Ma c’è davvero la guerra in Libia? Un libico vince in Tunisia il Grand Prix de Carthage. Ecco quello che c’è da sapere sulle corse in Tunisia.

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Incredibile ma vero. I libici in pieno conflitto armato, sbarcano e sbancano in Tunisia nel Grand Prix de Carthage. Le corse in Tunisia sono sempre più vicine a quelle europee, con cavalli di ottima qualità. E i premi sono quasi al livello di quelli italiani.

di Gabriella Incisa di Camerana

Nel groviglio di una guerra che sembra senza fine e che è al tempo stesso diplomatica, una cyberwarfare e una battaglia economica per il controllo di banche e risorse naturali, la Libia conquista il podio, sabato 25 maggio a Tunisi, nel Grand Prix de Carthage, un GR3 internazionale, su una pista di 2000 metri in sabbia battuta. In un’atmosfera travolgente tra le urla di gioia, gli abbracci, i pianti commossi nell’euforia collettiva di centinaia di supporter libanesi, Assayel, uno stallone sauro di 7 anni, la cui linea materna è tunisina ma nato e allevato in questa terra martoriata del nordafrica, ha portato il suo allevatore, Faysel Gurgi, al meritato trionfo. Sulla scia delle precedenti 28 vittorie in Libia, in questa corsa ha distaccato i suoi avversari sin dai primi 1.000 metri, proseguendo la sua corsa sfrenata fino al traguardo dove, Khaled Azaiez, fantino libico, che in piedi sulle staffe e con il dito sulle labbra, ha sottolineato in modo eloquente la facilità con cui aveva corso e vinto!

Assayel in arabo significa origini nel senso di purezza, qualità principale di questa razza equina forgiata dal deserto che si è selezionata in un ambiente mozzafiato, incastonato tra le dune di sabbia e ora confinante con le città, come quelle di Tunisi o Monastir, dotate di ippodromi attrezzati per la corse di galoppo.

Considerato il cavallo perfetto, miglioratore di quasi tutte le razze, il cavallo arabo è noto per la sua bellezza, lo scatto alla partenza e un’incredibile resistenza a condizioni estreme: scarsità d’acqua, cibo povero e temperature roventi. Tra i beduini, questo cavallo era parte integrante della tribù.

Il Grand Prix du Président de la République.

Queste qualità rappresentano, ancora oggi, l’orgoglio dei loro proprietari che ogni domenica si sfidano sulla pista di Kassar Saïd, nella capitale tunisina, dove l’appuntamento imperdibile dell’anno è il Grand Prix du Président de la République, il Derby riservato appunto ai cavalli arabi, che si è svolto domenica 26 maggio alla presenza del Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambasciatore russo in Tunisia.

Il sauro Issarab, che in arabo significa miraggio, dato 2 a 1, ha eclissato i suoi rivali, guidato alla vittoria da Sylvain Ruis, fantino molto amato in Tunisia, che al traguardo ha saputo distaccare di 8 lunghezze la puledra Irrimel El Badia, seconda arrivata, montata dal fantino Alves de Paiva.

Ma anche i berberi, la razza nordafricana reputata dai tempi delle corse circensi con le quadrighe, rappresentati negli splendidi mosaici di epoca romana conservati nell’adiacente Museo del Bardo, hanno avuto la possibilità di sfidarsi in due corse a loro esclusivamente destinate, su 1.600 e 2.000 metri. Queste gare hanno lo scopo di incentivare gli allevatori di questa razza equina nelle regioni agricole depresse in cui il Ministero dell’Agricoltura organizza, grazie al dipartimento di incremento ippico, la F.N.A.R.C. di Sidi Thabet, i concorsi di « Modello e Andature ».

Onorati da un pubblico eterogeneo, anche giovanile, che ha gremito, nonostante il digiuno del mese di Ramadan, le tribune, la sala riservata ai proprietari ed il parterre dell’impianto tunisino, i vincitori hanno ricevuto anche il plauso di una significativa presenza femminile.

I maestosi tappeti floreali, offerti da EQUINA, specializzati in prodotti veterinari per la salute e il benessere del cavallo, hanno celebrato la meritata vittoria di questi campioni del 2019.