Maia: s’aprono gli imponenti cancelli, si alza il sipario🏇È subito spettacolo. E ci sono altri 5 milioni sulle corse!

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Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione della stagione ippica meranese. Con Giovanni Martone (il terzo da sinistra) a fare gli onori di casa.

di Giorgio Bergamaschi

Merano si veste di fiori e di fascino, annuncia la sua marcia trionfale al galoppo e promette spettacolo, successo e struggenti emozioni. Giovedì la conferenza stampa per presentare il 2019 che salta e galoppa, venerdì mattina la prima dichiarazione dei partenti delle stagioni targate 2019. Per Maia, stanziamenti per 5 milioni di euro

Glamour & Fashion vissuti con buon aplomb, ma anche quel divertissement alla… francese che meglio di quanto accade Oltremanica, per noi continentali riunisce il concetto di happening inteso sì come divertimento, ma anche come “coscienza culturale” del divertimento stesso… Ecco, sparato subito con tanta nonchalance, il contenuto frizzante della conferenza stampa di giovedì, tenuta in uno dei saloni della tribuna peso di Maia.

Un “giro di boa” fondamentale, sia culturale che politico

Paul Rősch, sindaco della città-giardino, ha fatto gli onori di casa magnificando il gioiello di Merano (Maia, ça va sans dire) per il quale finalmente ha iniziato a splendere il sole di una nuova era, che vede – pur non ancora definito nei dettagli – il trend Comune di Merano – Provincia autonoma di Bolzano, in predicato di… condividere la proprietà dell’importante “polmone verde” che si lancia (giunto al settimo anno della gestione di Casa Martone) a far da vettore all’intera ippica nazionale. Impiegando, appunto all’insegna del migliore fra gli happening, un pas de dance completamente nuovo, per gli sport del cavallo che saltano e galoppano su e giù per lo stivale, “emulsionando sapientemente il succo entusiasta “ che scaturisce dal tavolo di lavoro permanente (Merano Galoppo) con le esigenze ippiche raccordate con quelle del turismo locale. A questi fattori, poi, si aggiungono i risultati delle esperienze che il responsabile dei rapporti internazionali (Mario Pirone) di Maia ha tessuto e sta tessendo, per fare sempre più di Merano una “anticamera dell’Europa” per chi sale dalla penisola per andare Oltrebrennero, così come il “salotto buono” dell’Italia, per chi vi arriva scendendo dai vari Paesi della Ue, ma non solo.

Madeleine Strohmer, assessore allo sport, turismo e spettacolo, ha dimostrato un bel tratto nel definire l’importanza del “veicolo-Maia” nell’ingranaggio complesso e soddisfacente che vede finalmente la politica convinta della grande valenza di Maia, definendola tout court compagna di viaggio di Merano 2000, delle importanti (di valenza mondiale) Settimane musicali, delle Terme e dei Giardini di Castel Trauttmannsdorff. Un bel riconoscimento, non c’è che dire… se solo pensiamo a come la politica locale un tempo si defilava da questo gioiello che appartiene a tutti. E lo si è ulteriormente compreso, quando per bocca di ogni relatore la sintesi estetica è stata sostanzialmente questa: fra le realtà di Merano non ve n’è una che sia sottotono, per dirla con le parole di Alcide Degasperi, in… ginocchio rispetto alle altre. Perché l’operatività non solo fra uomini ma anche fra settori diversi deve essere fatta fra persone (settori) che stanno ritte in piedi guardandosi negli occhi e dandosi la mano. Una lezione comportamentale, operativa e sociale, che oggi a Merano vede le programmazioni, gli interventi e la cura attenta e premurosa riservata ad ogni aspetto significativo della città senza climi di simpatia e/o privilegio: tutte le componenti sono curate con pari diritti, opportunità e dignità… insomma, quasi un “manifesto liberale del turismo e delle di prestigio” della città un tempo cara agli Arciduchi della Hofburg (come anche allo Zar di Russia Nicola II°) ed oggi non solo alle romantiche Frauen d’Oltralpe ma anche a portafogli turistici sempre più richiamati da questa Merano new style da tutti i continenti del Globo.

Dati e cifre confortanti, con investimenti previsti per circa 5 milioni di euro

Nerio Zaccaria, l’assessore che gestisce le risorse economico-finanziarie della città del Passirio, non ha mancato di sottolineare il buon esito dell’ex senatore Karl Zeller, capace di sbloccare finalmente quei 3,5 milioni di euro fermi (quasi) da una vita nella capitale, e destinati a portare nuova linfa a Merano ed al suo ippodromo, ma l’amministrazione civica va ben più in là, portando a 5 i milioni di euro riservati agli interventi di diverso genere. Un milione di euro sarà destinato al rifacimento della pista di training all-wheater, 400.000 euro per l’impianto di illuminazione (marginale) ed altri 300.000 per la ristrutturazione dell’impianto di irrigazione, decisamente vetusto. Altri 500.000 euro saranno impegnati per la sostituzione ed il potenziamento dell’impianto della regia televisiva e di quello audio. Poi, un altro milione abbondante di euro viene destinato alla realizzazione di un progetto di massima per il recupero funzionale dell’ultimo piano della tribuna grande, così come per la realizzazione di una veranda esterna, nelle zone del bar (presso il tondino) dell’ampliamento del ristorante. Inoltre, un altro mezzo milione di euro sarà destinato alle migliorìe di Borgo Andreina.

Gianni Martone, deus ex machina di Merano Galoppo

E il presidente? Beh, Gianni Martone, more solito, ha lasciato che fossero i fatti a parlare, e naturalmente le autorità intervenute a… definire l’evoluzione di Maia. Martone ha promesso sostanzialmente una cosa: “Il settimo anno, quello che è considerato una sorta di… capolinea nei rapporti e nei matrimoni, noi lo viviamo con spirito e dinamiche decisamente d’avanguardia… Sì, perché intendiamo bruciare ogni record precedente. E affronteremo le nostre stagioni proponendo dei meeting molto riuniti e di bello spessore, riempiendo la fase intermedia (quella della pausa di luglio), con una suite di concerti e di altre attrazioni, di cui si parlerà a lungo, e non solo qui, lungo le sponde del Passirio oppure sulle nostre straordinarie promenade…”.

Insomma, il sagace ragazzo salito a Merano dalla sua Napoli per fare il militare sta dimostrando agli altoatesini ed all’Italia ippica cosa significa avere un progetto cullato col cuore, provare insomma amore per qualcosa e cesellarne il sentimento con pianificazione e risultati da conseguire, senza cercare scorciatoie o semplificazioni.

Merano è fiera dell’intraprendenza imprenditoriale di Gianni Martone. E chi scrive lancia un pensiero lassù, dove certamente don Peppe, il padre del presidente di Merano Galoppo, non manca di seguire il suo “guagliò” con la tenera severità che gli usava un tempo, per farlo diventare l’uomo capace di produrre, costruire e mediare, soprattutto capace di mettere d’accordo tutti: “Perché gli obiettivi devono essere il punto culminante di progetti attenti. E per fare questo c’è bisogno di armonia e di accordo, di passione, di cuore sposato all’intelligenza. Tutti fattori che all’interno di Merano Galoppo sono operativi da 7 anni ed anche i tavoli che contano sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Il progetto si chiama “Merano” ed al traguardo di questa… corsa, in questa staffetta tra diverse componenti delle realtà meranesi, dobbiamo arrivarci avendo impegnato le risorse migliori e il medesimo coefficiente energetico”.

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