Il “Nearco” di Paolo Allegri con un video prodotto da Chavalier.net

 

Nella foto d’apertura

Schermata 2020-06-03 alle 17.28.20 di Paolo Allegri

Nearco, vinse molto e Federico #Tesio lo vendette in Inghilterra per 60 mila sterline. Gli inglesi per proteggerlo durante la guerra costruirono un bunker speciale. Poi è stato il capostipite di un’era: un quarto della popolazione stalloni era dipende da lui. Stiamo parlando di #Nearco, per molti il più grande cavallo italiano di ogni tempo, un purosangue da vertice mondiale.

Il figlio di Pharos e Nogara a due anni aveva già vinto Criterium Nazionale, Gran Criterium e Tevere. A novembre Tesio lo presentò al tondino del Chiusura accompagnato da El Greco, un sauro dorato. Il mago di Dormello osservava Nearco discosto dal gruppetto degli Incisa e ammirava quel puledro dalle proporzioni divine. Il Chiusura nel 1937 era un gran premio di fine stagione ma sempre atteso dalla gente di Milano. Il recinto del peso, l’insellaggio, le belle donne, la gente ben vestita che affollava le tribune e il parco che sentiva l’inverno. Quel figlio di Nogara, nuovo alfiere della formazione biancorossa con croce di Sant’Andrea, rimase imbattuto vincendo di tre quarti di lunghezza sul compagno El Greco sui 1400 della pista dritta, la corsa d’autunno, con il manto verde di San Siro ricoperto dalle foglie cadute dagli alberi.

Strepitoso a due e tre anni

Finale di stagione e un inverno per coltivare sogni. Nello spazio di cinquant’anni di esperimenti Tesio era arrivato a un vertice strepitoso potendo disporre in due annate attigue (il 1934 e il 1935) di campioni di grandissimo livello quali Donatello II, Nearco, El Greco e Bistolfi. Tra questi uno più di tutti accese la fantasia degli appassionati, la considerazione degli addetti ai lavori: Nearco, da Pisa a Roma da Livorno a San Siro, là dove pulsa il cuore della passione per il purosangue, tutti ne riconoscevano il modello superbo e la classe. Parlavano di quel campione bello e forte e continuarono a parlarne l’anno successivo.

“A Parigi, a Parigi”. Fu il grido della folla dopo la vittoria nel “Milano”. E lui nn deluse

A tre anni Nearco dominò Derby, Milano e il Grand Prix de Paris. A Longchamp in un pomeriggio di giugno surclassò i laureati del Derby inglese e di quello francese. Nel 1947, da uno scritto di Tesio, apprendemmo che l’exploit maggiore, l’autentico Gran Prix, il dormelliano lo aveva sostenuto cinque giorni prima del Gran Premio di Milano. Scrive Tesio: “Pista da corsa di San Siro, tremila metri. Galoppo severissimo. Nearco tre anni, 54 kg., accompagnato da Ursone, tre anni, 49 kg. Dopo 1500 metri trovano Bistolfi, 54 kg. E arrivano: primo Nearco, secondo Bistolfi, terzo Ursone lontano”. Ursone aveva corso sulla distanza nove volte, vincendo sette corse su quel metraggio e giungendo due volte secondo. Bistolfi era in Italia il miglior cavallo dell’annata sui 1500 metri.

Imbattuto

Nearco ha vinto due gran premi – il Milano e il Grand Prix de Paris – sui tremila metri nello spazio di otto giorni. Benché vincitore sui 3000 metri, Nearco difettava di fondo, rimpiazzato da una qualità eccelsa. Dopo la sua straordinaria carriera di quattordici corse, rimanendo imbattuto, ha avuto un successo strepitoso in razza. Il quaranta per cento dei vincitori classici porta il suo sangue.

Nearco: l’incrocio perfetto

Che cosa rappresenti il ‘tipo’ Nearco non è facile dirlo: forse un Pharos raffinatissimo, oppure un tipo Havresac filtrato, attraverso Nogara, o ancora il più perfetto inbreeding su St. Simon. Probabilmente tutte queste virtù convergono in questo grande corridore e stallone. Grande trasmettitore più che creatore, Nearco non ha prodotto nessun fuoriclasse ma ha dato il là ad alcune delle più importanti e longeve linee del turf mondiale. Ha raggiunto la vetta con i nipoti Nashua e Ballymoss, attraverso le figlie con Arctic Prince e Tulyar, e infine con Mill Reef, da Never Bend, da Nasrullah, e l’eccezionale Secretariat, da Bold Ruler, da Nasrullah. E’ certo che la classe eccelsa e la velocità formidabile del campione di Tesio, che gli permise di bruciare avversari grandissimi a Parigi, sono valori che si sono trasmessi con continuità nei suoi prodotti, con una percentuale che non ha riscontro nel Novecento del galoppo internazionale.

Northern Dancer. E per finire, ecco l’ultimo immenso capolavoro quel #NorthernDancer# che attraverso Neartic ha consacrato il campionissimo nell’olimpo mondiale del Purosangue su cui non tramonta mai il sole. Sulle due sponde dell’Atlantico, su quelle del Pacifico, i suoi figli galoppano dai trionfo in trionfo: Dall’Europa al Nord America lo consacrano al sommo livello del cavallo da corsa.

 

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