Considerazioni sulle dimissioni di Roberto Mazzuccato dalla Task Force

Nella foto Gian Marco Centinaio (al centro) durante la conferenza stampa a Fieracavalli 2018

di Claudio Gobbi

“Non sto qui a scaldare la sedia”.

“Non sto qui a scaldare la sedia”. Con queste parole Roberto Mazzuccato se ne è subito andato. E subito guarda caso è stato sostituito con Alessandro Viani. Al di la della persona, è risultato a tutti evidente che i “ministeriali” non potevano permettersi di fronte al ministro di dichiarare fallita la Task Force. Ma la task Force è fallita nei fatti, dal momento che l’ippica Italiana non è in grado di aspettare un altro anno per un suo radicale cambiamento.

Senza nulla togliere alla competenza e alla considerazione di persone perbene delle persone che stanno facendo parte della Task Force voluta dal ministro GianMarcoCentinaio, è necessario dire che tranne Roberto Mazzuccato che mai ha ricoperto cariche pubbliche, sono stati inseriti personaggi che da sempre fanno parte del mondo ippico.

Costoro come altri, sono coloro che hanno portato negli anni al fallimento il settore. Pertanto è difficile comprende la scelta del ministro nell’inserimento di queste persone in un organismo che avrebbe dovuto essere risolutivo delle problematiche del settore.

In realtà da un lato costoro, non hanno più nulla da dare, ammesso che nel passato abbiano prodotto qualche cosa di buono. Dall’altro il signor Ministro, pare che con questa operazione si sia levato di torno un problema, quello ippico, che evidentemente non porta ne lustro ne voti.

Eppoi. GianMarcoCentinaio, doveva fare solo poche cose:

  1. Accelerare i pagamenti riorganizzando tutto il sistema, magari prendendo come consulente un analista di sistemi. In modo che gli operatori ricevessero i pagamenti nel tempo di 10 gg come avviene in Francia (e non si dice che bisogna passare al vaglio dell’anti mafia, perché la mafia c’è anche in Francia ma i pagamenti avvengono celermente).
  2. Liberalizzare le sponsorizzazioni. Senza vincili ministeriali per cifre sopra i 10.000 euro (anche in questo caso, vale il discorso sul relativo all’ anti mafia di cui sopra).
  3. Proporre un bando tv che sia realmente accessibile alle grandi tv generaliste, in modo da essere un vero veicolo per lo sviluppo dell’ippica.
  4. Ripristinare il calendario corse pre anni ’70, epoca in cui purtroppo l’ippica italiana ha cominciato il suo declino con lo scellerato patto tra proprietari e sindacati.

Ma non le ha fatte

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