Tutto sulla Breeders’ Cup edizione n.36 con tutti i video. Un nostro grande servizio.

a cura di Paolo Allegri/Chavalier.net

Bricks and Mortar, il laureato del Turf era stato acquistato da Eugenio Colombo per Shadai Farm in primavera; un grande affare dato che il figlio di Giant’s Causeway ha vinto 4 gruppi 1 e verrà probabilmente eletto cavallo dell’anno.

 

 

Il commento

Il commento, questa edizione 2019 della Breeder’s è apparsa bene organizzata ma con un calo di partenti rispetto ad altre edizioni e la conferma di un trend che si era già manifestato: un ruolo sempre meno da protagonista dei cavalli provenienti dall’Europa. Dopo i primi due decenni della manifestazione che videro i big del Vecchio Continente mirare alla trasferta negli States come target di un’annata o comunque con l’obiettivo di confermare Oltreoceano un valore acquisito in Europa, il nuovo corso della Breeder’s sembra dire altro. Come se quella scorpacciata di grandi corse serva solo a stabilire chi è il migliore tra i cavalli allenati nel Continente Americano. Fiumi di dollari per stabilire il numero 1. Ma a stelle e strisce. La Vecchia Europa sembra quasi disinteressata, le stelle restano a casa dopo una lunga stagione e le seconde scelte che atterrano in America arrivano già prive delle energie migliori dopo una lunga stagione sui prati di Francia, Inghilterra e Germania. Come dire che la Breeders è diventata uno sport solo per gli americani. Il verdetto che arriva da Santa Anita è soprattutto questo. Il trend del nuovo galoppo mondiale inquadra questo cambiamento di scenario.

Nel primo weekend di novembre l’ippodromo di Santa Anita ha ospitato la super giornata della Breeders’ Cup, crocevia internazionale per l’attesa sfida di fine stagione tra i big del galoppo americano e gli inviati europei.

Classic 

Undici purosangue al via nel Classic ed in un bel tondino chiudeva favorito McKinzie a 5 contro due. Alla sgabbiata War Of Will assumeva la leadership della competizione nei confronti di McKinzie, al cui esterno galoppava Mongolian Groom con Vino Rosso in quarta posizione. Lo schema non variava fino alla curva finale con McKinzie e Mongolian Groom che scavalcavano il leader e dalla quarta posizione muoveva anche Vino Rosso, che sul tramonto della piegata avvicinava sensibilmente McKinzie. In retta, purtroppo, la corsa si faceva dramma con Mongolian Groom che a 400 metri dal traguardo si fratturava irreparabilmente al posteriore sinistro. Vino Rosso staccava netto su McKinzie, che ha pagato la distanza al limite, mentre Higher Power risaliva bene dal gruppo per il terzo gradino del podio. Vino Rosso è un erede di Curlin, che ricorda nella potenza e nel manto.

Turf – 

Qui ha rischiato di vincere un cavallo a 50 contro uno, United, ma Bricks and Mortar lo ha agguantato a 80 metri dal palo. Una vittoria quasi allegriana (il riferimento è all’ex allenatore della Juventus appassionato di cavalli), non proprio un corto muso, ma quella testa che Bricks and Mortar ha messo avanti a palo vicino. Al terzo posto Anthony Van Dick, benino ma non benissimo per l’ospite irlandese visto il favorevole percorso tutta corda. Il laureato del Turf era stato acquistato da Eugenio Colombo per Shadai Farm in primavera; un grande affare dato che il figlio di Giant’s Causeway ha vinto 4 gruppi 1 e verrà probabilmente eletto cavallo dell’anno.

Distaff 

ha parlato argentino il Distaff, grazie a Blue Prize, approdata a Santa Anita in condizione di freschezza, mentre la favorita Midnight Bisou, seconda a una lunghezza e mezza, era all’ennesimo impegno di una stagione intensa.

Filly and Mare Sprint –

Da un capo all’altro Covfefe ha dominato il Filly and Mare Sprint, con Joel Rosario in sella. Al secondo posto una Bellafina molto efficace nelle battute conclusive, a distacco le altre con il terzo posto della sorprendente Dawn The Destroyer. Di rilievo il tempo della vincitrice che ha volato i 1400 metri con il tempo di 1.22.4

Turf Sprint – 

Cronometro bollente anche nel Turf Sprint con Belvoir Bay, sei anni da Equiano, che ha vinto in 54.83. Qui correva Frankie che interpretava Imprimis, solo sesto.

Dirt Mile

Successo nel Dirt Mile di Spun to Run,che il jockey Irad Ortiz ha subito imposto all’evidenza in falsa andatura. Tardive le mosse del favorito Omaha Beach, che poteva solo prendere il posto d’onore con Mike Smith che è caduto nella trappola tesa da Ortiz. Il vincitore si giocava a dieci contro uno ed ha fatto un’autentica impresa approdando ad uno step di assoluto prestigio dopo aver vinto al massimo in gruppo tre.

Filly And Mare Turf  

Delusione dell’attesa Sistercharlie nel Filly And Mare Turf dove colpiva Iridessa per la gioia di Joseph O’Brien. L’irlandese si sistemava alle spalle della leader Mirth, in retta c’era la puntata di Sistercharlie che però calava con il passare dei metri così passava Iridessa. La figlia di Ruler Of The World, al quarto successo di gruppo 1, doveva difendersi nel finale da una coriacea Vasilika, che lungo la corda terminava a un’incollatura.

Mile – 

Il Mile ha visto l’en plein dei cavalli allenati negli Stati Uniti con due femmine al traguardo, Uni, passata nel finale su Got Stormy che aveva provato la soluzione sulla piegata conclusiva. La laureata del Mile è una More Than Ready acquistata a Deauville per 40 mila euro.

 

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