Ascot 5- Dettori ne fa quattro. E la Gold Cup, è ancora sua con Stradivarius, trainer John Gosden, un mago!

A sx la vittoria di Dettori nella Gold Cup 2019. A dx  quella del 2018. Nella foto di apertura Dettori con il suo mentore, John Gosden, un grande trainer, un grande uomo.

Il racconto della grande corsa ultra centenaria. Il violino magico di “Stradivarius” fa bis nella Gold Cup. È ancora “Dettori-Festival” al Royal Meeting! 4 corse – 4 vittorie!

di Giorgio Bergamaschi

Ieri era stato un “doppio”, oggi è addirittura “poker”! Frankie Dettori ha battuto molti record nella sua lunga e dorata carriera di jockey. Dal giorno in cui – salito sul predellino dell’aereo – prima di volare verso la sua nuova patria (l’Inghilterra) salutava papà Gianfranco ad oggi, è passata quasi una… vita, trascorsa tra gli altari e – in un paio di occasioni – la polvere… Come quando aveva subìto l’appiedamento  più duro, per via della cocaina, oppure quando s’era sfasciato un piede, nell’incidente aereo (per raggiungere un altro ippodromo nello stesso giorno) patìto assieme al collega che poi, smessa la sella, gli avrebbe fatto da agente. “Magic Frankie”, “Dettorino volante”!, straordinario “Italiano sul tetto del mondo”…

Con Dettori non esiste parabola: è un’ascesa infinita!

Ieri era stato un “doppio”! Oggi, il “ragazzo che sorride” ne ha combinata un’altra delle sue… Perché nelle 6 corse di Royal Ascot ha infilato un poker da brivido, portando a casa per la seconda volta consecutiva la Gold Cup (Gr. I, 500.000 sterline, 4.000 m.). Stradivarius è stato formidabile, ha vinto meglio dello scorso anno quando aveva piegato in un fazzoletto sia il portacolori di Karim Aga Khan finito ad un collo che il terzo arrivato, incollato al secondo.  Oggi Stradivarius è stato nascosto magicamente da Frankie al terzo, quarto posto, poi risalendo gradualmente e, quando il gioco s’è fatto palese, non c’è stato scampo per Dee Ex Bee (presentato da Mark Johnston) che non ha saputo rimontare la lunghezza guadagnata da Stradivarius, e s’è salvato di un naso appena da Master of Reality, che ha lasciato a ¾ di lunghezza il quarto…

Che parabola infinita, che storia straordinaria! Una storia da ricavarne un film. Lo ricordiamo quando da bimbo passava i pomeriggi a casa di Musingo (Vincenzo Colangeli) a Varese, con una testiera e un paio di vecchie redini e lì, in equilibrio sui pali dello steccato, iniziava ad… inventare quel suo modo di scorciare e allungare le redini che nessun altro, al mondo, sa (miracolosamente e impercettibilmente) fare come lui.

E’ lui l’uomo più amato del turf. Siamo certi che subito dopo il poker di questo giovedì, mentre un grido gli restava segregato nel petto ma insieme il viso s’illuminava di gioia, un  sentimento nuovo è nato in lui, aprendosi nel suo straordinario e comunicativo sorriso, con la mente che tornava al 1996, quando Frankie vinse tutte e sette le corse del convegno del Champions Day, sempre lì, sempre ad Ascot.

Il re della sella conquista ancora l’ippodromo della Regina

Ed oggi, terzo giorno del Royal Ascot Festival, l’italiano più amato di sempre nel mondo del turf (perché è lui che ha saputo portare sul viso degli inglesi un sorriso di gioia ché, prima, pareva esser proibito…) si era preparato a compiere un’impresa similare, sulla pista della Regina Elisabetta, 23 anni dopo!

Per l’eterno ragazzo che ama come pochi altri il cavallo e la competizione, per questo padre perfetto che “sa giocare con i propri figli senza spaiarne l’equilibrio né pretendere l’impossibile”, dev’essere stato inebriante osservare il popolo del turf al rientro nel winner enclosure dopo aver vinto a 48 anni d’età appunto le prime 4 corse del convegno, lasciando estasiati gli inglesi che lo venerano come un semi-dio, mentre John (Gosden), l’uomo immancabile nei momenti più delicati della vita di Frankie, è lì che gli “alza il pollice” e Dettori gli sorride, chinando il capo… Gli inglesi lo chiamano anche “Il carismatico”, e ne hanno ben ragione, alla luce dei risultati che costellano la sua carriera che si stende sui Diamanti.

Il clou della serie di vittorie di oggi è stata la Gold Cup, come detto. Frankie ha letteralmente cesellato questa vittoria, sul traguardo del 4.000 metri più classico della Terra d’Albione. Frankie ha si/stemato l’allievo di John Gosden  in terza, quarta posizione, ben coperto, per nascondere luce e distanza a Stradivarius, per permettergli di intonare poi, nella fase topica della corsa, quelle note che ad un violino saprebbe tirar fuori soltanto Paganini, mentre ad un cavallo nessun altro al mondo se non Frankie Dettori.

Un nuovo giorno dei miracoli, che da un euro ne fa… piovere 450

In quella retta Frankie deve aver pensato che anche oggi potrebbe essere un nuovo “giorno dei miracoli”. E mentre le sue mani allungano e poi scorciano le redini, con la mente dev’essere andato ai tre traguardi precedenti: quello vinto in sella al figlio di Society Rock, A’ali (6,0), sellato da Simon Chrisford, primo sigillo del pomeriggio nelle Norfolk Stakes (Gr.II, 1000 m, 100.000 sterline, per 2 anni; poi  ecco la volta di Sangarius (7,5) nelle Hampton Court Stakes (Gr. III, 2.000 m. 90.000 sterline) per 3 anni, presentato da Sir Michael Stoute e dopo il “sigillo” più aulico della giornata, erano arrivate le Ribblesdale Stakes (Gr. II, 2.400 m, 215.000 sterline) vinte in sella a Star Catcher (5,0), un’altra allieva di John Gosden erede di Sea the Star, medesimo sire di Stradivarius. Se oggi, in queste prime 4 corse del convegno, uno scommettitore avesse puntato un solo euro su Dettori, sarebbe tornato a casa con 450 euro… Non male, vero?

Ma l’incantesimo doveva interrompersi al quinto evento, nel Britannia Handicap (1600 m., in cui  Turgenev, sellato da John Gosden,  in in un campo di 28 soggetti partiva favorito a 4,5:1 ma non andava oltre il secondo posto. Chi ha gioito di questa sconfitta di Frankie? Ma sicuramente gli allibratori! Ça va sans dire… Se il più grande fantino del mondo avesse vinto, come minimo avrebbero pianto per settimane, dichiarato bancarotta ed il più fragile di nervi fra loro si sarebbe suicidato.

Il vero amico è un “uomo vero” e si vede nel momento del bisogno

La cosa più umana e di maggior merito, nel rapporto tra John Gosden e Frankie Dettori, è data dal fatto che i due non sono solo un grande fantino messo in sella ai cavalli migliori di un grande allenatore, ma piuttosto che Gosden è l’uomo che Dettori ha scelto, dopo aver vinto per lui alla fine degli anni Ottanta (la sua prima corsa su un soggetto allenato da Gosden nel 1989, a Redcar) come punto di riferimento morale e roccia cui potersi aggrappare nei momenti bui

. Da Gosden Frankie ha soprattutto avuto l’abbraccio del trainer e dell’amico dopo la caduta nell’inferno, ai tempi della dolorosa squalifica… Lì Gosden aveva davvero abbracciato umanamente Frankie consegnandogli, nel rapporto di stima e di fiducia, le premesse per iniziare la sua seconda vita. Certamente, quella più consapevole e vissuta con gioia. Come marito e padre nell’intimità familiare, come interprete raffinato e insuperabile, in corsa.

E’ proprio per questo che,  per il popolo delle corse, l’italiano Dettori è un… “semi-dio”. Ed è per questo che il secondo posto nella quinta corsa del terzo convegno di Ascot non toglie nulla a Magic Frankie, anzi!… ce lo restituisce in tutta la sua umanità (tanta), col viso stanco ma il sorriso vivace e l’occhio fiero perché, anche oggi, la sua è stata una giornata straordinaria, vissuta con lo spirito di ogni giorno. Già, un vero e proprio dono di Dio: ogni corsa un cavallo da montare ed un traguardo da conquistare…

Dettori-Gosden: è davvero un’accoppiata che miete successi perché giovedì, insieme, hanno anche conquistato la 500a vittoria di team: quando Terebellum ha vinto a Goodwood.
A distanza di 7 anni, sembra un secolo da quando Dettori ha rescisso il contratto con lo Sceiccone e poi rinunciato all’ingaggio degli Al Thani, gli sceicchi del Qatar. Nel frattempo, consolidatosi il rapporto sfavillante e prezioso con John Gosden, nel tempo sono venuti con Golden Horn un Derby di Epsom e poi la… “inarrestabile coppia” ha inanellato le due vittorie nell’Arc con Enable ed infine il fantastico doppio con Stradivarius, nella Ascot Gold Cup.

Vai al VIDEO:https://www.facebook.com/profile.php?id=100007434615182

 

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Stradivarius 2018 Cartier Champion Stayer in Europe.

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