#MezzaLunaRossa per l’#Autismo. I cavalli un sostegno indispensabile

di Gabriella Incisa di Camerana

A ridosso del Colosseo d’El Jem in Tunisia, patrimonio mondiale dell’Unesco, là dove in epoca romana si svolgevano i giochi circensi con animali e gladiatori, il comitato locale della Mezzaluna Rossa, organo federativo della Croce Rossa negli stati musulmani, ha organizzato, sabato 6 aprile 2019, una giornata di sensibilizzazione all’autismo.

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Di fronte ad un pubblico attento costituito da volontari della CRT, da genitori ed educatori della prima infanzia, sono intervenuti diversi operatori sanitari specializzati nel settore della presa in carico dei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico o DSA.

Circondati da meravigliosi mosaici, i partecipanti al seminario hanno illustrato l’importanza del depistaggio precoce e delle diverse discipline mediche e paramediche associate tra loro: psichiatria, ortofonia, psicologia, terapia occupazionale, psicomotricità e attività didattiche specializzate.

Tra i vari relatori, è stata invitata anche Gabriella Incisa di Camerana, presidente del Centre Hippique Mahdia, che da diversi anni è all’avanguardia nel settore degli IAA, gli interventi assistiti con gli animali. Indiscussi e ormai di dominio pubblico i risultati ottenuti che vengono citati ad esempio e che rappresentano una vera speranza per molte famiglie.

Un’occasione unica per promuovere il ruolo della mediazione animale e dei suoi indubbi benefici sul piano psicologico, fisico e comportamentale.

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In una comunità dove la meccanizzazione ha allontanato non solo gli animali dalla quotidianità infantile ma ha anche creato un distacco dalla natura, con le conseguenze patologiche che questo comporta, è importante far conoscere le influenze positive che scaturiscono dalla relazione con un animale e che sono alla base della Pet Therapy.

Nonostante siano anni che i levrieri berberi, gli Sloughi, facciano parte integrante del team di Mahdia in uno speciale intervento in contemporanea con i pony, non è sempre facile , in un paese musulmano, far accettere il cane come terapeuta.

Sebbene il cane sia presente nella sura coranica della Caverna come il guardiano dei dormienti, citato anche da Andrea Camilleri nel suo libro “Il cane di terracotta”, la superstizione prevale ancora sulla cultura. Oltre le difficoltà intrinseche, l’approccio resta complesso, vista l’indiscussa paura dei tunisini verso questo animale, ancora malvisto come Pet da compagnia.

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Il cavallo, invece, è una figura predominante, ancora oggi, poiché conserva un valore aggiunto e di prestigio che ha sostituito quello strategico e bellico del passato. Non bisogna dimenticare, infatti, che i beduini vivevano sotto la tenda con il cavallo Asil, il levriero da caccia e la scimitarra ricurva.

Purtroppo in Tunisia la popolazione equina si è ridotta notevolmente, mancando sia gli incentivi agricoli che quelli sportivi e non essendo stata ancora intrapresa una corretta politica di collaborazione fra i vari attori della filiera ippica.

 

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