Si scrive Prix du Jockey Club, si legge Derby di Francia. Domani Persian King potrebbe essere il primo sul palo.

Nella foto l’ippodromo di Chantilly

di Paolo Allegri

Persian King era il favorito scelto per Chavalier.net da Bernard Salvat.

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Nell’immagine la genealogia alla terza generazione del favorito Persian King

Domenica 2 giugno, a Chantilly, va in scena il Prix du Jockey Club, il Derby francese. L’importante appuntamento ha radunato alle gabbie di partenza quindici puledri di tre anni, che galopperanno sui 2100 metri sul tracciato che si snoda attorno al castello dei Condé. Alla vigilia della prova, la stampa francese ha eletto in Persian King un chiaro favorito. Questo portacolori Godolphin, allenato dal Maestro André Fabre, dopo due vittorie in gruppo tre, a Newmarket e Longchamp, ha posto la sua candidatura al Prix du Jockey Club proponendosi in maniera importante nella Poule d’Essai Poulain. Il suo jockey Pierre- Charles Boudot è rimasto entusiasta di quella performance e Persian King dovrebbe essere in grado anche di superare l’esame distanza. Ha vinto con del buono nella Poule e dunque è un candidato forte al Derby di Francia. L’alternativa più attendibile al favorito è Slalom, imbattuto in tre sortite e facile vincitore di una corsa indicativa come il Prix Noailles. E’ un puledro di classe e da tempo ha messo nel mirino la prova top per un tre anni.

Il cavallo che può sparigliare è Motamarris, l’erede di Le Havre che rappresenta la carta di Freddy Head. Ha corso tre volte e sempre vincendo. Certo alza il livello, rispetto alle uscite precedenti, ma i suoi limiti sono sconosciuti. E i filmati rivelano di essere di fronte a un soggetto di grossi mezzi.

Sua Altezza l’Aga Khan sarà rappresentato al prestigioso contesto di domenica da Zarkallani. Alain de Royer Dupré ha scelto un approccio a fari spenti, con un percorso in maiden – vinta in stile autorevole – e la casacca verde e rossa ha tutte le carte per risplendere ancora sul traguardo del Derby. Zarkallani dovrà venire avanti rispetto a una pur convincente esibizione, lo attornia il fascino di un team che ha fatto la storia del turf.

Aidan O’Brien presenta Mohawk, in settembre laureato di gurppo 2 a Newmarket sul miglio. Atttenzione a Sottsass, allievo di Jean.Claude Rouge che dopo un rientro prudente si è espresso in netto progresso vincendo facilmente in listed a Chantilly. Fabre gioca una seconda carta schierando il progredito Roman Candle, terzo di Prix La Force e poi a segno nel Greffulhe del Primo Maggio. Uno di quei tardivi mirati dal muto di Chantilly, dunque da non trascurare in un pronostico che lascia il ruolo di sorpresa a un briciolo d’Italia, in lizza con Rockemperor, il pensionario di Simone Brogi. Nelle sei uscite ha fornito sempre un egregio standard e la top performance nel Prix La Force ne autorizza il tentativo. In un contesto di maestri del training, è apprezzabile che un nostro bravo professionista figuri con un soggetto che lo rende orgoglioso del suo modo di vedere l’ippica, non nascondendo l’ambizione ma facendone il motore della propria passione. C’è il Derby a Chantilly, bellissimo.

Scheda Ippodromo di Chantilly

L’ippodromo di Chantilly è collocato in un’area di 65 ettari vicina al castello ed alla foresta di Chantilly. La pista principale ha una lunghezza di 2400 metri mentre quella secondaria è di 1400 metri.

La prima corsa ufficiale avvenne il giorno dell’inaugurazione dell’impianto, il 15 maggio 1834 dopo che furono terminati i lavori di realizzazione delle strutture da parte dell’architetto Jean-Louis Victor Grisart. La superficie dell’ippodromo venne ingrandita nel 1879 con la costruzione delle nuove tribune ad opera del famoso architetto francese Honoré Daumet, il quale curò anche i restauri al vicino Castello di Chantilly. Il percorso venne costruito adiacente alle grandi stalle del palazzo (le Grandes Écuries), costruite nel 1719 dall’allora proprietario del complesso, il principe Luigi-Enrico di Borbone-Condé, grande appassionato di ippica e di cavalli. Queste stalle, che ancora oggi servono ai concorrenti delle gare che qui si svolgono, vennero disegnate dall’architetto Jean Aubert ed ancora oggi sono considerate tra le più belle al mondo.[1]

Nel 1886, il duca d’Aumale donò l’ippodromo col resto della proprietà all’Institut de France. Nel 1982, qui trovò posto anche il Museo vivente del cavallo. Nel luglio del 2006, il museo venne acquisito dalla Fondazione per la Salvaguardia e lo Sviluppo del Dominio di Chantilly, presieduta da Sua Altezza l’Aga Khan IV.

Esso venne usato anche per la scena all’ippodromo del film di James Bond del 1985 dal titolo 007 – Bersaglio mobile, nel quale l’ippodromo è di proprietà del cattivo, l’industriale Max Zorin (Christopher Walken).[2]

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