Il Cavalier Orlandi e la bella gioventù ancora in sella (il Foglio on line. Oggi 31-1.2019

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https://www.ilfoglio.it/sport/2019/01/31/news/il-cavalier-orlandi-e-la-bella-gioventu-ancora-in-sella-235622/

E’ un uomo speciale il Cavalier Orlandi, indomito, ferro nei suoi propositi, nelle decisioni. Può cadere ma si rialza con rinnovato spirito. Il Foglio gli ha dedicato un servizio che vi invitiamo a legge aprendo il link che postiamo qui sopra.

Qui il testo completo in word

Lui ha 81 anni, è stato l’ultimo italiano a vincere una medaglia olimpica nel l’equitazione (Monaco 1972), è presidente di una azienda di rilevanza nazionale. Lo potete incontrare a Castellazzo di Bollate in quello che fu il maneggio di Mancinelli che con lui, e i D’Inzeo, formavano quel Dream team padrone dell’equitazione in Europa e nel Mondo negli anni tra i sessanta e i settanta. Ma naturalmente dovrete aspettare d’incontralo personalmente sulle tribune del maneggio dato che prima deve scendere da uno dei suoi 6 cavalli di alta genealogia e dal grande fisico provenienti da tutto il pianeta. Lui è il Cavalier Vittorio Orlandi, di nome e di fatto. Non è mai andato in pensione e non ha ancora appeso la sella al chiodo. E non solo non è mai sceso da cavallo, ma oggi si occupa a tempo pieno dei problemi dell’equitazione. Da ottobre dopo l’esperienza nazionale dove ha risanato il debito della Fise frutto di scellerate gestioni, ha vinto con percentuale bulgara le elezioni per la presidenza della Fise Lombarda, la più importante a livello nazionale con i suoi 340 centri ippici affiliati che visita si può dire quotidianamente. Un uomo dalla grande energia dunque <alimentata – ci dice – dai progetti che ho realizzato, dai risultati posativi che ho prodotto nel mio lavoro, in sella e nelle istituzioni ippiche>. Vittorio Orlandi è un uomo di coraggio perché non si monta a cavallo ogni santa mattina in sella a soggetti che non sono propriamente delle pecore, come si usa dire in gergo equestre di cavalli fatti di legno, se non si ha del coraggio, lo stesso coraggio che ad Aquisgrana (che i tedeschi chiamano Aachen), lo portava a saltare ostacoli che superavano e superano tutt’ora per i cavalieri che vi si cimentano, il metro e sessanta. O cavalli che non erano propriamente soggetti tranquilli: come Samba, <un cavallo che visionai e acquistai in America e che una volta portato a casa (in maneggio, ndr), si fermava pericolosamente davanti agli ostacoli con i rischi che si possono immaginare>. Ma ci vuole anche coraggio e passione per questo sport se alla bella età di 81 (d’altra parte Berlusconi ne ha 83) diventi presidente della Fise Lombardia e ti metti a viaggiare in lungo e in largo per la regione per affrontare i problemi dei cavalieri e dei maneggi. E soprattutto a dirigere una struttura complessa come la Fise. <La bombarda è la regione dove c’è ricchezza e passione per il cavallo e gli sport equestri e che ha le maggiori possibilità di sviluppo>. Il progetto è quindi ambizioso. Ma Vittorio Orlandi non è nuovo a imprese che altri non si sognerebbero neppure. É stato lui a promuovere negli anni Ottanta la trasformazione della fiera agricola di Verona nell’attuale Fieracavalli che porta a questa kermesse tra le maggiori al mondo, oltre 100.000 appassionati e operatori del settore. E sempre lui è stato colui che ha “inventato” i Pony Club, una struttura a livello nazionale indispensabile sia per avvicinare i ragazzi all’equitazione, sia per portare nuova linfa ai maneggi. Ora l’impresa con Orlandi presidente si estende a più vasti orizzonti con un idea che da sempre è il filo conduttore della sua azione nel mondo equestre. <Con il progetto suola vogliamo coinvolgere il maggior numero di ragazzi lombardi. Abbiamo calcolato in 5000 gli istituii di primo e secondo grado che intendiamo contattare e in 700.000 i bambini possibili cavalieri. A questi abbiamo aggiunto 3000 oratori in cui esporremo cosa significa l’equitazione e i suoi benefici in modo da avviare al nostro sport il maggior numero possibile di ragazzi e famiglie, per offrire anche ai maneggi una fonte di “reclutamento” di nuove energie>. Vittorio Orlandi per la passione che ha per il mondo equestre, ha dato vita anche una fondazione che porta il suo nome e che raccoglie in se le migliori energie del settore in cui operano istruttori, comunicatori, e dove si è dato vita a stage per groom (uomini di scuderia) in modo da fornire ai maneggi personale altamente specializzato e affidabile. L’Orlandi cavaliere aveva iniziato a 9 anni a salire su un cavallo, si chiamava Maremmano, come la razza a cui apparteneva. A 17 fece il suo primo concorso ippico. Poi le Olimpiadi e il Mondiale di salto ostacoli di Roma dove il suo Lianos vinceva il titolo sotto la sella di Rodrigo Pessoa, il grande cavaliere brasiliano, a cui era stato affidato per quella competizione. Ora questo campione assoluto, pascola nei cieli. Dopo un meritato riposo sui prati di Castellazzo, <un meritato riposo, che si dovrebbe riservare a tutti i cavalli. E non a caso, mi sto occupando con le associazioni di settore e le istituzioni di un progetto che contempla la possibilità di ricovero per tutti i cavalli che escono dalle competizioni, sia quelli da concorso ippico, sia per quelli delle corse al trotto e al galoppo>.

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