre. Si disputa Winter Show, concorso di salto ostacoli internazionale: 31 cavalieri provenienti dall’estero e dall’Italia non hanno riconfermato la partecipazione a causa della circolare ministeriale congiunta dei ministeri dei Trasporti e degli Interni che riafferma l’obbligo ai maneggi e alle Asd (Associazioni sportive dilettantistiche) di attenersi scrupolosamente alla legge del 1974, sempre d’uso disattesa, e su cui da allora non era stato fatto alcun intervento legislativo, che vieta il trasporto di cavalli per conto terzi.

<Un danno economico e di immagine> – afferma Barbara Morali di Morali Group, la società proprietaria del complesso. <Per noi che lavoriamo in questo settore è un danno grave>. Il mondo dell’equitazione è in subbuglio. Questi i fatti che hanno portato molti centri ippici a disertare i concorsi per non incorrere in pesanti sanzioni come ci spiega Marco di Paola, presidente della Fise, Federazione italiana sport equestri. <I ministero degli Interni su sollecitazione delle forze di polizia preposte al controllo dei mezzi pesanti circolanti sul territorio nazionale, e congiuntamente al ministero dei Trasporti, il 15 ottobre ha emanato una circolare che impone una rigida applicazione della norma di legge tale per cui il trasporto cavalli può essere effettuato dai proprietari dei maneggi e dalle Asd, (Associazioni sportive dilettantistiche) limitatamente ai cavalli di loro proprietà o in comodato d’uso registrati presso l’Agenzia delle Entrate>. Il problema è sorto in quanto era uso da parte delle Asd e dei maneggi, trasportare anche i cavalli dei privati. Il problema è nato in quanto la pratica del trasporti anche di cavalli appartenenti ai privati è da sempre in uso, ma in particolare perché alcuni privati hanno costituito Asd ad hoc e senza alcun legame con maneggi e centri ippici affiliati alla Fise.

I due ministeri, non si sono minimamente premurati di convocare l’organismo che gestisce il mondo dell’equitazione italiano lasciando nella totale confusione e nel caos le strutture equestri che ora disertano i concorsi ippici e le manifestazioni equestri. La Fise, come afferma Di Pola, ha subito sollecitati e cercato un confronto che si è concretizzato nella creazione di un tavolo di lavoro che ha riunito i rappresentanti dei ministeri, della Fise e dei trasportatori, per trovare una soluzione. <La nostra proposta è che gli enti affiliati alla Fise, proprietari di un van, possano trasportare evidentemente i cavalli sportivi di proprietà, quelli in comodato d’uso, e quelli dei socui delle Asd e dei maneggi alle manifestazioni sportive senza incorrere nella violazione della legge del ’74>.

L’equitazione e l’ippica oggi vivono momenti di grande travaglio, ancora considerati come sport d’elite e, per quanto riguarda l’ippica, viziati dal demone del gioco.

Il mondo dell’equitazione italiano è l’erede della grande tradizione equestre italiana fin dai tempi di Federigo (e non Federico) Caprilli (primi del ‘900), inventore dell’equitazione moderna oggi praticata nel mondo, e dei D’Inzeo, dei Mancinelli e degli Orlandi, un dream team carico di medaglie olimpiche e mondiali, oggi rappresentato da cavalieri di valore come Natale Chiaudani, Roberto Arioldi, Filippo Mojerson. Un patrimonio forte di 20.000 cavalli, 1800 maneggi, 7000 agriturismi con cavalli, 120.000 tesserati tra cavalieri e istruttori che occupano circa 100.000 ettari di territorio nazionale in cui sono compresi anche allevamenti di cavalli sportivi e da corsa che occupano circa 50.000 persone. Con un indotto che vale, circa 1 miliardo di euro e con una dimensione che considera in 1.5 milioni i praticanti e gli appassionati che montano a cavallo almeno una volta alla settimana, come certificato sia da una recente ricerca prodotta da Fieracavalli Verona, la più importante rassegna europea di settore, con oltre 130.000 presenze, sia da Decatlon sulla base degli scontrini emessi per l’acquisto di prodotti attinenti all’equitazione.

 

Questo mondo che un altro ministero, il Mipaf, considera marginale destinando circa 2 milioni di euro al cavallo da sella contro gli oltre 80 a quello delle corse, è pertanto in grande ansia, e come già per quello dell’ippica, rischia di essere ridotto ai minimi termini, se non di scomparire.

 

 

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