Jockey Club: un tempo vi correvano Ribot, Molvedo e Tony Bin, ora…

Nella foto di apertura, il rientro di Ribot, dopo la vittoria nel Jockey.

di Paolo Allegri

Il gran premio di domenica presentato da Paolo Allegri. Un italiano dei Botti per batterei tedeschi. Difficile, molto difficile. La corsa ha visto al via grandi protagonisti, oltre a Ribot, suo figlio Molvedo, e poi Tony Bin, Blmerino, battuto da Stateff di Lady M. e altri ancora. Oggi purtroppo è terra di conquista di tedeschi di media levatura. mengtre quelli buoni neppure ci vengono. Per non parlare di francesi e inglesi, che non sanno neppur più dove si trova San Siro.

E’ la domenica del Gran Premio del Jockey Club, il gruppo due per i tre anni ed oltre, sui 2400 metri di Milano, distanza selettiva con quegli ottocento metri della verità, sulla pista grande di San Siro. Edizione essenziale della classica autunnale e con il guanto di sfida lanciato dal tre anni del momento sulle piste italiane, quel  Chestnut Honey in giubba Effevì (Alduino Botti al training) che da eterna promessa si è finalmente rivelato purosangue di spessore con una suite straordinaria: Italia-Merano e Tesio, un triplo di perle mettendo in campo maturità tecnica, agonistica e un superbo finale di corsa, che gli ha consentito di prevalere in lotta in tutte le tre corse riportate da giugno a settembre. E’ il momento dell’esame di laurea per il figlio di No Nay Never che domenica avrà Fabio Branca in sella e sarà affiancato dall’alleato Chasedown (Dario Vargiu). L’opposizione è quella tosta di tre inviati dalla Germania con il 5 anni Colomano laureato di gruppo 2 a Colonia a tre anni e in buona evidenza in questo scorcio di stagione con piazzamenti nel  vertice di gruppo 1 di Baden Baden e a Colonia nel Preis Von Europa. In entrambe le occasioni l’anziano che nel Jockey sarà montato da Martin Seidl è stato battuto dalla tre anni Donjah. una figlia dell’irlandese Teofilo che dopo due corse a due anni è rientrata direttamente nelle Oaks tedesche dove ha figurato al sesto posto. Poi la crescita notevole mostrata in settembre con il secondo posto nel Grosser Preis Von Baden, a cospetto con gli anziani, e, sempre a livello di gruppo 1, il terzo posto a Colonia dello scorso 22 settembre. Donjah sarà in pista a San Siro con la sua chance rafforzata dalla presenza del compagno di colori Khan, un 5 anni collaudato in corse di gruppo dove pur senza eccellere si è distinto per la regolarità di rendimento. La sua partecipazione a Milano sembra in appoggio alla talentuosa compagna di colori. L’edizione 2019 di questo Jockey Club essenziale ma di buon profilo tecnico dunque propone il tema della sfida, probabilmente un match, tra due cavalli di tre anni, l’italiano Chestnut Honey e la tedesca Donjah, che approdano al big event milanese con la suggestione di soggetti in notevole espansione tecnica.  Due cavalli con poche corse all’attivo in carriera e con ancora energie per affrontare al meglio un contesto prestigioso e impegnativo come quello dei 2400 della pista grande di San Siro. Una corsa, dunque, ancora bella e accattivante, che potrebbe regalarci un finale emozionante. Andiamola a vedere, amici delle corse.

 

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