Tutte le responsabilità di Snaiteh nella gestione dell’ippodromo

Claudio Gobbi

Nella foto di apertura la vittoria di un grande protagonista del galoppo milanese, italiano e internazionale: l’immenso Nearco

Al di là dei fatti che coinvolsero drammaticamente la moglie di Camici e di un groom grazie a una buca nel terreno della pista di allenamento di Trenno con evidente responsabilita della società, e dell’attuale contenzioso con gli allenatori, le responsabilità di Snaitech e della sua dirigenza vanno ben oltre.

Primo. Negli anni nn vi è stata nessuna promozione delle corse verso i cittadini milanesi con drastico ridimensionamento del numero degli spettatori. A questo proposito nn possono essere considerati spettatori coloro che hanno frequentano i mercatini organizzati nell’ippodromo e neppure quelli delle giornate del Fai, che invece nell’ultimo bilancio delle presenze sono stati impropriamente conteggiati.

Secondo. L’uso televisivo da parte della società nn è stato assolutamente all’altezza di un serio utilizzo dello strumento che nn solo nn è in grado di supportare le corse con trasmissioni di rilievo, ma i cui dirigenti nn sono neppure stati capaci di operare per apportare pubblicità oltre che cultura

Terzo. Le corse, ovvero lo spettacolo ippico. La parte più importante. Il core business di Snaitech sono le corse. Bisogna chiedersi perché da tempo a questa società nn importa nulla dello smantellamento, perché di questo si tratta, delle sue corse principali. Il basso montepremi è sotto gli occhi di tutti. La qualità dei cavalli italiani ed esteri è paragonabile a listed inglesi. Nn solo ma perché la società nn è intervenuta per tutelare il proprio Gran Premio di Milano, la massima prova del calendario italiano di galoppo, dalla riduzione a 2000 metri dai classici 2400 perpetrata dall’organismo del Mipaaf che si occupa del galoppo e di cui fa parte Franco Castelfranchi che s quanto risulta ha un rapporto privilegiato con il comitato pattern internazionale? L’operazione era già stata portata avanti sul derby che, come sappiamo è stato portato a 2200 metri (una distanza senza significato) con esito fallimentare.

Pensare di risollevare le sorti del galoppo italiano con questi mezzucci è velleitario. Se nn si capisce che questi gran premi vanno finanziati, nn c’è alcuna speranza. E Snaitech dovrebbe saperlo.

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