Allez France vs Dahlia: un duello infinito. Ce lo racconta Paolo Allegri (video vittoria Allez France Arc 1974).

Nella foto di apertura. A sx Allez F5ance con St Martin, a dx Dahlia con Piggot

di Paolo Allegri

A sx Allez France, a dx Dahlia

Grandi femmine del galoppo mondiale raccontate da Paolo Allegri in esclusiva per Chavalier.net

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Qui sopra il francobollo commemorativo che la Francia ha voluto dedicare alla campionessa di Daniel Wildenstein.

Il video della vittoria di Allez France nell’Arc del 1974

Sportivamente il 1974 è l’anno dei mondiali tedeschi di calcio con la Germania che batte in finale l’Olanda per 2 a 1 in un’edizione dei campionati del mondo che segna nel calcio la ‘rivoluzione’ dei tulipani con il calcio totale. Ma anche l’ippica in quell’anno vive momenti di grandi imprese, soprattutto sui palcoscenici più prestigiosi, quello di Ascot per le King George, in luglio, e tra le quinte rosseggianti del Bois nell’autunno del parigino Arc. Quel 1974 è segnato dal dominio di due grandi femmine, Dahlia e Allez France.

Con un punto di contatto, entrambe nate in America. La saura Dahlia, figlia del laureato dell’Arc Vaguely Noble, a tre anni aveva vinto il St. Alary, le Oaks irlandesi su Mysterious (da Crepello) e le King George di Ascot su Rheingold e Our Mirage. La sua stagione 1973 si era conclusa con una trasferta negli States dove aveva dominato il D.C. International di Washington, allora un mondiale di fine annata. La baia Allez France, allevata dal Bieber-Jacobs Stable e di proprietà di Daniel Wildenstein, era nata nella porpora, essendo erede del crack Sea Bird, laureato di Derby di Epsom e di Arc e della campionessa americana Priceless Gem, una che in carriera aveva sconfitto uno dei più grandi galoppatori statunitensi di sempre, Buckpasser. Nella campagna giovanile e nel circuito classico dei tre anni, affidata in training ad Albert Klimscha, aveva centrato diverse prove élitarie: il Criterium de Pouliches, la Poule d’essai, il Prix de Diane, il Prix Vermeille, finendo seconda nell’Arc 1973. Nelle lunghe serate invernali del 1974, gli appassionati già pregustando le grandi sfide nei templi di Ascot e Longchamp, si dividevano tra Dahlia, che dopo il trionfo americano sarebbe tornata in Europa, e Allez France, che nel frattempo aveva cambiato allenatore, passando in training ad Angel Penna. Le due campionesse a tre anni si erano affrontate due volte, sempre con esito favorevole ad Allez France: in primavera nella Poule d’Essai des pouliches, con Dahlia terza, e in giugno nel Prix de Diane, con le due regine del galoppo mondiale prima e seconda di quel mondano appuntamento a Chantilly. In sella alle due eroine di quella stagione di mezzo dei Settanta, c’erano due jockey di formidabile talento e longevità: Lester Piggott su Dahlia, mentre Yves Saint Martin era l’interprete di Allez France. Un fattore che aggiungeva ulteriore paprika ad una sfida di per sé già appassionante tra due meravigliose cavalle da corsa. Dahlia, tornata dalla trasferta americana, stentava a ritrovare la forma. Così Allez France ebbe vita facile nelle prime prove primaverili del 1974, vincendo l’Harcourt sui 2000 (Dahlia si classificò quarta) e bissando nel Ganay sui 2100, con Dahlia quinta. In estate la figlia di Vaguely Noble ritrovò i suoi motivi migliori e Allez France la evitò, con Angel Penna che aveva segnato sul calendario nella prima domenica di ottobre, quella dell’Arc, l’appuntamento da non perdere.  Così Dahlia passò di vittoria in vittoria, dal Grand Prix de St. Cloud alla Benson and Hedges Gold Cup di York, riportata con superiorità assoluta. La saura nata nel 1970 da quel Vaguely Noble che aveva riportato in auge la linea di Hyperion e di suo figlio Aureole, tentò anche le King George e le vinse in maniera travolgente su Highclere.

In preparazione alla grande corsa di ottobre al Bois de Boulogne, le due finalmente si incontrarono di nuovo nel Vermeille e vinse ancora Allez France, proiettata verso l’Arc. Quando la prediletta di quel grande e colto turfman di nome Daniel Wildenstein sembrava avviata verso un facile trionfo, ecco il colpo di scena: il suo fantino, l’amatissimo da tutti i francesi Yves St. Martin, genio tattico e straordinaria capacità di concentrazione, al venerdì cadde in corsa, senza gravi conseguenze ma con qualche acciacco. Così la domenica, quel jockey formidabile con gli antidolorifici, montò solo la regale figlia di Sea Bird. La retta fu particolare, con Allez France in fuga anticipata, quasi scappando di mano al suo interprete che non poteva comandarla al meglio. Ma c’era una Nazione intera, che alla vigilia l’aveva appoggiata con un ticket al PMU, a spingere una campionessa che con la sua classe immensa centrò l’obiettivo, acclamata dalla folla al rientro così come si fa con le Regine che rubano il cuore e l’anima perché hanno in un fascino irresistibile il proprio segno distintivo. Allez France e Dahlia, le straordinarie protagoniste di una stagione irripetibile, quel 1974 del galoppo dominato dalle femmine.

 

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