A Maia, ricordando Federico Tesio e Mario Incisa della Rocchetta

 Di Giorgio Bergamaschi

Viacava e Thoma, due 3 anni nel segno di Dormello

Riccardo Santini racconta le sue punte: molto interessante il profilo della deb da Rio della Palata, fondate speranze per un ritorno in cattedra da parte dell’erede di Zoffany

 

di Giorgio Bergamaschi

 

Merano – Una delle “gioie” che più meritano d’essere vissute nell’arco delle estati meranesi è l’appuntamento con la stagione breve (troppo!) del piano. Perché si incontrano gli amici vecchi e quelli nuovi; perché i ristoranti di punta (e non) s’affollano di proprietari  e allenatori richiamati dalla sapienza e dall’eleganza di questa terra, che vive di enogastronomìa e di turismo di bel profilo… Ma anche (e soprattutto) perché ci vien data la possibilità di cercare, nelle pieghe dei programmi, prospetti di campioni in erba che scelgono Maia per debuttare. Come è accaduto lo scorso anno con Lamaire proprio nel Premio Lana che va in scena proprio domani (ma con proposizione mutata e senza un dormelliano al via).

 

La breve stagione del piano va rivista, ridisegnata e arricchita di una listed per 2 anni

 

Certo che per Maia è un pregio ed un fregio l’aver ospitato e applaudito il debutto vincente della figlia di Casamento, laureata delle classiche Oaks d’Italia nella Primavera di  S. Siro. Proprio per questo, vogliamo tornare (ma non in punta di penna) ancora e di nuovo su un fattore. La validità della stagione meranese per “lanciare” prospetti di importanti “griffes” giovani e di acclarate ambizioni: Lamaire insegna.

Dunque, nella pausa estiva osservata dalle piste metropolitane, Merano offre l’unico tracciato sul miglio con una curva sola. Maia garantisce un bel percorso ed una curva di fondo agevole, per preparare i cavalli all’allungo in retta d’arrivo (di oltre 650 metri) che si presenta leggermente in discesa: e perciò, essendo “falsamente tecnica”, l’impegno del due anni non è così massacrante, come ad esempio lo è quello imposto dalla “pista della verità”, perfettamente piatta e implacabile! Il vantaggio? Ha più facce: i punti sopra descritti, e l’opportunità per le scuderie di testare i loro 2 anni per poi presentarli a Roma e Milano, con un utile bagaglio di esperienza maturato nella breve vacanza meranese. Che, oltretutto, permette ai soggetti di maggior prestanza di godere di un clima, di un’acqua e di un’atmosfera, che altrove è difficile poter vantare… Sì, lo so, sono anni in cui tutti guardano al soldo, sbavano per interesse e al posto del tappeto davanti la porta di casa han messo la cultura, che un tempo era l’emblema della nostra ippica.

Del resto, per quanti vantano un’anagrafe oltre gli… “anta”, mi piace ricordare che un bel Maestro quale è stato Fernando D’Uva non lasciava mai a Milano i suoi babyes. E, una certa estate degli anni Settanta, un suo elegante grigio s’era completato e rafforzato al punto, per andare a vincere nientemeno che un Chiusura. Si chiamava Ferrer, e gli anni erano quelli di un altro due anni, Emkar, che Peppino Colleo per la Andy Capp aveva preparato miratamente per analogo target. Vincente.

Insomma, Maia deve diventare anche un approdo… “vacanziero” per i soggetti migliori che, poi, dovrebbero aver garantita una prova adeguata a conclusione del ciclo meranese, che andrebbe un po’ “ridisegnato”. Come? Con un Criterium elevato a livello di Listed Race. Chè, se altrove – su piste meno significative – per anni abbiamo assistito a listed certamente di valore in virtù dei cavalli che lì hanno la pista sotto casa, quella che dovrà essere programmata a Merano lo sarà per contro assolutamente significativa. Perché Merano è sì un po’ lontana dalla Toscana, dal Lazio e dalla Campania (ma non dalla Lombardia!), ma certo le condizioni ambientali permettono una trasferta gratificante per il cavallo e appagante le ambizioni di scuderia. Lamaire docet!

Città di Merano e Glorenza, clou di un convegno incentrato sui 3 anni

 Nell’attesa del Ferragosto in cui reciteranno a soggetto le femmine di 3 anni ed oltre che animeranno la Listed intestata all’ EBF – Terme di Merano, domani va in scena un H. P., il Premio Città di Merano, in cui la coppia di Alduino Botti si presenta con i crismi del… “vincitore in pectore. Enfant Prodige e Painful è la coppia bene accreditata di Botti, che si presenta al via del 1600 in vantaggio ponderale rispetto al top weight “targato” Grizzetti, quello Zoman gravato di 61 kg che non avrà vita facile. Anche perché dovrà guardarsi dall’inviato di Kurt Fekonia, Number One Run, che Sarah Steinberg trasferisce da Monaco-Riem nella convinzione di poter recitare ruolo di primo piano.

E però, è più che eventuale l’affondo velenoso che potrebbe portare a tutti Thoma, il dormelliano che aveva vinto all’esordio fiorentino in categoria modesta, poi però secondo al successivo  impegno in una condizionata importante… così pagando lo scotto di situazioni ponderali punitive. Così Riccardo Santini sul dormelliano: “Questo Zoffany ha poca esperienza, e però è venuto bene avanti. Trova una situazione non semplice in questo schema, in cui la coppia di Botti e il tedesco della signora Steinberg paiono pretendere il pronostico… Certo, Thoma è venuto bene avanti, e credo possa disputare una corsa onorevole”. Il Fert Agramante e Say You Do, entrambi scarichi, cercheranno l’inserimento nella lotta per il successo.

Nel Premio Glorenza, sempre per il training firmato da Santini potremo seguire Viacava, una Rio de la Plata con madre Via Emilia che approfitta di questa occasione per fornire il suo debutto. Attesa sin qui solo perché ritenuta buona e meritevole di debuttare a modello completato? Anche, ma non solo. Spega il bravo trainer della Dormello Olgiata: “Viacava è una cavalla ben fatta, poggia su un buon telaio e la struttura dell’atleta è davvero piacevole. Ma abbiamo dovuto ritardarne l’impiego per via di un difetto di respirazione… Poca cosa, d’accordo, e però siamo voluti andare a fondo del problema, perché non si poteva trascurare una piccolezza che poi, andando incontro a carichi di lavoro più onerosi, avrebbe potuto… bruciare un soggetto dai potenziali assai promettenti. Per questo abbiamo preferito inviarla in Francia, dove è stata sottoposta ad intervento chirurgico ed ora eccola qui, dopo aver ripreso il lavoro dimostrando una certa stoffa. Affrontiamo la trasferta nella consapevolezza che la condizione di Valcava è buona ma non ancora al top. Ha un carattere decisamente… freddo e questo la avvantaggia di certo. Ora, proprio da questa “rampa di lancio” meranese, vogliamo farla decollare verso una carriera che speriamo gratificante”.

Fra i sette avversari, Filapera e Blu Sky Dreamer di Casa Botti, così come Camomilla di Marco Gasparini.

Le altre corse, il vincitore del Vanoni a fa capolino contro 5 avversari nel Vincenzo Pollio

Sarà accolto con curiosità e ammirazione, nel convegno, quel Prince d’Orage che dopo aver vinto il primaverile Ezio Vanoni si ripresenta nel Premio Vincenzo Pollio (steeple chase m. 3.800), per ribadire statura e buon momento che, uniti alle ambizioni del portacolori dell’ A Team, ne fanno il chiaro favorito.  Lo affrontano Leonardo da Vinci, un… primus inter pares (alla luce della carriera sin qui disputata), ed una coppia di Marganska composta da American History e Storm Again.
Sulle siepi del Sinigo, si annuncia il possibile successo per Big Fly, ma un Dalton in formato “estate 2018” potrebbe garantire il successo all’ex dormelliano.
E c’è ovviamente attesa per la prima corsa dell’anno a Maia per i baby di due anni: sette al via nel Lana, con Passerotto, Sakee’s Cross e Secret Mountain in evidenza. 

 

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