Le corse dalle origini in Usa nel segno di Man O’War, il Grande Rosso (video).

 

Nell’immagine di apertura Australian, e Le genealogie di Man O’War e di Australian

La storia del galoppo americano raccontata da Paolo Allegri, una storia infinita di campioni che ha arricchito il mondo del Turf internazionale. In un video in bianoco e nero, il più grande cavallo della storia degli Stati Uniti, Man O’War, il Grade Rosso.

di Paolo Allegri

Quando negli anni Sessanta dell’Ottocento, Australian, figlio del primo laureato della Triplice Corona inglese West Australian, viene esportato negli Stati Uniti, si avvia una nuova fase del galoppo americano. E’ quella dell’importazione di stalloni importanti dall’Europa, un momento storico dal quale origina la prosperità del galoppo a stelle e strisce. Eclipse, Herod e Matchem sono i tre capostipiti dai quali discendono anche i campioni di oggi. A metà dell’Ottocento, Eclipse con i suoi discendenti sembrava aver oscurato Herod e Matchem. Ma nei cultori, negli studiosi del purosangue saranno i trionfi di West Australian e la vendita negli Stati Uniti di quel suo erede, Australian, a rimettere tutto in discussione. Quel vincitore nel 1853 della Triplice Corona inglese e, a quattro anni, in stile importante della Gold Cup, infatti appartiene alla famiglia di Matchem attraverso suo padre dell’imponente Melbourne, uno dei più grandi stalloni che abbia posseduto l’Inghilterra. Australian, continuatore di quella pregiata linea del galoppo mondiale, approda nel più celebrato allevamento degli Stati Uniti, la Woodburn Farm, nel Kentucky, dove per ventuno anni, a partire dal 1857 funziona anche uno dei più grandi campioni americani, Lexington (famiglia di Herod). In razza Australian si fa subito notare come padre di Spendthritf, laureato delle Belmont Stakes. Elegante, ricordando in questo l’avo inglese West Australian, in corsa Spendthrift impone la sua qualità, vincendo nove delle sedici corse disputate. In razza è ancora più valido dando origine a grandi vincitori come Kingston (dollari 139.562, di somme vinte, un record per l’epoca) e soprattutto Hastings, un altro laureato delle Belmont che generando Fair Play dà il via a una linea, quella di Man O’War, destinata a imporsi come solida e vincente negli Stati Uniti. Fair Play, un sauro piacente, alto di posteriore, dal dorso lungo e un po’ insellato, trasmette ai suoi figli un temperamento ideale (ottimi in box, grintosi in corsa) e sanità assoluta. Fair Play, capolista degli stalloni nel 1920, 1924 e 1927 in Usa, produce il suo capolavoro in Man O’War, atleta potente dal mantello rosso. E’ il 1919 quando ‘The Big Red” scende in pista a due anni. Dieci uscite e nove vittorie con uno stile impressionante. Quando è battuto, ha lasciato molte chances perdendo la partenza, ma rimontando con un inseguimento straordinario che gli vale il secondo posto. Undici corse a tre anni e undici spettacolari successi. Per molti cultori resta ancora il più grande cavallo che abbia mai corso in America, il purosangue che accese la fantasia di una Nazione intera. Nel 1921 il suo proprietario, Sam Riddle, ricevette un’offerta di un milione di dollari. Ma rifiutò con una motivazione: “Molti uomini possono possedere un milione di dollari, ma solo un uomo può possedere Man O’War”. In razza fu formidabile padre di fattrici. Il grande Rosso fu la colonna della Faraway Farm, al centro della quale gli è stato eretto un monumento di bronzo. Man O’ War visse trent’anni e andavano a trovarlo scolaresche, appassionati, turisti come si va a visitare un monumento o un museo.  Le sue figlie generarono ben 124 vincitori di stakes. Tra i suoi figli il migliore fu War Admiral, cavallo piccolo, ricco di espressione e di coraggio. Vinse ventuno delle ventisei corse disputate, centrando la Triplice Corona americana. In razza War Admiral fu avo materno di Never Say Die, che un giovanissimo Lester Piggott portò al successo nel Derby di Epsom del 1954. Never Say Die non era facile da allenare così preso venne inviato in razza. Il suo pedigree era esemplare, da un lato attraverso il padre Nasrullah c’era il sigillo di Nearco e dunque la famiglia di Eclipse; dall’altro la madre Singing Grass, portatrice del sangue di Matchem  attraverso War Admiral, Man O’War, Fair Play, alcuni dei protagonisti di questa puntata delle storie del purosangue che abbiamo dedicato al galoppo americano. Nomi leggendari che con le loro imprese hanno regalato emozioni, quello che l’ippica, come tutto il grande sport, in ogni epoca origina, aggiungendo vita allo scorrere del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.