Equitazione. Storia di una passione: cronaca di una coppa delle nazioni. (parte prima e seconda)

Questa l’esplosione di gioia dopo l’ultimo salto di Antonio Alfonso ultimo percorso dei due giri di coppa, percorso netto. Duccio abbraccia il papà di Filippo Bologni.

Nella foto l’esplosione di gioia del team vincitore. A sx Duccio Bartalucci capo spedizione.

Nelle foto qui sopra. A sx la proprietaria del cavallo, Roberta Zaganelli. Al centro in alto CONQUESTADOR e Antonio Garofano. A dx una fattrice con redo di Roberta Zaganelli.

Un racconto unico, la storia di un cavallo, e di un concorsi ippico internazionale vinto nelle parole della sua appassionata proprietaria.

di Roberta Zaganelli

Di quando ha inizio l’avventura.

Una gara di Coppa delle nazioni da dietro le quinte sono un’esperienza senza eguali nel mondo dell’equitazione, ma io che sono una proprietaria di cavalli la soffro ancora di più. La preparazione sportiva parte molto tempo prima, all’inizio della stagione agonistica cominciando con un severissimo vet check una gestione alimentare equilibrata, un programma atletico ben studiato, esercizi in campo, consigli, confronti e conforti. I proprietari invece, insieme ai supporter le mogli i parenti e affini di tutti i componenti della squadra, attivano immediatamente il tam tam delle operazioni di routine: spunta calendario iscritti, pillole di serotonina, esercizi mentali sopravvivenza grande evento, scongiuri di rito, richiesta di interventi soprannaturali, formule magiche, superstizioni e scaramanzie.

Il giorno della partenza del van, insieme al portellone si chiude un capitolo importante, l’immenso lavoro per quei 90 secondi di gara, e quando cavallo e cavaliere partono per il concorso, I supporter tessono una ricca trama di relazioni ai quali viene affidato il fragile compito di supporto dei supporter stessi: pensatemi, mandate influssi positivi, guardate lo streaming, non ditelo a quello, quell’altro deve fare le stesse cose dell’altra volta e così via con le indicazioni di massima. Last but not least chat collettiva al fine di minimizzare le perdite di tempo, perchè si sa in gara il tempo è prezioso.

Il giorno della gara ha inizio con quell’insolito silenzio misto a nausea per ansia da prestazione. Sveglia traumatica, adrenalina in circolo, abbigliamento rigorosamente appropriato. Eh si i vestiti hanno un’importanza direttamente proporzionale all’entità del concorso. Maglietta fortunata, braccialetti scaccia malocchio, scarpe da letame-campo prova-pioggia-fango e scaramanzie.

La preparazione di noi proprietari e accompagnatori si svolge con il mantra della filosofia decoubertiana, siamo qui per partecipare, non per vincere. Non ci dobbiamo creare aspettative. Sarà quel che sarà…certo che…però…

Nel frattempo in scuderia i riti sono più o meno gli stessi, ovviamente con una attenzione maggiore perché è decisamente più accurato l’impegno del binomio, ogni piccolo errore può compromettere la gara. Preparare il cavallo invece è tutta un’altra storia, il quale a suon di coccole passa il vaglio di vari controlli, verifica gambe, garretti, piedi, massaggio schiena, pulizia e lucidatura pelo, intrecciatura criniera. Conquestador è un cavallo molto dolce ed educato, ama i grattini in testa ed è ghiotto dii brownies. 30 minuti prima di ogni gara ne mangia due mentre subito dopo Antonio allunga degli zuccherini. Perché Antonio, ama Conquestador e lo tratta come fosse un gioiello di famiglia, di una famiglia molto allargata, la ‘big’ family composta da me, la vera proprietaria di mia figlia Elena, la sorella Carlotta, la moglie di Antonio Sonia, l’amichetto di Conqui (groom) e naturalmente la sua metà, Antonio Maria Garofalo.

Lucidato. testiera, sella paratendini, testiera si scartano come fossero reliquie le dotazioni della FISE per le gare di Coppa delle Nazioni il sottosella e cuffietta. Non parliamo della tanto sospirata giacca rossa di Antonio con il tricolore nel colletto. Si signori oggi si combatte per il tricolore! E noi siamo fieri ed anche tanto emozionati.

Calpestare campi prestigiosi degli CSIO 5 stelle e poter ammirare un parco ostacoli che non ha eguali, non è appannaggio di molti, averci un cavallo che ci gareggia ancora meno. Mi ritengo fortunata di aver un elicottero chiamato Conquestador, un concentrato di forza e propulsione. Nato da Nabab de Reve e Melissa (da Farmer) ne eredita quella impulsività tipica dei cavalli di talento. Di difficile gestione ha bisogno di un cavaliere pacato e dai modi gentili. Testardo suscettibile ma con un cuore grande ripaga la sua incontenibile esuberanza con la generosità durante lo svolgimento di percorsi complessi che richiedono grandi sforzi.

La ricognizione del percorso per noi accompagnatori invece finisce sempre con gli stessi commenti: è un giro immenso, da qui non se ne esce vivi, legna per questo inverno, no vabbè ma il “4” lo hai visto? Perché il centrale della doppia? la rivieraaaa!

Il campo prova è la penultima dolorosa prova che si affronta. Concentrati e orgogliosi accompagniamo i nostri guerrieri al fronte, e si perché di guerra trattasi miei cari. Dal campo prova la postazione spesso è la seguente: alcuni sbirciano nascosti dietro gli alberi, altri rimangono in attesa in un limbo separato, io assisto e divulgo i dispacci ai turni con Sonia: ha appena iniziato! No sta ancora lavorando in piano… sta cominciando a saltare! Non sai…sta su un oxer che è una casa, Conqui si cappotta, non puoi capire come salta…sta al passo…l’ultimo verticale…aiutoooo.

Garofalo to the gate. Panico.

Chi non appartiene al mondo dei cavalli non può rendersi conto della sofferenza che si prova e l’adrenalina che si produce quando si guarda il percorso dal “kiss and cry”, e nemmeno può immaginare che il percorso oltre al cavaliere lo saltano anche gli accompagnatori. E chi non ha il coraggio di guardare, viene avvolto da un silenzio sempre più assordante. Ogni minimo errore può compromettere il duro lavoro di mesi e anche quello della squadra, dove niente viene lasciato al caso. Si soffre e si gioisce insieme perché anche se l’equitazione non è un gioco di squadra in realtà si avvale di una squadra grandissima.

Antonio Maria Garofalo Conquestador Filippo Bologni Quilazio Antonio Alfonso Donanso  Emanuele Camilli Jakko i quattro principi delle Asturie agli ordini del capo equipe Duccio Bartalucci hanno tutti contribuito alla vittoria della storica Coppa delle nazioni di Gijon in Spagna. Un anno di lavoro per quei maledetti pochi secondi per poi salire sul gradino più alto del podio.

Qualcuno mi ha chiesto più volte se io ero a conoscenza delle caratteristiche di Conquestador che per me è come un figlio, e io non ho mai avuto dubbi. Una mamma lo sa e non può sbagliare!

 

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