Equitazione🏇Campionati europei: ecco cosa ne pensa Paolo Manili.

LUCI E OMBRE DELL’ITALIA EQUESTRE
AI CAMPIONATI D’EUROPA

di Paolo Manili

Inizia con questo servizio la collaborazione a Chavalier.net di uno dei maggiori giornalisti equestri e ippici.

 

Lo sport equestre azzurro è stato protagonista in Europa nell’arco di tutta la stagione agonistica 2019, anche se poi i risultati finali non hanno corrisposto pienamente alla valenza effettiva sul campo dei nostri binomi. Per spiegarci meglio: gli Europei delle tre discipline olimpiche più il paradressage, a Rotterdam, mettevano in palio la qualifica all’Olimpiade di Tokyo 2020 ma l’ha ottenuta solo il completo azzurro, non il salto ostacoli. Buio nel dressage, che non era in gara. Strepitosa invece la conquista di ben due medaglie d’argento individuali nel dressage Paralimpico da parte di Sara Morganti sulla fidata Royal Delight a Rotterdam.
L’unico titolo europeo senior è arrivaro, invece, da un’altra disciplina, l’endurance, ad opera di una autentico talento delle lunghe distanze, la 19enne e già plurititolata Costanza Laliscia in sella al grigio arabo Sasha El
Completo
Il completo ha ben figurato in ciascun appuntamento della Fei Nations Cup di quest’anno, è arrivato all’appuntamento continentale di Luhmulen in Germania (settimana scorsa), da leader della classifica e, cogliendo la quinta posizione nella gara ha conquistato uno dei due pass che erano in palio per l’Olimpiade di Tokyo (in palio per fra prime due nazioni non ancora qualificate e davanti a noi solo la Svezia non lo era, quindi il passa è toccato ai gialloblù e a noi). Dunque missione compiuta, i completisti azzurri andarono a Tokyo.
Il team Italia a Luhmulen era diretto da Giacomo Della Chiesa (selezionatrice Katherine Lucheschi) ed era composto da Pietro Roman (Barraduff), Arianna Schivo (Quefira de l’Ormeau), Giovanni Ugolotti (Note Worty) e Vittoria Panizzon (Super Cillious).
Per la cronaca il titolo è stato vinto dalla Germania (82,5), argento alla Gran Bretagna (104,8), bronzo alla Svezia (105,1). A livello individuale l’oro è stato conquistato dalla tedesca Ingrid Klimke (Hale Bob Old), l’argento dal suo connazionale Michael Jung (Fisher Chipmunk Frh) il quale dopo la seconda prova era in testa e ha commesso errore nell’ultima gara, bronzo all’irlandese Chatal Daniels (Rioghan Rua).
Salto ostacoli. 
Il salto ostacoli azzurro a sua volta ha primeggiato nell’arco di tutta la stagione 2019, nonostante le decisioni Fei non l’abbiano certo favorita: attibuendoci la tappa di San Gallo la settimana successiva al Csio di Piazza di Siena ci ha costretti a mettere in campo contemporaneamente due squadre, cosa non facile di questi tempi nemmeno alla Germania. Una “ripicca” perché il Csio di Piazza di Siena si è staccato dal circuito Fei Nations Cup ? Forse no ma a pensar male a volte ci si azzecca.
Comunque le formazioni schierate di volta in volta da Bartalucci sono andate sul podio in ciascuna delle quattro tappe della Fei Nations Cup che davano punti all’Italia: secondo posto a San Gallo, Svizzera, terzo a Falsterbo e Hickstead, ossia in Svezia e Inghilterra, infine secondo posto a Dublino, Irlanda. Oltre a questo una squadra più “giovane” la settimana dopo ha vinto la Coppa delle Nazioni del Csio di Gijon, Spagna, gara nella quale tuttavia gli azzurri non andavano a punti. Ebbene, nonostante cinque podii nella stagione l’Italia non ha conquistato la qualifica olimpica, perché questa veniva attribuita ai Weg di Tryon 2018 e agli Europei di Rotterdam 2019  (subito dopo il Csio di Dublino) dove ci siamo piazzati al nono posto.
Se sia giusto attribuire la qualifica olimpica in due gare secche anziché calcolando un arco di tempo non vogliamo dire. E non vogliamo nemmeno dire che l’Europa merita di inviare ai Giochi un maggior numero di squadre, dato che nel vecchio continente l livello del salto ostacoli è altissimo. Certamente a Tokyo ci saranno nazioni che, grazie alle sperequazioni tecniche nelle qualifiche tra diversi gironi, sono sicuramente di livello inferiore e che hanno ottenuto il pass olimpico dovendo affrontare anche meno impegni.
Sempre per la cronaca, il team azzurro agli Europei era composto da Luca Marziani (Tokyo du Soleil), Giulia Martinengo (Elzas), Riccardo Pisani (Chaclot), Bruno Chimirri (Tower Mouche). Ma volgiamo anche citare Lorenzo De Luca (Ensor de Litrange), costretto al forfait da un risentimento del suo cavallo, nonché Paolo Paini (Ottava Meraviglia di Ca’ San Giorgio), rimasto a casa. Col senno di poi ci sarebbe da chiedersi se una squadra diversa agli Europei avrebbe fatto meglio, magari conquistando uno dei due pass per Tokyo.
Sempre per la cronaca il titolo europeo è stato conquistato dal Belgio che ha chiuso con un totale di 12,07, seguito dalla Germania, argento con 16,22 e dalla Gran Bretagna, medaglia di bronzo, con 21,41. Seguono dal quarto al decimo posto Francia (25,39); Svezia (26,81), Svizzera (31,83), Irlanda (34,36), Olanda (38,90), Italia (39,74), Danimarca (50,65).
Il titolo individuale è stato conquistato dall’elvetico Martin Fuchs che in sella a Clooney 51 è stato l’unico a non toccare neanche una barriera in tutto il Campionato e a chiudere con un totale di 4.46 (3,46 nella prova a tempo tabella C e 1 nell’ultima prova). Argento per il britannico Ben Maher in sella a Explosion W (4,62), mentre medaglia di bronzo per il belga Jos Verloy-Igor (6.68).
Dressage.
L’Italia non è stata in grado di schierare una squadra, quindi non ha partecipato agli Europei. Nemmeno con binomi a solo titolo individuale. Un campanello d’allarme per il “movimento”, puri in un momento fortunato per le altre discipline. La cronaca, dunque, è tutta in lingua straniera, anzi tedesca, grazie che la Germania ha dominato sia a squadre che a titolo individuale.
Il podio
Nel dettaglio il team germanico ha vinto con distacco sugli inseguitori: Isabell Werth-Bella Rose 85.652%, Dorothee Schneider-Showtime FRH 80.233%, Sönke Rothenberger-Cosmo 79.084% (punteggio scartato per Jessica von Bredow Werndl con Tsf Dalera BB 76.894%). Per la Werth è la 22esima medaglia continentale, l’11esima a squadre. La medaglia d’argento è andata alla Danimarca e quella di bronzo alla Svezia.
Le medaglie del Grand Prix Special: oro Isabell Werth su Weihegold OLD (GER), argento a Sonke Rothenber
su Cosmo, bronzo a Cathrine Dufour su Atterupgaards Cassidy (DEN)
Le rand prix freestyle: oro a Isabell Werth and Weihegold Old (GER), argento Sonke Rothenberger e Cosmo (GER), bronzo a  Cathrine Dufour and Atterupgaards Cassidy (DEN).
Paradressage.
Abbiamo una fuoriclasse, Sara Morganti su Royal Delight, che ormai da anni è la nostra bandiera in questa disciplina. La due volte iridata ha conquistato a Rotterdam due medaglie d’argento europee individuali nel Grado 1 (quello previsto per la disabilità più gravi),  mentre negli altri Gradi gli altri azzurri hanno chiuso con buoni piazzamenti individuali e la squadra si è piazzata al quinto posto.
Gli altri azzurri in gara schierati dal responsabile federale della Nazionale, Ferdinando Acerbi, erano la giovane Carola Semperboni con Paul (Grado 1), Francesca Salvadé con Oliver Viz (Grado 3) e federico Lunghi (Dance Valley).
Endurance.
L’unico titolo europeo vinto a livello senior da un cavaliere azzurro, anzi da un’amazzone azzurra, è quello conquistato con una gara strepitosa dalla 19enne Costanza Laliscia in sella a Sasha El Kandahar a Euston Park in Inghilterra. La già plurititolata fuoriclasse di Perugia ha colto un successo che resterà nella storia dell’Endurance azzurra.
Il risultato è arrivato al termine di un’eccellente strategia di gara per l’amazzone del Fuxia Team che ha impiegato il 13enne grigio della scuderia F3, ossia dello sceicco Hamdam del Dubai, figlio del promo monitor HH Sheik Rashid Al Maktoum, lo stesso che è titolare dalla arcinota Scuderia Godolphindi di galoppo.
Costanza Laliscia, in sella a Sacha El Kandhaar, dal primo al quinto anello ha mantenuto la seconda posizione, per poi sferrare l’attacco finale nell’ultimo giro vincendo con una irresistibile volata finale che l’ha visita arrivare su traguardo con 45” di vantaggio sulla seconda piazzata. La neo Campionessa d’Europa individuale – già plurimedagliata a livello giovanile – ha concluso la sua gara a una media oraria incredibile di 22,47 km/h.
Episodio clamoroso: dopo aver superato l’ispezione dell’ultimo cancello veterinario all’arrivo, con una medaglia di bronzo già in tasca, Carolina Asli Tavassoli su Sequinte (compagna della Laliscia nella scuderia perugina Fixiateam) è stata squalificata per il peso. Il Team Italia a Euston Park ha presentato ricorso che è atto tuttavia respinto.

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