Crisi ippica. Guglielmi di Vulci: “Vediamo cosa succede con questo ministro”.

Redazione

La crisi dell’ippica potrebbe essere a un punto di svolta. Con l’insediamento di Gian Marco Centinaio (Lega) i gravissimi Problemi del settore dovrebbero avere qualche probabilità di essere risolti. In primis il pagamento dei premi e il contributo agli ippodromi.

Ne abbiamo parlato con Guglielmi di Vulci, presidente della Sire che, ricordiamo, è la più antica società di corse italiana con una tradizione indiscutibile.

<Ne abbiamo sentite tante – esordisce -. Aspettiamo di vedere se si muove qualche cosa. La fiducia non manca>. Nel frattempo Centinaio dopo alcuni mesi in cui in molti, senza costrutto, si sono proposti per la risoluzione dei problemi, ha istituito una task force per una ricognizione delle problematiche e di cui fa parte anche Roberto Mazzuccato, un appassionato senza interessi di parte.

<Sicuramente la gestione del settore, il ministero non è in grado di farla. E pertanto deve tornare nelle mani degli ippici così come era una volta>. Ricordiamo che l’Unire fu istituita per volere di Orsi Mangelli e di Tesio nel 1943. Poi recentemente smantellata da Tremonti e dal ministro Romano.

<È necessario – prosegue Guglielmi – che venga gestita da chi sa di cosa sta parlando. Il dipendente non è in grado di operare perché l’ippica non è la sua materia. Naturalmente deve esserci un severo controllo del ministero che operi anche sugli ippodromi>.

Il problema dei pagamenti è il primo problema che il ministero guidato da Centinaio, deve affrontare, tenendo presente che le pesanti fibrillazioni che vive il governo potrebbero portare a una sua caduta e pertanto a dover ricominciare tutto dal principio.

<Il problema dei pagamenti, mi pare che debba trovare una soluzione nel dialogo tra il Mipaf (Ministero politiche agricole e forestali, ndr )e il Mef (Ministero economia e finanze, ndr), in modo che il sistemi torni a funzionare. Il coordinamento mi pare indispensabile. Da quanto mi pare di capire, mi pare che ci stiano mettendo le mani. Questa mancanza di coordinamento per noi del galoppo ch dei risvolti allucinanti. Le conseguenze di questo stato di cose, sono l’uscita del nostro mondo dal Comitato internazionale pattern. E se usciamo dal comitato – conclude Guglielmi – i nostri cavalli sul mercato internazionale varranno zero>.

È necessario fare in fretta, tenendo conto che le resistenze sono molte, in particolare da parte degli ippodromi che ambiscono solo a una maggiorazione dei contributi senza che venga attuato nessun controllo sul loro operato.

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