Nell’apertura di Maia è Vana Jr-Festival in entrambi gli steeple. Fuori quadro Al Bustan. Le foto della riunione inaugurale.

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di Giorgio Bergamaschi

Il favorito Al Bustan toppa al muro ed il saggio Falteisek prudentemente lo ferma

Quando, superato il doppio travone, Al Bustan iniziava ad alitare sul collo di Zanini e Piton de Neige, pareva che la prova di centro del convegno fosse ormai un episodio da risolvere in formalità. A quel punto, mancavano meno di mille metri al traguardo ed il successo del Merano-winner 2017 in tribuna era disputato sulle lunghezze che avrebbe inflitto agli avversari…

Al salto del muro il colpo di scena

Dopo il doppio travone c’era da affrontare il muro, per poi fare rotta sul verticale e, superato l’arginello di curva, involarsi verso l’ultima siepe, per sfoggiare il robusto compasso in promenade. E invece… Già, la sorte “matrigna” attendeva al Bustan al salto del muro, dove l’esperto allievo di Popelka apriva con gli anteriori la parte superiore della bianca barriera di terra e calce, dopo una leggera pattinata in avanti fatta al momento di prepararsi alla battuta; anche il posteriore, schiacciato verso il basso mentre l’incollatura (meraviglioso bilanciere) tentava di rimettere in equilibrio la possente macchina del saltatore, risentiva dello schiacciamento e completava la demolizione dell’ostacolo… Un miracolo che Al Bustan sia rimasto in piedi… E Faltejsk, ripresolo bene in mano per rimetterlo “dritto” ed in azione, dopo solo qualche tempo d’azione decideva saggiamente di tirare fuori dalla competizione il facoltoso saltatore, per non aggiungere danno fisico magari irrimediabile all’erroraccio impensabile, provocato dalla scivolata maledetta.

A quel punto, l’interessante Zanini, perfetto nel rapporto con Jo Bartos, suo nuovo interprete tornato in casa Vana (junior), ha iniziato la sua marcia inarrestabile verso la vittoria, sgombrato dal complesso di dover debuttare a Maia contrastando fino all’epilogo del rush il terribile Al Bustan. In formalità fino in curva, poi Zanini all’imbocco della retta ha variato rapporto, misurando da lontano la secca finale e facendo promenade nell’ultimo furlong. Dietro di lui, il sodale Piton de Neige, sempre per il giallo-nero di Aichner, come il titolato compagno perfettamente a suo agio sul percorso e, soprattutto, sul fondo un poco collante. Terzo Burrows Lane, piaciuto agli osservatori.

Uno-due per il giovane Vana (apparso paffutello), all’esordio in cabina di regia

Il terreno elastico, perfetto per i saltatori che amano “addentare” il fondopista, ha favorito anche un altro ex transalpino battente le insegne di Aichner ed in perfetta sintonia col Boemo in sella: si tratta di Prince d’Orage, che nello steeple “basso” per 4 anni ha colto significativa vittoria dopo aver saggiamente lasciato sfogare in avanti Leonardo da Vinci sul quale Raf Romano ha cercato di ridurre al minimo i danni di una giornata-no del grigio di Christian Troger. Fin dal via “contro” la mano, impossibilitando il suo interprete a doamarne la foga, Leo ha corso contro se stesso e bravo è stato il suo trainer-jockey a contenere i danni della sua vemente foga, passato in retta da Prince d’Orage nella cui scia si adeguava secondo Edef Xam. Sul traguardo, solo terzo Leonardo da Vinci, che ora Romano dovrà giustamente “registrare” prima della prossima uscita pubblica.

Tra i novices in siepi, buon numero sfoggiato da Alanui, che Jiri Kousek ha impostato in coraggiosa ma calibrata corsa di testa, perciò risultando reattivo e vitale anche quando la fatica avrebbe dovuto iniziare a mordere i suoi garretti rabberciandone lo slancio… Nulla di tutto questo, perché lo specialista in erba preparato a dovere da David Viola ha reagito agli ultimi due elastici imposti da Kousek ed il mezzo giro finale non è stato dramnma ma quasi… commedia, recitata con piglio brillante fino all’epilogo, dominando Noble House e Toi Meme.

Bello rivedere a Maia il Grancio, nipote evergreen di Saverio Pacifici

Il primo evento stagionale, a Maia ha portato una brezza temporale stupenda, perché nella ouverture in siepi s’è affermato Noismaker, allenato dall’uomo di Red Chief e Duel (mattatrori perb Lady M del Merano 1977), così come del magnifico Machal (re delle siepi meranesi nei primi anni Settanta)… Già, Orlando Pacifici ha fatto ritorno sul luogo dei suoi infiniti delitti, quando ad ogni giornata di corse perpetuava i suoi duelli con Tonino Colleo, mentre era ancora alta la parabola di Sandro Mattei e Nello Coccia, con i Santoni e Tonino Saggiomo a far da corolla aulica nel periodo in cui avevamo almeno 10 prime lame in sella ed il doppio di raffinate, seconde scelte. Che patrimonio sciupato, che vergoigna per tutta l’Italia aver trascurato tanta cultura ippica e tanto talento!!!

Nelle piane, vittoria senza patemi per Ragner, disinvolto sul manto allentato per la gioia composta dell’elvetica Claudia Wendel; nelle altre prove per Gr e amazzoni, Lamarck facile con Belluco in sella, mentre in chiusura di convegno vinceva De Rossi su Mr Eugenio.

 

 

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