Intervista a Vittorio Orlandi (#Leberoquotidiano del 6-1-2019)

Il testo completo dell’intervista a Vittorio Orlandi apparsa oggi su #Liberoquitidiano a firma di Claudio Gobbi. (una precedente intervista è già apparsa su Chavalier.net).

L’equitazione italiana da tempo soffre per mancanza di progetti, di idee, di un vento nuovo che faccia rivivere gli antichi fasti e sia in grado di portare nel mondo equestre linfa nuova che rinverdì le grandi vittorie olimpiche e mondiali del passato che si chiamavano D’Inzeo, Piero e Raimondo, Graziano Mancinelli e Vittorio Orlandi. Ed è proprio Vittorio Orlandi che oggi è a capo della Fise Lombarda.

Sono passati poco più di tre mesi dal quel 15 ottobre quanto Vittorio Orlandi, il Cavaliere per tutti, vinse con una percentuale bulgara le elezioni a presidente del Comitato lombardo della Fise, il più importante a livello nazionale, In cui lasciava a largo distacco, Emilio Roncoroni e l’altro sfidante, l’allora presidente del Centro ippico Lombardo, una istituzione in città, Gianluca Paracciani. Abbiamo incontrato Vittorio Orlandi nel maneggio di proprietà a Castellazzo di Bollate, in quella che è da sempre fucina di campioni a due e quattro zampe, e che tale è rimasta nel tempo,

Tracciamo con il Cavaliere, un bilancio di questi primi mesi di governo che Orlandi ha vissuto totalmente e a tempo pieno girando in largo e il lungo i maneggi della Lombardia, facendo base nella sede della federazione in via Piranesi, nel palazzo del Coni. <In primo Luogo abbiamo voluto dare continuità con una formula di formazione permanente, agli stage per istruttori che ora si terranno ogni lunedì. Il programma con cui sono stato eletto prevedeva inoltre la nomina dei coordinatori di tutte e quaranta le discipline equestri, Un progetto a cui abbiamo dato già corso. Sempre in tema di organizzazione e di struttura della Federazione lombarda abbiamo nominato i 15 responsabili delle altrettante province lombarde. Sul fronte degli stage, è stato dato corso a quelli per istruttori pony e cavalli>.

L’elemento innovativo sotto ogni punto di vista è tuttavia in altro. <Abbiamo dato il via alla realizzazione di due “feste” del cavallo, in cui saranno presenti tutte le discipline che fanno parte del settore equitazione, sia quelle riservati ai cavalli, sia ai pony, che sono la parte direi strategica, di qualsiasi progetto che abbia possibilità di riuscita. Queste “feste”, si terranno in località ancora da definire e coinvolgeranno tutte i paesi limitrofi. In particolare la fase che coinvolge i pony qualificherà, per le competizioni nazionali. Prevediamo inoltre di inserire in queste manifestazioni sia l’ormai storico cavallo di battaglia dell’equitazione per i più giovani, il “battesimo della sella”, sia una manifestazione di attacchi>.

Un lavoro importante che ha altri capisaldi che rispecchiano il programma elaborato e proposto agli elettori il 15 ottobre. <Certo, come ho scritto sul mio manifesto elettorale, periodicamente già raduniamo i presidenti di circolo per ascoltare i loro suggerimenti. Una esperimento a cui abbiamo dato corso e ben riuscito che ha portato nuove idee e progetti, Una novità a cui i responsabili dei centri ippici non erano abituati e che ha richiesto l’introduzione di un test, a cui questi particolari allievi, hanno aderito con entusiasmo>.

Il progetto di più ampio respiro contenuto nel programma di Vittorio Orlandi era e resta quello per le scuole. Ricordiamo che sono oltre 5000 quelle interessate della Lombardia, a cui si sono aggiunti ben 3000 oratori. Un altra importante novità è rappresentata dall’introduzione nelle iniziative equestri a carattere competitivo, e per la prima volta in assoluto, di un Campionato lavoro in piano, che sarà poi valido per quello regionale di specialità.

Infine uno dei cardini del progetto che ormai va delineandosi nelle sue linee essenziali e qualificanti, è quello che riguarda la cultura equestre. <Elemento non secondario – conclude Vittorio Orlandi in quanto deve essere lo strumento per portare i più giovani all’equitazione. Il progetto comunicazione in se sarà quanto di più vario possibile, per far giungere la voce e lo spirito dell’equitazione sia agli appassionati, agli operatori, sia per coinvolgere nuove e vitali forze>.

 

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