Pretty Polly: una leggenda infinita. Di Paolo Allegri (foto)

di Paolo Allegri

La storia del turf è ricca di grandi femmine, da Andreina a Sceptre, da Kincsem a Allez France. Eroine belle e leggere in un galoppo che scava solchi, costruisce trionfi e leggende. Come quella dell’ungherese Kincsem, 54 corse senza perdere mai. Nessuna però ha una storia suggestiva come quella di Pretty Polly, la saura della vecchia Inghilterra.

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Nelle foto. A sx Pretty Polly in tarining. A dx la cavalla nel dipinto di George Paice

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Una metamorfosi straordinaria la sua, da brutto anatroccolo a candido cigno dal portamento regale. Arriva in Inghilterra dopo essere cresciuta in Irlanda. La genealogia non è da urlo, qualcosa in pista il padre Gellinule aveva fatto vedere ma la madre era stata una cavalla da ostacoli e neppure di prima. Pretty Polly si mostra al suo nuovo allenatore Peter Gilpin come una cavalla dal carattere pigro, scontrosa e intrattabile. Solo una stella in fronte ne rende meno sgradevole l’aspetto. Nei lavori di preparazione sonnecchia, resta apatica in fondo al gruppo quando i compagni di scuderia galoppano allegri su e giù dalla collina di Warren Hill. Un giorno le mettono nel box accanto al suo un pony di nome Joey. Di notte la puledra svogliata e quel piccolo cavallino si trasmettono nitriti che significano affetto e tenerezza, voglia di non separarsi mai.

Una mattina Gilpin decide di far lavorare Pretty Polly con Delaunay, la grande speranza della scuderia per le classiche. La saura dalla stella in fronte, che ha trovato il suo amico del cuore in quel pony, appare trasformata. Pretty Polly vola, è un’autentica furia, ha vinto la sua pigrizia. Si è spogliata del torpore che la teneva prigioniera. Il mantello si è fatto lucido, adesso brilla di riflessi oro. È il momento di debuttare in una corsa vera. L’inseparabile Joey l’accompagna alla partenza e all’aprirsi delle gabbie nell’ex brutto anatroccolo scatta una scintilla. È il là ad un galoppo esplosivo. Il profilo di Pretty Polly corre veloce sulla pista e non si ferma mai. Vengono i trionfi giovanili nelle Middle Park, dove St. Amant futuro dominatore del Derby di Epsom si deve arrendere, e nelle Cheveley Park. Fuoriclasse immensa, Pretty Polly sigla un grande slam leggendario: sono sue a tre anni in una suite imperiale le Mille Ghinee, le Oaks e il St. Leger, la Triplice Corona delle Femmine.

Dopo ogni trionfo la saura volante indugia quasi a reclamare l’ovazione della folla. Si guarda intorno a cercare quel pony che l’accompagna ad ogni partenza. E con il quale scambia nitriti, messaggi teneri che allontanano la paura del temporale quando la notte rovescia acqua sui prati d’Inghilterra. I cavalli hanno sentimenti meravigliosi. Forse restano sempre un po’ bambini. E scrivono favole. Come quella di Pretty Polly e del suo amico pony, ancora viva, indelebile nella memoria dopo un secolo.

La famiglia di Pretty Polly attraverso Molly Desmond è presente nella linea femminille di uno dei più grandi galoppatori della storia, il fascinoso Brigadier Gerard, allenato da Dick Hern e montato sempre da Joe Mercer. Vinse le Duemila Ghinee del 1971 sconfiggendo Mill Reef, il futuro derbywinner di Epsom e laureato dell’Arc. In autunno allungò sul miglio e un quarto delle Champion Stakes di Newmarket, successo che bissò nella stagione 1972. Quella fu l’ annata della sua consacrazione del “Brigadiere” con il sigillo sul tracciato di Sandown Park sui 2000 metri delle Eclipse Stakes ribadito dal vertice assoluto delle King George VI and Queen Elizabeth Stakes sul miglio e mezzo di Ascot, La grande qualità di Brigadier, un grande e scultoreo baio, gli veniva da Phalaris e da Prince Chevalier. Il secondo, attivo a metà degli anni Quaranta, faceva parte di quella dinastia dei Principi ben rappresentata dal padre Prince Rose, sire anche di Princequillo, da cui Round Table e di quel Prince Bio dal quale discendono Sicambre, Northern Light e il nostro Sedan, portacolori della Razza Ticino che vinse il Derby alle Capannelle nel 1958 battendo Tiepolo e Peveron. Quel Nastro Azzurro che auguriamoci di veder disputare appena l’emergenza epidemiologica cesserà e il profumo dell’erba, i cavalli al tondino, le casacche colorate dei fantini, accompagneranno di nuovo le nostre domeniche. Sognando ancora felicità.

Pretty Polly e il Kentucky Derby

Il Wood Memorial Stakes del 2019, è stato vinto dal figlio di Curlin, Irish War Cry di 3 ½ lunghezze da Battalion Runner. Come si comporta nel Derby del Kentucky dovremo ancora aspettare tre settimane, ma se vince, sarà davvero una vittoria notevole.Per la prima volta nella storia, un cavallo della leggendaria famiglia Pretty Polly avrebbe preso Run for the Roses.

 

 

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