#Fise: dal #MIPAAF nessun contributo. Questa la nota ufficiale del presidente #MarcoDiPaola e il nostro auspicio per un vero allevamento nazionale del cavallo sportivo.

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Questa la nota ufficiale a nostra richiesta in merito ad eventuale contributo del Mipaaf alla Fise e il nostro commento.

“La Federazione Italiana Sport Equestri – ha dichiarato il numero uno della FISE Marco Di Paola – non riceve nessun contributo economico diretto dal Mipaaf, quindi nel proprio bilancio non inserisce introiti derivanti da somme che arrivano dal Ministero. Il #Mipaaf però – ha aggiunto #MarcoDiPaola – interviene destinando (e pagando direttamente) delle somme, per la promozione del cavallo italiano, nei montepremi delle gare delle varie discipline”.

Il Mipaaf elargisce svariati milioni di euro al mondo ippico, vale a dire alle corse al galoppo e al trotto, lo fa direttamente, sia con i contributi agli ippodromi, sia con i premi al traguardo, sia direttamente all’allevamento del cavallo purosangue e a quello trottatore. Bene.

IL #MIPAAF DEVE INTERVENIRE PER LA CREAZIONE DI UN ALLEVAMENTO NAZIONALE DEL #CAVALLOSPORTIVO E PER LA PRESENZA DI UN RAPPRESENTANTE DELLA #FISE NELLA #TASKFORCE VOLUTA DA #GIANMARCOCENTINAIO

Ma se consideriamo uno sport le corse, dobbiamo evidentemente considerare – pare ovvio ma così non è – anche il mondo sportivo che fa capo alla Fise. E quindi perché la Fise non deve godere di un contributo da parte del Mipaaf di entità adeguata allo sport e allo spettacolo che propone?

Un ultima considerazione. Sulla falsariga di quanto sopra, ci chiediamo: perché nella TaskForce voluta dal ministro #GianMarcoCentinaio, non è stato inserito un rappresentante del mondo equestre? Motivi validi ce ne sono molti. Questo mondo equestre sia in termini sportivi, sia di allevamento del cavallo sportivo, necessita di una profonda ristrutturazione. Non è più possibile che il mercato italiano faccia solo riferimento all’importazione di cavalli sportivi principalmente dalla Germania e dall’Olanda. Dobbiamo poter disporre di un allevamento nazionale importante. E la sua costruzione la si fa solo a partire da un intervento del Mipaaf.

Ci rendiamo conto che un allevamento nazionale va a discapito dei commercianti di cavalli e di quanti si rivolgono a questi mercati per fare affari. Ma è per l’appunto necessaria una politica che favorisca l’allevamento di un cavallo “nato e allevato in Italia”. Nn si tratta di una politica protezionistica, ma invece è la valorizzazione di risorse presenti sul territorio nazionale che non hanno la possibilità di esprimersi.

 

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