#VittorioOrlandi: cosi sta cambiando la #FiseLombardia.

Nella foto sopra Vittorio Orlandi e Lalla Novo

Redazione

L’equitazione italiana e l’ippica sono da tempo diventati due sport minori. Scomparsi dalle tv, sia quella di Stato dove un tempo alla domenica veniva trasmessa la corsa più importante della giornata, sia dalle tv commerciali, sia dai quotidiani nazionali e anche da quelli sportivi: In primis la Gazzetta dello sport che un tempo gli dedicava una pagina intera, e per di più la seconda, oggi qualche trafiletto e stop. Oggi un nuovo ministro del Mipaaf, Gian Marco Centinaio e un nuovo presidente alla guida della maggiore regione equestre della Lombardia, Vittorio Orlandi, il Cavaliere per tutti, fanno ben sperare per un rilancio del settore che per troppo tempo è rimasto nell’ombra.

Chavalier.net ha intervistato Orlandi a poco più di tre mesi dal suo insediamento alla guida del Comitato regionale avvenuto il 15 ottobre, dopo una elezione che possiamo dire plebiscitaria, in cui ha sbaragliato una concorrenza che sembrava essere in grado di sopraffare l’uomo delle Olimpiadi di Mosca. Ma non è stato così. Orlandi non è giunto allo spareggio e ha vinto a mani basse, lasciando al secondo posto Emilio Roncoroni e l’altro sfidante, l’allora presidente del Centro ippico Lombardo, una istituzione in città, Gianluca Paracciani.

Ecco cosa ci ha detto in termini di bilancio di questi mesi in cui il Cavaliere ha vissuto costantemente in simbiosi con la federazione da un lato girando in largo e il lungo per i centri delle Lombardia, dall’altro facendo base in federazione per mettere a punto i progetti del programma Elaborato nei mesi precedenti alla elezione. Abbiamo incontrato Vittorio Orlandi nel maneggio di proprietà a Castellazzo di Bollate, in quella che è da sempre fucina di campioni a due e quattro zampe, e che tale è rimasta nel tempo sotto la guida di Vittorio e Nelly Mancinelli.

<In primo luogo abbiamo voluto dare continuità con una formula di formazione permanente, agli stage per istruttori che ora si terranno ogni lunedì. Il programma con cui sono stato eletto prevedeva inoltre la nomina dei coordinatori di tutte e quaranta le discipline equestri, Un progetto a cui abbiamo dato già corso. Sempre in tema di organizzazione e di struttura della Federazione lombarda abbiamo nominato i 15 responsabili delle altrettante province lombarde. Sul fronte degli stage, è stato dato corso a quelli per istruttori pony e cavalli>.

C’è tuttavia una gustosa novità sia in termini di spettacolo equestre, sia per gli sport del cavallo. <Abbiamo dato il via alla realizzazione di due “feste” del cavallo, in cui saranno presenti tutte le discipline che fanno parte del settore equitazione, sia quelle riservati ai cavalli, sia ai pony, che sono la parte direi strategica, di qualsiasi progetto che abbia possibilità di riuscita. Queste “feste”, si terranno in località ancora da definire e coinvolgeranno tutte i paesi limitrofi. In particolare la fase che coinvolge i pony qualificherà, per le competizioni nazionali. Prevediamo inoltre di inserire in queste manifestazioni sia l’ormai storico cavallo di battaglia dell’equitazione per i più giovani, il “battesimo della sella”, sia una manifestazione di attacchi>.

Nel manifesto elettorale del Cavaliere c’era anche dell’altro. <Certo, l’attuazione del programma è già in stato avanzato dato che abbiamo già raduniamo i presidenti di circolo per ascoltare i loro suggerimenti. Una esperimento a cui abbiamo dato corso e ben riuscito che ha portato nuove idee e progetti, Una novità a cui i responsabili dei centri ippici non erano abituati e che ha richiesto l’introduzione di un test, a cui questi particolari allievi, hanno aderito con entusiasmo>.

L’altro progetto à quello storico del coinvolgimento delle 5000 suole delle Lombardia di primo e secondi o livello, a cui si sono aggiunti ben 3000 oratori in cui verrà proposta l’equitazione per i più giovani, strutture pubbliche come dovrebbero essere in grado di coinvolgere nei maneggi un numero molto interessante di giovani.

Infine uno dei cardini del progetto che ormai va delineandosi nelle sue linee essenziali e qualificanti, è quello che riguarda la cultura equestre. <Elemento non secondario – conclude Vittorio Orlandi in quanto deve essere lo strumento per portare i più giovani all’equitazione. Il progetto comunicazione in se sarà quanto di più vario possibile, per far giungere la voce e lo spirito dell’equitazione sia agli appassionati, agli operatori, sia per coinvolgere nuove e vitali forze>.

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